L’Authority richiama Santoro, che risponde: “Siete lottizzati”. Multe a Rai e Mediaset per violazione del Codice sui Minori

L'Authority per le Comunicazioni richiama Michele Santoro per condotta scorretta: al centro della polemica la puntata di Annozero su Totò Cuffaro che ha fatto ascolti record

da , il

    Un cartellone comparso qualche anno fa a Palermo

    Non accenna a placarsi la polemica che ha incestito in pieno nell’ultima settimana Annozero di Michele Santoro, andato in onda giovedì con una puntata tutta dedicata al presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro. Di ieri la notizia della condanna dell’Autority delle Comunicazioni nei confronti dei sommari processi televisivi, condanna tradottasi con la decisione di diffondere un “atto di indirizzo” sui processi tv e in un richiamo formale nei confronti di Annozero. L’ultima puntata della trasmissione di Santoro ha però raggiunto ascolti altissimi per la sua media, toccando i 3.417.000 spettatori con il 13,84% di share. In alto una foto scattata a Palermo qualche anno fa.

    La puntata di giovedì ha avuto il picco di ascolti proprio in Sicilia, dove ha raggiunto il 18,38% di share, e ha conquistato su scala nazionale il 25% degli ascoltatori compresi tra i 35 e i 44 anni. Dati ovviamente che fanno gongolare Santoro, che non può esimersi però dal subire il richiamo ufficiale rivoltogli dall’Autority della Comunicazione per scarso rispetto dei principi di completezza e correttezza dell’informazione. Il provvedimento è stato illustrato dal presidente Corrado Calabrò, che ha colto l’occasione per dire “basta con i processi scimmiottati in tv o impropriamente trasferiti dalle aule di giustizia al piccolo schermo”.

    Nello specifico Calabrò ha condannato l’accondiscendenza della tv a costruire pseudo processi privi di contraddittorio, anticipando giudizi su questioni che spesso sono ancora in fase investigativa o processuale. Il presidente dell’Agcom ha tenuto a precisare che l’informazione deve essere equilibrata e obiettiva e che il suo intervento non può essere letto come un tentativo di “porre limiti alla libertà di informazione. Ma l’informazione non può diventare gogna mediatica nè spettacolarizzazione ispirata più all’amore per l’audience che all’amore per la verità”.

    Lo stesso Calabrò ha poi informato che terrà sotto’occhio la condotta della Rai, che però ieri faceva sapere tramite il suo ufficio stampa di aver letto la notizia del richiamo ai suoi danni dai giornali ma di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’Autority. Parrebbe di capire che le comunicazioni in Italia non funzionino tanto bene.

    Tornando però alla questione scatenante, ovvero la puntata che Santoro ha interamente dedicato alla carriera politica e processuale di Totò Cuffaro, la bagarre tra i due “protagonisti” era iniziata già qualche giorno prima della trasmissione, quando Santoro aveva annunciato i contenuti della puntata e aveva fatto sapere che avrebbe invitato Cuffaro a partecipare, come del resto richiesto a gran voce dallo stesso governatore della Sicilia. Giunto l’invito, pare che il governatore abbia nicchiato di fronte alle varie sollecitazioni della redazione, ritenendo inappropriata la sua presenza in studio. Stando alle dichiarazioni di Santoro, Cuffaro ha poi cambiato idea dicendosi impegnato per la data del 30 gennaio e chiedendo lo spostamento della trasmissione di una settimana. Richiesta non accettata e trasmissione in onda senza l’”indagato”; potete rivedere la puntata sul sito www.rai.tv.

    Ma non è solo la puntata dello scorso giovedì ad essere al centro dell’attenzione dell’Autority, che ha invece riscontrato diversi casi di condotta scorretta nell’attuale stagione di Annozero, a partire dalla puntata del 4 ottobre, quando scoppiò il caso Mastella-De Magistris, passando poi per quella del 6 dicembre, dedicata alla riforma Tv con il ministro Gentiloni, e del 20 dicembre sul caso Forleo-D’Alema e sulle intercettazioni Berlusconi-Saccà.

    La risposta di Michele Santoro al provvedimento non si è fatta attendere molto. Ieri sera ha diffuso un comunicato in cui accusa apertamente l’Agcom di essere lottizzata dal potere politico: “ll presidente dell’Agcom ha scelto un nuovo tipo di provvedimento, non previsto dalla legge, il preannuncio di richiamo che si traduce in una censura pubblica, generica ed immotivata, quanto profondamente ingiusta. E’ il risultato della lottizzazione”.

    Vedremo presto come evolverà la vicenda. Intanto sul piano dell’informazione l’Agcom ha deciso di convocare al più presto i responsabili delle emittenti tv per dettare nuove regole per lo svolgimento di questo tipo di trasmissioni nella speranza di giungere alla definizione di un codice di autoregolamentazione concordato con gli stessi operatori.

    Nel frattempo l’Agcom non è rimasta con le mani in mano: ha, infatti, comminato diverse multe per violazione del Codice Tv-Minori. Per quanto riguarda l’informazione giornalistica, l’Agcom ha sanzionato Mediaset per 200 mila euro per un servizio del Tg5 sull’incidente probatorio relativo al caso dei presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio e la Rai, per 100 mila euro per un servizio del Tg1 sui “bambini soldato“. Ma la Rai è stata colpita anche con altri due provvedimenti, rispettivamente di 100.000 e 50.000 euro, per due serie tv di RaiDue, ovvero per un episodio di Lost “al cui interno erano presenti scene di forti impatto emotivo per un pubblico di minori nella fascia oraria della televisione per tutti”, spiega l’Authority, e per una puntata di Ncis in onda in prima serata, ritenuto non adatto ai minori.