Le compagnie indipendenti produrranno film anche in caso di sciopero degli attori

Le trattative tra la SAG e l’AMPTP procedono, ma ancora non c’è niente di definitivo: secondo quanto resto noto dal sindacato degli attori, sarebbero ancora una mezza dozzina i punti controversi, tra cui i diritti sull’utilizzo di clip tratte da film per usi diversi dalla promozione della pellicola, i DVD, le cause di forza maggiore e la giurisdizione sui nuovi media

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    Le trattative tra la SAG e l’AMPTP procedono, ma ancora non c’è niente di definitivo: secondo quanto resto noto dal sindacato degli attori, sarebbero ancora una mezza dozzina i punti controversi, tra cui i diritti sull’utilizzo di clip tratte da film per usi diversi dalla promozione della pellicola, i DVD, le cause di forza maggiore e la giurisdizione sui nuovi media.

    Come già accaduto per lo sciopero degli sceneggiatori, anche l’eventuale protesta non danneggerebbe solo i film (vedi sotto): anche le serie tv [i tre “CSI” e “Cold Case” (CBS); “24″ e “House” (Fox); “Heroes”, “Chuck” e “ER” (NBC); “Brothers & Sisters” e “Dirty Sexy Money” (ABC)] sono in pericolo, visto che le riprese si svolgeranno proprio nel bel mezzo dell’eventuale sciopero. Ad oggi, comunque, i grossi studios non credono che la protesta si farà (la SAG non ha indetto riunioni per votare lo sciopero, che deve essere autorizzato dal 75% dei membri aventi diritto), anche se le riprese di film come “Transformers 2“, “Terminator Salvation” (cui di recente si è aggregata Bryce Dallas Howard, figlia del regista Ron Howard), “A Thousand Words” (con Eddie Murphy) potrebbero essere messe in pausa, così che un eventuale stop non sia troppo costoso; altre pellicole (tra cui “2012″ di Roland Emmerich, Angeli e Demoni (Sony), Il principe di Persia (Disney) e “Nottingham” (Universal), sono per ora confermate per dopo l’estate. A dispetto della fiducia, attori e studios si stanno comunque preparando al peggio, e anche se non ci fosse nessuno sciopero, le compagnie indipendenti avrebbero la possibilità di ‘dominare’ la scena tra la tarda estate e i primi mesi d’autunno, visto che i titoli delle grosse produzioni prenderanno molto tempo tra riprese e post produzione.

    Proprio le compagnie indie, come già accaduto durante lo sciopero degli sceneggiatori (che firmarono contratti ad interim con la Worldwide Pants di David Letterman, seguita da Lionsgate, RKO, Marvel, Weinstein Co., United Artists, Sidney Kimmel Entertainment, Spyglass Entertainment e Media Rights Capital, Jackson Bites, Film Department e Intermedia, Mandate), sono le prime a garantirsi che la produzione di film non si fermerà: la SAG ha infatti garantito circa 300 ‘lasciapassare’ a società di produzione che non hanno legami con l’AMPTP e che, in caso di sciopero, potranno continuare a lavorare anche dopo il 30 giugno: come ha spiegato Randall Emmett, produttore del remake de “Il cattivo tenente” di Abel Ferrara, “Nessuno vuole uno sciopero, e nell’aria spira ottimismo, ma la ‘deroga’ della SAG che ci consente di partire l’8 di Luglio è un dono del cielo”. Tra i film graziati, “Edge of Darkness” di Martin Campbell con Mel Gibson, “W“, il biopic di Olver Stone sul presidente Bush con Josh Brolin ed Elizabeth Banks, “My One and Only“, con Renee Zellweger e Chris Noth diretto da Richard Loncraine, “Big Eyes“, diretto da Scott Alexander e Larry Karaszewski directing con protagonisti Kate Hudson e Tom Haden Church, “Labor Pains“, regia di Lara Shapiro con protagonista Lindsay Lohan, “Pandorum“, thriller sci-fi con protagonisti Dennis Quaid e Ben Foster per la regia di Christian Alvert.