La7: Mamma ha Preso l’Aereo, docu-fiction sulle adozioni internazionali

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Mamma ho preso l’areo

Le adozioni internazionali sono diventate drammaticamente d’attualità dopo il devastante terremoto di Haiti che da una parte ha bloccato le pratiche in corso, dall’altra sta spingendo Usa ed Europa a studiare procedure di emergenza per dare una casa e una famiglia alle migliaia di bambini rimasti orfani a causa della tragedia. E La7 annuncia la messa in onda di un ciclo di docu-fiction dedicati proprio all’incontro tra famiglie italiane e orfani di mezzo mondo, per indagare sulle difficoltà di un percorso in cui l’affidamento è solo il primo passo. Si intitola Mamma Ha Preso l’Aereo e inizia l’11 febbraio.

Sei puntate per raccontare la vicenda di sei coppie italiane, dal momento dell’abbinamento, ovvero dell”attribuzione’ di un bimbo a quello del rientro in Italia con il desiderato figlio. Il programma, ideato da Chiara Salvo e Giulia Cerulli con la collaborazione del Cifa, fa già discutere: da una parte perché i volti dei bambini non verranno pixellati, aprendo così una questione sulla presunta violazione della privacy dei mnori, dall’altra perché il rischio è venga data un’immagine semplificata e a lieto fine di un percorso difficile e pieno di sofferenza, sia dai parte dei piccoli – strappati in qualche modo al proprio mondo – sia da parte dei neogenitori.

Questa almeno l’opinione di Simonetta Matone, inervistata da Repubblica, che vede proprio nel rischio di edulcorazione la preoccupazione principale. Critico sulle scelte fatte dal programma lo psicologo Marco Chistolini, esperto di adozioni: “Non c’è bisogno di violare una sfera così privata per parlare in modo corretto dell’adozione. Penso ad esempio all’impatto che una trasmissione del genere può avere sui bambini che già da tempo vivono qui. I loro compagni magari vedranno il programma e il giorno dopo il ragazzino adottato sarà ascritto a quella realtà, al centro di un’attenzione che non ha cercato. No, non bisogna esporre i bambini, per loro è sempre un trauma“.

La7 si difende: “Non siamo una temibile tv senza filtri. Anzi. A chi ci accusa di essere stati superficiali, rispondiamo che abbiamo curato i minimi particolari, rispettando un percorso vero. Il nostro intento è quello di portare sul piccolo schermo quei meccanismi burocratici e quegli elementi umani che entrano in contatto e si intrecciano inevitabilmente nei difficili processi che animano il problema delle adozioni”. Il tema è delicato, anche perché insiste su uno dei grandi tabù della nostra cultura: noi però crediamo sia davvero giunto il momento di alzare il sipario su una realtà difficile, ma foriera di speranza.

Fonte | Repubblica

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Andrea Raimondi 26 gennaio 2010 11:15
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Io ho una domanda: coloro che criticano il programma, parlano per averlo visto in anteprima oppure ad fallum canidis?

Nel primo caso, potrebbero avere qualche merito, nel secondo no.

Vorrei altresì far notare che da genitori bianchi come lenzuoli non può nascere un bambino nero, quindi con tutta la buona volontà, ma la maggior parte di quei bambini già “sa” che qualcosa non quadra, così come i suoi compagni di scuola.

I bambini sono piccoli, non scemi.

Andrea

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Anonimo 9 febbraio 2010 20:50
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Il commento saccente del sig. Andrea denota una assoluta mancanza di conoscenza dell’argomento e una superficialità desolante.
Per lui l’adozione riguarda solo bambini di colore ?
E tutti i bambini che sono adottati nei paesi dell’est?
I bambini, è vero, non sono scemi, ma ha mai provato ad entrare in una scuola elementare e chiedere ai bambini cos’è l’adozione.
La risposta più frequente: “sono adottati i bambini dell’africa perchè al loro paese non hanno da mangiare”.
Quindi c’è un lavoro enorme da fare di informazione sul significato di accoglienza, genitorialità nelle scuole e soprattutto nella società.
E queste trasmissioni sono solo l’ennesimo reality fatte sulla pelle di bambini che hanno bisogno di tutto meno che di essere i televisione.
Marco

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Calamaro 10 febbraio 2010 10:55
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ancora si parla senza vedere, ripeterò fino alla nausea che NON E’ UN REALITY.
cerchiamo di affrontare il problema senza continuare a tenere la testa sotto la sabbia.

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Diego Benfatto
Diego Benfatto 15 febbraio 2010 13:04
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Da Wikipedia:

Il docu-drama (o DOCU-FICTION o film-documentario) è un documentario che comprende RICOSTRUZIONI interpretate da ATTORI [...]

