Lamberto Sposini non riconosce la moglie

Lamberto Sposini non riconosce la moglie

Nessun nuovo bollettino medico sulle condizioni di Lamberto Sposini, a oltre un mese dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito prima de la Vita in Diretta

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    lamberto sposini danni cerebrali

    Nessun nuovo bollettino medico per Lamberto Sposini, ricoverato al Gemelli di Roma dal 29 aprile scorso per un’emorragia cerebrale che lo ha lasciato tra la vita e la morte per giorni, ma arrivano delle indiscrezioni sulle sue condizioni di salute. Proprio la moglie Sabina Donadio, prima di chiedere il massimo rispetto della privacy agli organi di stampa sulla vita privata del conduttore, avrebbe espresso le proprie preoccupazioni: Sposini apre gli occhi, ma non riconosce i familiari. “Lamberto non parla, non mi riconosce, lui non c’è, è assente, non è cosciente” avrebbe detto la moglie di Sposini.

    Ha aperto gli occhi ma è come imbambolato. Non mi riconosce, ma se gli stringo la mano me la stringe anche lui e gli si alza la pressione. Lo dice il monitor che ormai ho imparato a leggere“: questo il contenuto di un ‘presunto’ sms inviato qualche giorno fa da Sabina Donadio, compagna di Lamberto Sposini, all’onorevole Melania Rizzoli (PdL), che l’ha riportato in una sua lettera aperta pubblicata da Libero lo scorso 10 maggio. Una lettera aperta che ha scatenato l’immediata reazione della Donadio, visto che la Rizzoli si è ‘arrogata’ il diritto di ‘parlare’ a nome di Sposini, per di più dalle colonne di un quotidiano.

    Lamberto Sposini mi aveva invitato più volte nella sua trasmissione – scrive la Rizzoli – come medico e come deputato, a parlare di vita e di morte, a proposito della legge sul testamento biologico, in queste settimane arrivata in Aula a Montecitorio. Io ripetevo in maniera monotona che noi medici siamo addestrati e abilitati a proteggere e salvare la vita, anche quando sembra perduta, e non ad indurre la morte, e lui che mai avrebbe voluto sopravvivere senza coscienza, pensava che ognuno è libero di scegliere come e quando morire, rifiutando interferenze religiose, scientifiche e politiche. Ma queste sono cose che si dicono da sani. Quando ci si ritrova sdraiati e inerti su un letto di rianimazione, intubati e incoscienti, pieni di fili, di monitor, di flebo e di elettrodi,con l’anima sospesa tra essere e non essere e con figli che ti aspettano a casa, le cose cambiano e tutte le nostre certezze, che avevamo appunto da sani, iniziano a vacillare“.

    La Rizzoli ‘usa’, quindi, la vicenda di Sposini per fini politici, per ‘sensibilizzare’ l’opinione pubblica sul dibattito relativo all’eutanasia (scusate, ma ‘fine vita’ ci sembra ipocrita) e aggiunge: “L’istinto e il compito del medico è quello di salvare la vita umana, anche con un intervento estremo, ad alto rischio, com’è stato quello effettuato sul famoso giornalista.

    E se questo gli salverà la vita come dovremmo definirlo? Accanimento o intervento terapeutico? E quando Sposini tornerà autonomo e cosciente, come ci auguriamo, cosa si dirà? Un miracolo, la potenza della scienza, o la determinazione di un medico?
    E Lamberto, soprattutto, nella sua vita da sano avrebbe mai dato l’autorizzazione alla sua rianimazione forzata o avrebbe scritto di lasciarlo morire secondo natura? E da giornalista come avrebbe commentato che il momento della sua morte è stato comunque, in virtù dell’abilità di un chirurgo, rinviato a data da destinarsi?
    “.

    Un’entrata a gamba tesa nella vicenda di Sposini quella della Rizzoli che ha spinto la Donadio a chiedere alla stampa di rispettare della privacy e di attenersi esclusivamente ai bollettini medici.

    Intanto le parole riportate dalla Rizzoli, per quanto risalenti a diversi giorni fa, fanno temere il peggio per la ripresa di Sposini, ricoverato dallo scorso 29 aprile in terapia intensiva per un’emorragia cerebrale che l’equipe neurochirurgica del Gemelli, guidata dai professori Maira e Proietti, è riuscita a ridurre con un intervento delicatissimo.
    Del resto, come spiegato anche dai medici, Sposini era giunto al Gemelli – dopo un soccorso discusso, che ha dirottato il giornalista su un ospedale privo del reparto di neurochirurgia - in grave stato di coma (livello 3 della scala di Glasgow, il più alto) e con un’emorragia di oltre 7 centimetri nell’emisfero sinistro.

    Gli ultimi bollettini medici hanno confortato, riportando di continui, per quanto lenti, miglioramenti. Certo, quanto scritto dalla Rizzoli getta un’ombra sulle condizioni cerebrali di Sposini: le risposte sulle effettive possibilità di recupero del giornalista si potranno avere solo più in là, difficile anche quantificare i tempi. Speriamo di ricevere presto notizie di altro tono.

    Nel frattempo colleghi e amici continuano a fare il tifo per lui: dopo il saluto rivolto all’amico durante l’ultima puntata de La Vita in Diretta, anche ieri Mara Venier, in compagnia di Fabrizio Frizzi, ha salutato Lamberto Sposini in apertura della Partita del Cuore, trasmessa da RaiUno. Un evento che la Rai ha dedicato proprio al giornalista, come segno di partecipazione e di augurio per una completa guarigione. Ovviamente ci uniamo agli auguri.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàLamberto SposiniPersonaggi TvPrimo Piano Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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