L’accordo tra produttori e sceneggiatori danneggia gli attori?

L’accordo tra produttori e sceneggiatori danneggia gli attori?

Tutti aspettano la fine dello sciopero, ma come si diceva che l’accordo tra produttori e registi avrebbe danneggiatori gli sceneggiatori, adesso si diffonde la “paura” che un accordo tra produttori e sceneggiatori non giovi per niente alla causa degli attori

    wga strike

    Tutti aspettano la fine dello sciopero, ma come si diceva che l’accordo tra produttori e registi avrebbe danneggiato gli sceneggiatori, adesso si diffonde la “paura” che un accordo tra produttori e sceneggiatori non giovi per niente alla causa degli attori.

    Non serve ricordare il forte supporto e la solidarietà che gli attori hanno espresso nei confronti dello sciopero degli sceneggiatori, con volti più o meno noti sempre presenti ai picchetti degli sceneggiatori mentre disertavano cerimonie di premiazione più o meno importanti: purtroppo per gli attori, la decisione della WGA di far partire lo sciopero in Novembre (decisione legittima, stante il contratto scaduto da mesi in cui le trattative non hanno portato a niente) ha diminuito il potere contrattuale della SAG, ma soprattutto infastidito l’opinione pubblica nei confronti di un altro, eventuale, sciopero: la solidarietà degli attori (unita alla mancanza di sceneggiature, ovviamente) ha comportato, de facto, uno sciopero degli attori cui è stato dato meno risalto che a quello degli sceneggiatori. E se le trattative tra SAG e AMPTP partiranno in primavera, già molte star (vedi Clooney) hanno già fatto presente l’importanza di cominciare le trattative al più presto, anche perché l’AFTRA (sindacato ‘gemello’ della SAG, che conta 70.000 membri contro i 120.000 degli attori, anche se 40.000 fanno parte di entrambi i sindacati) ha già annunciato di voler portare avanti le trattative per conto suo: una decisione che ha indispettito gli attori, ma che non ha fatto arretrare di un millimetro la federazione degli artisti radio-televisivi. A questo punto, in caso di trattative “isolate”, sarebbe la fine dell’accordo “Fase 1″, accordo in virtù del quale SAG e AFTRA negoziano da ben 27 anni tutti i contratti insieme: per ripicca, il sindacato degli attori (che ha convocato un meeting per discutere la fine delle “Fase uno” per il 22 febbraio e il 14 marzo) potrebbe chiedere ai suoi membri di non partecipare agli show dell’AFTRA e cominciare a “mettere il naso” nei campi di competenza della federazione (le soap, ad esempio).

    wga strike

    Problemi tra sindacati a parte, la WGA ha continuato a picchettare gli studios delle 8 major a Los Angeles e in tutto il paese, trovando una inaspettata solidarietà da parte di Vanity Fair: il popolare mensile ha infatti annullato il tradizionale party organizzato da 14 stagioni dopo la serata degli Oscar “Dopo averci pensato a lungo, abbiamo deciso – a sostegno degli sceneggiatori e di tutti quelli che sono coinvolti da questo sciopero – che quest’anno non è appropriato organizzare i nostro party annuale in onore degli Oscar.

    Anche se lo sciopero potrebbe concludersi, questo non significa necessariamente che le cose torneranno immediatamente alla normalità: vogliamo comunque congratularci con tutti i candidati di quest’anno e speriamo di ospitare il nostro 15° party per gli Oscar l’anno prossimo”. Anche ieri si erano diffuse voci di una fine dello sciopero: l’ex capo della Dispey, Michael Eisner, ha infatti dichiarato al programma “Fast Company” che un accordo era stato raggiunto nel weekend, un “rumors” vecchio già parzialmente smentito: “Studios e sceneggiatori, ha detto Eisner – hanno fatto un patto, si sono stretti la mano e hanno firmato. Sabato si terrà un meeting apposta” Vero è che sabato si terrà una riunione tra sceneggiatori per ratificare la bozza di accordo, ma nulla è ancora deciso: la dichiarazione di Eisner (“So che è finita, torneranno al lavoro al più presto, hanno firmato un contratto”, è la prima (seppure di un singolo) dichiarazione di “vittoria” da parte dei produttori. Sia gli studios che gli sceneggiatori si sono però imposti un blackout mediatico, ed hanno rifiutato qualsiasi commento: un portavoce della WGA ha comunque detto che “Lo sciopero NON è finito, siamo sotto blackout mediatico ma lo sciopero NON è finito“.

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