Il REALITY show [...] è un genere di programma televisivo in cui sono trasmesse situazioni [...] che i protagonisti sperimentano esattamente come fosse la loro VITA REALE [...]

A voi definire il programma come ritenete più corretto, io propendo per REALITY.

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Anonimo 11 febbraio 2010 15:22
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Buongiorno a tutti,
non so di cosa parlerà la docu-fiction e soprattutto non ho capito quale sia la platea di riferimento.
Posso dire solo una cosa, e la dico da neo genitore adottivo di un bimbo africano.
Mi darebbe enormemente fastidio se l’argomento non venisse trattato con la necessaria delicatezza e soprattutto con la dovuta gradualità, viste le problematiche e i sentimenti in gioco dato che, nella mia personale esperienza, ho constatato che la società non è preparata ad argomenti del genere.
Piuttosto vedrei tale programma come il termine di un iter preparatorio simile a quello che affrontiamo noi genitori adottivi prima dell’abbinamento.
Comunque mi riservo di esprimere una opinione più fondata dopo averlo visto.
Arrivederci

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Diego Benfatto
Diego Benfatto 15 febbraio 2010 13:08
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Riguardo al filmato, rimango sempre basito quando sento un genitore adottivo dire “se avessi avuto dei figli miei”… UN FIGLIO TUO L’HAI AVUTO!!!!!!!
magari non nel metodo “tradizionale” ma è pur sempre un figlio tuo.

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Anonimo 22 febbraio 2010 22:41
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forse la signora con parole semplici per figli suoi intendeva quelli nati dalla sua pancia. Nel “gergo” dei genitori adottivi esiste questa distinzione: figli nati dalla pancia e figli nati dal cuore. in una stessa famiglia possono coesistere. sono figli nostri.

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Dino Messina
Dino Messina 15 febbraio 2010 14:14
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Altra frase terribile che ascoltiamo spesso (vero Diego?) da parte delle persone è “….avete fatto una cosa bellissima…” poi mi basta guardare mio figlio e lascio perdere senza capire mai il senso di quella frase…la cosa più giusta l’ha detta il marito di una mia collega che con la sua semplicità mi ha detto un giorno “…i figli sono di chi li cresce…”. basta, non voglio aggiungere altro, non so se vedrò il programma preferisco fare il papà la sera

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Felicia 25 febbraio 2010 22:40
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vorrei dire la mia siamo una coppia de esposos de 46 anni ogni uno habiamo solo 7 mesi de sposati io la moglie non posso avere figli habiamo tentado di far la inseminacione artificiale pero a la fine non se puo per cause mie non ci siamo arresi e pensabamo de poder realizar nostro sogno adoptando un bambino o bambina ci siamo probati la prima dificultad he que dobiamo aspetare ad avere 2 anni de esposati noi ce la abiamo solo sei mesi de sposati 3 anni mezzo de convivenza poi la altra dificultad piu dificile e la del soldi sono troppi io me domando per che havendo tante coppie come noi dobiamo rimanere cosi senza nesuna posibilita de diventare genitore de poter dare tanto amore e de poder darle tutto de quello che a bisogno un bambino

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Sonja 12 marzo 2010 00:47
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ciao,per mia esperienza personale,anche se sei sposata da meno di un anno,puoi dimostrare la tua convivenza con tuo marit attraverso delle testimonianze da parte di vicini di casa o amici presso qualsiasi circ.ne (con firma autenticata)…per i soldi,inizia,poi si vedrà,nessuno ne ha mai troppi… Forza! un abbraccio

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Anna 26 febbraio 2010 09:32
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il programma mamma ho perso l’aereo è bellissimo,,,,, finalmente qualcosa di intelligente…E UTILE

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Anonimo 6 aprile 2010 18:32
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concordo pienameente. Il programma è bellissimo.

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Federica 26 febbraio 2010 14:04
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Eh basta con la retorica e il perbenismo… se i genitori di questi figli adottivi hanno deciso di partecipare a questo programma, sicuramente avranno fatto le loro giuste considerazioni. Non credo che abbiano voluto spettacolarizzare l’evento a discapito dei loro figli. Io ieri sera ho visto il programma e l’ho trovato MOLTO, MA MOLTO INTERESSANTE. Purtroppo la realtà delle adozioni non è così diffusa e penso che questo programma possa far capire a tutti quello che vuol dire adottare…

