Le Iene, Blue Whale falso? Matteo Viviani difende il servizio dalle accuse

Un'ultima novità ci giunge dal mondo de Le Iene: Matteo Viviani confessa di aver utilizzato video non collegati al Blue Whale, presentato per la prima volta in un servizio di Italia Uno lo scorso 14 maggio. I video non corrisponderebbero, infatti, alla realtà narrata nonostante descrivano al meglio lo sconvolgente fenomeno divenuto in pochissimo tempo virale e sotto l'attenzione di tutti.

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    Le Iene, Blue Whale falso? Matteo Viviani difende il servizio dalle accuse

    Il discusso intervento de Le Iene sul Blue Whale è falso? Matteo Viviani difende il servizio dalle accuse, secondo le quali i video mandati in onda dal programma di Italia Uno lo scorso 14 maggio sarebbero una bufala: ‘Me li ha girati una Tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio’, ha recentemente dichiarato il giornalista de Le Iene in una lunga intervista, difendendo il suo buon intento di informare al meglio sul grave fenomeno.

    Il giornalista de Le Iene Matteo Viviani torna, dunque, a parlare del Blue Whale. Secondo quanto riportato in un’intervista di Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano, la iena sarebbe stata accusata da giornali e siti web di aver trattato il serio argomento con imprecisione, senza l’appoggio di prove concrete attraverso un montaggio poco credibile. ‘La gente guarda il dito anziché la luna’, è stata l’istintiva risposta di Viviani di fronte alla Lucarelli, intenta a svegliarli i risvolti sul servizio sconvolgente.

    Le Iene, Matteo Viviani si difende dalle accuse sul Blue Whale

    Ultima novità sul servizio ‘falso’ Blue Whale de Le Iene guidato da Matteo Viviani. Secondo quanto riportato da il Fatto Quotidiano, Matteo Viviani avrebbe diffuso una realtà alterata che ha destato l’attenzione di milioni di telespettatori. Il giornalista, però, non si prende la responsabilità: ‘Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi’, ha dichiarato. Per poi continuare spiegando: ‘La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo giorno del gioco, quindi lo aveva iniziato prima…’.

    La Lucarelli continua, però, ad istigarlo: ‘Erano un falso ed erano sconvolgenti, non mi pare che giornalisticamente parlando questo sia un particolare…’, ricevendo la seguente risposta, ‘Era solo il punto di partenza, cambiava qualcosa se mettevo un voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video non erano collegati al Blue whale?’.

    Tra le tante accuse, Matteo Viviani respinge anche quella di aver innescato un meccanismo di emulazione con il suo servizio: ‘Allora non dobbiamo dare più notizie neppure sul bullismo o sul femminicidio perché poi qualcuno vuole imitare quello che si fa figo perché mena un compagno o la moglie?’.

    Insomma, dopo un lungo dibattito sul presunto montaggio alterato trasmesso da Le Iene e sull’uso di una scorretta forma narrativa, si è conclusa con questa affermazione la conversazione tra Viviani e la giornalista: ‘Ascolta. Questa cosa di voler cercare la debolezza nel servizio o certi titoli allucinanti che ho letto tipo ‘Le iene incastrate nella loro falsità dal web’ alla fine ha l’effetto di abbassare l’allerta su questo fenomeno che esiste e che secondo me è anche più grave di come l’ho raccontato. Io ho fatto una cosa importante, ho fatto capire a molti genitori che devono vigliare sui loro figli e sui pericoli del web’.

    Il caso Blue Whale: di cosa parla il servizio?

    Da qualche settimana a questa parte non si parla d’altro: il caso Blue Whale è entrato nelle famiglie italiane e ha messo in allerta la maggior parte dei bambini soliti connettersi ad internet per giocare online. Nel servizio mandato in onda lo scorso 14 maggio da Le Iene è stato esplicato il pericoloso fenomeno nato in Russia e diffuso ormai in tutto il mondo: si tratta di un ‘gioco psicologico che attraverso il superamento di 50 prove ciascuna per ognuno dei 50 giorni previsti, istigherebbe gli adolescenti al suicidio’, dalla spiegazione di Selvaggia Lucarelli. Da allora, il video del servizio di Matteo Viviani è diventato virale ed il caso ha preso il volo sul web.

    Le Iene: le scuse su Facebook

    A poche ore di distanza dai disordini scatenati dalle confessioni di Matteo Viviani circa il servizio sul fenomeno Blue Whale, il profilo ufficiale Facebook de Le Iene ha riportato le scuse del programma sull’utilizzo di video non inerenti al servizio, ringraziando il blogger che ha segnalato l’errore: ‘Ciò non toglie che la Blue Whale sia pericolosamente reale così come dimostrano le testimonianze delle due famiglie che abbiamo incontrato in Russia’ – si legge sul lungo messaggio di chiarimento – ‘Sono madri che hanno perso le loro figlie e che ci hanno svelato il funzionamento del macabro ‘gioco’. In queste ore di polemica e confusione, qualcuno ha scritto che si tratterebbe di ‘attrici’, purtroppo non sono una finzione come non è finzione il loro dolore’.

    Si tratta di un servizio progettato e mandato in onda con l’intento di informare e prevenire l’orrore già diffuso in Russia: non per altro numerosi genitori e la Polizia di Stato hanno fortemente ringraziato Le Iene dopo la messa in onda, in quanto fosse un ‘gioco’ a loro sconosciuto, ma già noto nel mondo adolescenziale.