Le dimissioni di Veltroni danneggiano la Festa del Cinema di Roma?

Le dimissioni di Walter Veltroni danneggiano la Festa del Cinema di Roma? E’ quanto si chiede un articolo di Variety, spiegando come l’inventore della festa, appunto Veltroni, abbia rassegnato le sue dimissioni da sindaco per sfidare Silvio Berlusconi alle prossime elezioni

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    Le dimissioni di Walter Veltroni danneggiano il Roma Film Fest? E’ quanto si chiede un articolo di Variety, spiegando come l’inventore della festa, appunto Veltroni, abbia rassegnato le sue dimissioni da sindaco per sfidare Silvio Berlusconi alle prossime elezioni.

    “In superficie, scrive Variety, niente dovrebbe cambiare nell’evento: ma in assenza di un supporter della festa così appassionato (Veltroni, ndr), che ha amici del calibro di Roberto De Niro e Tom Cruise, la festa può vedere ribassate le sue ambizioni e il suo budget. Il Ministro dei Beni Culturali uscente, Francesco Rutelli (tra l’altro ex sindaco di Roma) sarà probabilmente il prossimo inquilino del Campidoglio, ed è d’accordo con il mantra di Veltroni secondo cui il cinema italiano ha bisogno di una festa di alto profilo. Rutelli, spiega Giorgio Gosetti, codirettore del Roma Film Festival, è sempre stato a favore della festa del cinema”. Magari Rutelli è d’accordo, ma la vicesindaco in pectore, Patrizia Sentinelli, spiega a Panorama.it come ci sia bisogno di meno grandi eventi e più fatti concreti. In ogni caso, secondo Variety “se anche Rutelli perdesse la corsa a sindaco di Roma, Gosetti ci ha spiegato che, indipendentemente da chi sia il nuovo sindaco, per lui sarebbe una cattiva mossa eliminare la festa del cinema di Roma, una festa popolare che attrae celebrities e turisti. E se anche Veltroni è andato, il suo braccio destro, Goffredo Bettini (co-presidente della festa, ndr) è ancora in giro, ed ha recentemente spiegato che – contrariamente a Venezia – Roma ha sponsor sicuri che la rendono meno suscettibile del Lido al clima politico. E’ però indubbio, sottolinea ancora Variety, che Roma l’anno prossimo non sarà guidata da ‘un campione’ come Veltroni, uno che l’anno scorso è volato a Los Angeles per incontrare il CEO della Warner Bros. Entertainment, Barry Meyer; Jeffrey Katzenberg della Dreamworks; e i capi di Sony, Fox, Universal e New Line. E se anche Veltroni diventasse primo ministro, le cose cambierebbero, ‘perché – ha spiegato un insider – sarebbe troppo occupato per pensare alla Festa di Roma, senza considerare che, interessandosi di Roma da premier, sarebbe accusato di favorire Roma alla Biennale di Venezia’, Lido il cui direttore, Marco Mueller, ha spiegato di invidiare il budget romano di 24 milioni contro i 15 veneziani”. Per sapere se i timori di Variety sono veri o meno, non ci resta che aspettare e vedere, nell’attesa Mueller ha fatto sapere di volere Meryl Streep come presidente della giuria del 65esimo Biennale di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre. Quanto a Roma ( 22- 31 ottobre 2008), “dopo due anni di ricerca dell’identità” la rassegna dovrebbe ospitare il Dalai Lama per un giorno dedicato “al popolo tibetano” con proiezioni di “Little Buddha” (Bernardo Bertolucci) e “Kundun” (Martin Scorsese): “ma l’impatto della dipartita di Veltroni, chiude l’insider, non è ancora chiaro: c’è però il rischio concreto che Roma perda il suo fascino mentre Venezia continuerà ad essere forte”.