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Dous 26 febbraio 2010 15:08
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Mi hanno segnalato la trasmissione alcune famiglie entusiaste che come me hanno preso quell’aereo…
Che dire! Sul tema gli italiani dovrebbero davvero imparare e conoscere, prima di giudicare!
Ci farebbe tanto piacere se i politici pure prendessero atto di quante sofferenze e difficoltà debbono superare tante famiglie a causa della burocrazia lenta e di un “post-adozione” latitante in Italia!
Ben vengano trasmissioni come questa per farci conoscere meglio ed in maniera decisamente simpatica come la 7 sa fare (e lo dimostra con altre trasmissioni del palinsesto come SOS Tata).
Un abbraccio a tutte le famiglie che sono in attesa ed a quelle che hanno coronato il sogno loro e soprattutto di tanti bimbi di avere una mamma ed un papà! :-)

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ZD 14 aprile 2010 16:51
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siamo in attesa anche noi..speriamo di poter vivere presto le stesse emozioni….la trasmissione e’ interessante e bellissima

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Anonimo 26 febbraio 2010 17:52
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Siamo una coppia in attesa e ieri sera abbiamo seguito con molta attenzione il programma. Mi fa sorridere leggere i commenti di chi pesa e misura le parole usate durante la puntata. Già è difficile rapportarsi con il mondo che ti circonda se poi per parlare di una cosa così naturale come diventare genitori uno deve pensare alle parole che usa…non ci andiamo più fuori!
Ho trovato la puntata quasi liberatoria, VEDERE l’emozione dei genitori e la serenità della prima figlia ci hanno commosso e confortato. Era ora che si parlasse di adozione, chi non fa i corsi pre e post adozione non può capire fino in fondo lo stato d’animo

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Silvia - Batya onlus 26 febbraio 2010 19:35
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Sono madre e mi occupo di adozioni e di diritti dell’infanzia da tanti anni. Ho visto la prima puntata, molto commovente, una bella storia e una bella famigliola fanno sempre piacere e fanno certamente audience, però mi lascia perplessa questa disinvoltura nel farsi pubblicità sulle spalle dei bambini soli e delle coppie alla ricerca di un figlio. Senza contare che nello specifico viene a mancare il confronto e la riflessione generale sull’operato degli Enti autorizzati alle pratiche adottive, che in Italia sono tanti, così come viene ignorata la realtà delle adozioni nazionali. Si nota che il testo è curato e studiato, tanto da risultare innaturale, eppure questo primo episodio ha mostrato una realtà dell’adozione troppo edulcorata e lontana dalla realtà. Inoltre non credo che sia opportuno esporre in questo modo le famiglie ed i bambini, anche se gli adulti, nell’entuisiasmo del momento sono consenzienti. Una delle cose che i bambini adottati desiderano di più è sentirsi come tutti gli altri, non essere messi sul palcoscenico.
Insomma, da un punto di vista commerciale tutto bene, da un punto di vista umano ed etico,sarebbe meglio proporre delle fiction ben fatte o dei reportages che approfondiscano la tematica e non diano false illusioni a chi già soffre, nè che abusino di bambini che le circostanze della vita hanno già maltrattato abbastanza. La pubblicità lasciamola ad altri settori per cortesia. Mi pare che nella scelta dell’Ente in questione non si ravvisi alcuna finalità a favore dell’infanzia e la ritengo veramente discutibile.

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Francesca 8 aprile 2010 22:46
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mio fratello e mia cognata sono stati 3 mesi in eucraina …si erano affezzionati molto a victor un bambino di 7 anni…lui aveva voglia di una famiglia e altrettando loro quei mesi trascorsi insieme gli hanno dato tanto amore….ma purtroppo la procuratrici non gli ha dato il permesso di addottare e questo solo perchè non gli avevano dato abastanza soldi…….questa è una vera truffa in televisione fanno vedere solo le storie a lieto fine…e chi rimane deluso come si fa ad andare avanti….spiegatemelo!!!

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Simo 28 febbraio 2010 20:15
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Come Silvia sottolineo il fatto che non vengono spiegte tante cose forse un po’ burocratiche è vero ma che fanno parte dell’adozione.
I documenti, i tempi dell’attesa. dopo la scelta dell’ente l’abbinamento al paese e lì tutto l’iter della documentzione da fare doce e tutte le reali difficoltà, che si superano ma che a volte ti fanno diventare matto. ASL disponibili nel certificare altre che ti rimandano come una trottola da un ufficio all’altro.
Nella prima puntata hanno accennato ma sorvolato sulla “cerimonia” in Vietnam di quando il bambino viene “consegnato” tra le braccia dei suoi genitori. A volte è la stssa madre biologica a farlo..
TAnte nozioni che magari possono servire ma che sicuramente fanno part del cammino meraviglioso dell’adozion!

