Lamberto Sposini: risarcimento da 10 milioni di euro chiesto alla Rai

Lamberto Sposini: risarcimento da 10 milioni di euro chiesto alla Rai

Lamberto Sposini: risarcimento da 10 milioni di euro chiesto alla Rai

da in Lamberto Sposini, Personaggi Tv, Rai, Rai 1
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    Un risarcimento da 10 milioni di euro. E’ quanto chiede alla Rai il giornalista Lamberto Sposini che, nel 2009, poco prima che andasse in onda La Vita in Diretta, fu colpito da ictus negli studi del programma di Rai 1. Com’è noto, il presentatore è in causa legale con Viale Mazzini e, tramite i suoi legali, ancora oggi accusa l’azienda pubblica televisiva di ‘ritardi nei soccorsi’. Sulla vicenda, però, una nuova decisione arriverà solo nel 2016.

    E’ di oggi, infatti, la notizia riportata dal Corriere della Sera che vuole gli avvocati di Sposini alle prese con l’impugnazione della sentenza del tribunale di Roma che, il 26 febbraio 2015, ‘ha respinto il ricorso presentato contro la Rai finalizzato ad ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all’evento invalidante’.

    Per ora, quello che è certo, è che per apprendere una nuova decisione, stavolta da parte della sezione Lavoro e previdenza della Corte d’Appello, si dovrà attendere un anno circa, almeno fino al 5 luglio 2016.

    Articolo aggiornato da R.D.S il 7 settembre 2015

    Nessun risarcimento per Lamberto Sposini?

    Lamberto Sposini, dopo il malore, non riceverà nessun risarcimento dalla Rai: la famiglia del giornalista, attraverso la figura dei legali, aveva richiesto un indennizzo molto elevato a seguito dell’emorragia cerebrale che lo colpì il 29 aprile 2011, mentre si preparava a condurre La Vita in Diretta. La decisione, che proviene dal Tribunale del lavoro di Roma, leva da ogni tipo di colpa non solo l’azienda televisiva, ma anche i medici. La famiglia, venuta a conoscenza che l’ambulanza non fu chiamata tempestivamente, di certo non sembra pronta ad arrendersi.

    Lamberto Sposini era negli studi Rai, pronto a condurre una nuova puntata de La Vita in Diretta con Mara Venier, quando fu colto da un’emoraggia cerebrale: inizialmente si pensò ad un malore passeggero e l’ambulanza fu chiamata troppo tardi. Questa la tesi della famiglia del giornalista, che si è vista respingere la richiesta di risarcimento milionaria avanzata al Tribunale del lavoro di Roma.

    Probabilmente la famiglia Sposini ricorrerà in appello, per poter meglio delineare le responsabilità del personale medico e televisivo che si prese cura del giornalista non appena accusò il malessere. Infatti, a quanto risulta, Lamberto arrivò nell’ospedale che poteva fornirgli tutte le cure necessarie solo dopo due ore dall’ictus: se l’interveto fosse stato più tempestivo, probabilmente per il giornlista, che adesso sta meglio, le conseguenze sarebbero state meno gravi, secondo i parenti. Si andrà, dunque, avanti, con la battaglia legale per arrivare alla verità.

    Aggiornamento del 3 marzo 2015 a cura di Francesca Ajello

    Lamberto Sposini e l’ictus in Rai: tremano i dirigenti, la figlia fa causa alla tv
    Tutto sembrava archiviato, invece non lo è affatto. A distanza di due anni – era il 29 novembre 2011 quando il giornalista Lamberto Sposini ebbe un ictus negli studi de La vita in diretta su Rai1 – emerge una ricostruzione che fa tremare i dirigenti Rai. La figlia di Sposini ha fatto loro causa, perché – dice – se le cose fossero andate diversamente i danni del papà sarebbero minori.

    La ricostruzione è stata pubblicata da Panorama. Centrale, per capire, è rimontare, secondo dopo secondo, quanto sarebbe avvenuto negli studi Rai di Via Teulada, la gestione dei soccorsi e i possibili “contrattempi” che si sarebbero avuti. La notizia è ripresa anche da Libero, nell’edizione odierna, che scrive quanto accaduto a Sposini in quegli attimi:

    «Poco prima di andare in video si accascia, è un ictus, ma lo si saprà solo dopo.

    L’ambulanza ci mette 40 minuti ad arrivare. La ricostruzione degli atti. Daniele Toaff, all’epoca vicedirettore Raiuno, corre all’ambulatorio interno e chiama un’infermiera».

    Qui le prime ricostruzioni contrastanti che coinvolgerebbero diversi medici, in dinamiche non ancora così chiare, e quanto (non) sarebbe stato fatto per limitare gli eventuali danni al giornalista. Sempre Daniele Toaff all’infermiera:

    «Le dice di avvisare un dottore. Arriva – scrive il Giornale -, è senza il camice. Secondo alcuni testimoni ci avrebbe messo 15 minuti a raggiungere Sposini. Si scopre che è un odontoiatra».

    Un’altra ricostruzione, dissimile per certi versi, viene fornita dalla rete del servizio pubblico. La Rai, rispetto a quanto indicato nel racconto di Daniele Toaff, aggiunge:

    «Un primo medico – scrive il quotidiano diretto da Belpietro – sarebbe arrivato in pochi minuti, mentre un secondo (l’odontoiatra) ci avrebbe messo di più. Intanto un figurante del programma – si legge su Libero -, da quanto si apprende, chiama il 118 spiegando che si trattava di un malore».

    Come scrive Libero, negli atti – riportati da Panorama – si legge degli inconvenevoli accaduti, anche perché, quel giorno, le ambulanze erano quasi tutte impegnate a Roma per la beatificazione del Papa:

    «Solo alla settima telefonata, che arriva alle 14.32» – Sposini si sente male alle 14.05 -, «l’operatore del 118 riesce a farsi passare il medico. Viene compresa finalmente la gravità della situazione».

    Così il dottore al telefono con gli operatori sanitari:

    «E’ un’urgenza assoluta sennò mi muore qua sotto le mani».

    Le complicazioni però – stando a quanto scrive Libero – sarebbero state ancora di più, segnando difficoltà per lo stato di salute di Lamberto Sposini:

    «All’arrivo in via Teulada, uno dei soccorritori spiega che sono partiti in ritardo perché hanno dovuto procurarsi una barella, dato che la loro era stata spostata come letto al pronto soccorso. L’equipaggio porta Sposini al Santo Spirito. Ma il reparto di neurologia è chiuso dal 2010. Quando si accerta un’emorragia cerebrale viene trasferito al Gemelli dove arriva il neurochirurgo Giulio Maira».

    L’accusa, rappresentata dall’avvocato d’Amati, fonda la causa sul dovere del datore di lavoro di garantire al lavoratore soccorso e assistenza tempestivi. La difesa, la Rai, dal canto suo respinge le accuse definendo «corretto» il comportamento dei medici. Noi sentiamo di aggiungere solo questo:

    un saluto a te, Lamberto Sposini, ci manchi e torna presto!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Lamberto SposiniPersonaggi TvRaiRai 1 Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:49
     
     
     
     
     
     
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