La7: Mamma ha Preso l’Aereo, docu-fiction sulle adozioni internazionali

Mamma Ha Preso l'Aereo: si intitola così un ciclo di 6 docufiction sulle adozioni internazionali in onda su La7 dall'11 febbraio

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    Mamma ho preso l’areo

    Le adozioni internazionali sono diventate drammaticamente d’attualità dopo il devastante terremoto di Haiti che da una parte ha bloccato le pratiche in corso, dall’altra sta spingendo Usa ed Europa a studiare procedure di emergenza per dare una casa e una famiglia alle migliaia di bambini rimasti orfani a causa della tragedia. E La7 annuncia la messa in onda di un ciclo di docu-fiction dedicati proprio all’incontro tra famiglie italiane e orfani di mezzo mondo, per indagare sulle difficoltà di un percorso in cui l’affidamento è solo il primo passo. Si intitola Mamma Ha Preso l’Aereo e inizia l’11 febbraio.

    Sei puntate per raccontare la vicenda di sei coppie italiane, dal momento dell’abbinamento, ovvero dell”attribuzione’ di un bimbo a quello del rientro in Italia con il desiderato figlio. Il programma, ideato da Chiara Salvo e Giulia Cerulli con la collaborazione del Cifa, fa già discutere: da una parte perché i volti dei bambini non verranno pixellati, aprendo così una questione sulla presunta violazione della privacy dei mnori, dall’altra perché il rischio è venga data un’immagine semplificata e a lieto fine di un percorso difficile e pieno di sofferenza, sia dai parte dei piccoli – strappati in qualche modo al proprio mondo – sia da parte dei neogenitori.

    Questa almeno l’opinione di Simonetta Matone, inervistata da Repubblica, che vede proprio nel rischio di edulcorazione la preoccupazione principale. Critico sulle scelte fatte dal programma lo psicologo Marco Chistolini, esperto di adozioni: “Non c’è bisogno di violare una sfera così privata per parlare in modo corretto dell’adozione. Penso ad esempio all’impatto che una trasmissione del genere può avere sui bambini che già da tempo vivono qui. I loro compagni magari vedranno il programma e il giorno dopo il ragazzino adottato sarà ascritto a quella realtà, al centro di un’attenzione che non ha cercato. No, non bisogna esporre i bambini, per loro è sempre un trauma“.

    La7 si difende: “Non siamo una temibile tv senza filtri. Anzi. A chi ci accusa di essere stati superficiali, rispondiamo che abbiamo curato i minimi particolari, rispettando un percorso vero. Il nostro intento è quello di portare sul piccolo schermo quei meccanismi burocratici e quegli elementi umani che entrano in contatto e si intrecciano inevitabilmente nei difficili processi che animano il problema delle adozioni”. Il tema è delicato, anche perché insiste su uno dei grandi tabù della nostra cultura: noi però crediamo sia davvero giunto il momento di alzare il sipario su una realtà difficile, ma foriera di speranza.