Lamberto Sposini, Mentana: “Bin Laden è morto e lui non lo sa”

Lamberto Sposini, Mentana: “Bin Laden è morto e lui non lo sa”

    Lamberto sposini Enrico Mentana

    Lamberto Sposini è ancora in prognosi riservata al Gemelli di Roma dopo l’emorragia cerebrale che l’ha colpito ormai 8 giorni fa e il pensiero dell’amico e collega Enrico Mentana non fa che correre a lui: dopo avergli dedicato il Tg La7 del 29 aprile scorso, giorno del malore di Sposini, Mentana ricorda l’amico anche nell’apertura della sua rubrica settimanale su Vanity Fair. Diviso tra ‘mestiere’ e ‘affetti’, ‘Chicco’ coniuga l’attualità al sentimento, ripercorrendo la notte in cui ha saputo della morte di Bin Laden, temendo che l’sms giunto sul suo cellulare riguardasse la salute di Sposini.

    Per un giornalista ‘ignorare’ che Osama Bin Laden sia morto è quasi un paradosso: inevitabile, quindi, per Enrico Mentana pensare al fatto che un professionista come Lamberto Sposini non abbia ancora potuto sapere che il leader di Al Qaeda, l’uomo più ricercato al mondo, sia stato ucciso in un blitz dei Navy Seals Usa nella notte tra domenica e lunedì scorso. Il parallelo può sembrare quasi ‘blasfemo’ se si considera che Sposini lotta per ‘rinascere’ da più di una settimana nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, ma in realtà il ‘link’ di Mentana tradisce un impeto di affetto sincero, la sensazione della ‘mancanza’ e una dichiarazioe di profonda stima professionale per l’amico, che di certo avrebbe voluto essere in prima linea a raccontare un evento che, per gli Usa, ha chiuso un’epoca iniziata l’11 settembre 2001.

    Con Lamberto ho vissuto come un fratello per dodici anni – scrive Mentana nella sua rubrica settimanale su Vanity Fair – una consuetudine quotidiana, a partire dalla prima telefonata, con le prime risate, al mattino, per poi quasi sempre incontrarci poco dopo in ufficio e organizzare la vita e le scelte del telegiornale che vent’anni fa [...] facemmo nascere. Non è il momento di ricordare le tante storie, quasi tutte belle e divertenti, che hanno contrappuntato questo per me straordinario percorso comune, e non ho nemmeno intenzione di raccontarvi per ben diverse ore vissute da quando un amico comune [...] mi mandò un sms per dirmi che Lamberto si era sentito male“.

    Mentana cuce i fili dell’attualità e dei ricordi in un ennesimo omaggio all’amico Lamberto, prendendo spunto proprio dal fatto più importante della settimana. “Nella notte tra domenica e lunedì ero sveglio a ricordare e ad aspettare il responso dei medici, che da lì a poche ore avrebbero cominciato a far uscire Lamberto dal coma farmacologico. [...] Quando ho visto, alle 4.45, il mio cellulare illuminarsi per un messaggio, potete immaginare come mi sono sentito.

    E invece il messaggio era questo: Ucciso Bin Laden. Lo annuncia Obama tra poco“.

    E Mentana continua in questo ‘gioco’ di rimandi, ricordi e attualità: “Per il mestiere che faccio, sono abituato all’intreccio di situazioni ed emozioni diverse, ma in questo caso non è stato facile.: pensi alla vita in sospeso di un amico e vieni sorpreso dall’annuncio dell’uccisione di un profeta di morte. [...] Mentre meccanicamente mettevo in piedi la copertura del mio Tg [...] è stato inevitabile ricordare le tante straordinarie maratone vissute insieme, io in conduzione e Lamberto in regia, o viceversa, a cominciare dallo stesso 11 settembre. [...] E, come in un gioco di specchi, riemergevano tutti gli episodi e gli aneddoti privati di quegli stessi giorni vissuti in simbiosi con l’amico-collega. Lui adesso ancora non sa che l’America è riuscita a vendicare, dieci anni dopo, l’oltraggio subito [...]. Mi riprometto di raccontarglielo così come ho fatto con voi, quando sarà“.

    Noi la troviamo, a suo modo, una ‘lettera’ dolcissima.

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