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Cinzia 1 marzo 2010 19:34
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Fate vedere che l’adozione è una cosa semplice, facile per tutti. Dopo quattro anni di attesa con un’associazione che ci ha fatto rifare mille volte la documentazione da mandare, alla fine siamo finiti con gli avvocati per essere stati presi in giro e vedere partire coppie che avevano dato il mandato dopo di noi.

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Neve 4 marzo 2010 23:08
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Finalmente un programma eccellente e non le solite cretinate che ormai passano in televisione con persone indegne senza principi e valori…Mi complimento ancora con la7…!

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Madame Bovary 5 marzo 2010 11:55
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Ieri sera, orfana di Anno Zero, ho guardato il vostro programma sull’adozione di una bimba filippina. Pur comprendendo tutte le buone intenzioni dei genitori adottivi, mi è sembrato che strappare quella bambina dall’ambiente in cui è cresciuta, dagli amici, dalle suore che l’hanno allevata in un orfanotrofio (che mi è sembrato bello ed accogliente, diverso da quelli di 50 anni fa) sia un atto di crudeltà. Fra l’altro le suore filippine apparivano persone intelligenti e preparate, oltre che amorose, e ve lo dice una che in generale non ama particolarmente le suore. Penso che aiutare quella bambina a studiare nel suo paese sarebbe stato molto meglio. Ancor di più, invitarla in Italia per un soggiorno, breve o lungo una volta compiuti 18 anni sarebbe stata per lei una bella avventura, anziché un trauma.

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Eufi 5 marzo 2010 12:59
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sono madre da 7 anni di due bambini, anch’io ho preso l’aereo per incontrare i miei figli. Non ho apprezzato la notizia della trasmissione de La 7, non considero utile riportare immagini come quelle che ho visto: il primo incontro, i primi giorni, ecc. Trovo tutto semplificato, superficiale e, nella seconda puntata, persino preoccupante.
Capisco le esigenze televisive e credo che la7 abbia fatto il miglior lavoro possibile per “rendere l’idea” ma tutto è sempre piegato alle esigenze sceniche, di spettacolo ecc. Ma comunque….
Comunque, avete raggiunto l’obiettivo mi pare…. se ne parla?, io e i miei figli l’abbiamo guardato: erano dispiaciuti per la bambina della seconda puntata (nessuno di noi adulti aveva commentato alcunchè ne verbalmente nè non-verbalmente).
Continuo ad essere contraria ma forse l’abitudine ad approfondire e riflettere non fa parte della cultura diffusa e quindi trasmissioni come questa o SOS Tata sembrano e /o vengono vissute come ricche, profonde e stimolanti a sufficienza

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Laura 5 marzo 2010 13:09
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quella coppia che è andata nelle Filippine forse aveva bisogno di un percorso formativo (NON informativo) e una preparazione un po’ più attenta…. e magari anche un corso di inglese chissà. 15 anni con la cameretta pronta?!? mi sembra un indizio problematico: quanto era stato elaborato il bisogno/perdita di un figlio biologico?.
Però non sono d’accordo con madame Bovary: a quell’età un bambino/a ha bisogno di figure di riferimento: madre e padre, non bastano le suore se pur moderne come quelle viste in trasmissione….
Se serve quello che trasmettete a far accettare comunque che nulla è facile, che nelle adozioni si deve imparare a cambiare e crescere da entrambe le parti e che tutti meritano rispetto…… allora accetteremo anche trasmissioni così ma….. se al posto dei protagonisti reali c’erano attori?

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Madame Bovary 5 marzo 2010 19:44
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Laura, è vero che i bambini hanno bisogno di genitori, ma la bambina della trasmissione aveva già 8 anni e per lei che non ha conosciuto i genitori , le suore che l’hanno allevata e i compagni erano un punto di riferimento abbastanza solido. Se la bambina non doveva andare dall’altra parte del mondo le cose sarebbero state più accettabili, avrebbe potuto mantenere dei rapporti per molto tempo con chi l’ha cresciuta, ma così mi ha dato l’impressione di una violenza. Ovviamente mi guardo bene dal giudicare le persone da una trasmissione televisiva, ho descritto solo l’impressione che ne ho avuto, che era in netto contrasto con ciò che la trasmissione voleva comunicare.

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Ter-ry 7 marzo 2010 17:12
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Il tuo commento è corretto. La bimba in questione è cresciuta in un ambiente moderno e con un grande livello culturale dove oltre la sua lingua parlava l’inglese perfettamente, aveva un computer personale, frequentava corsi in piscina.Io sono cresciuta in colleggio fino alla maggiore età xkè nn ho conosciuto i miei genitori. Qst istituto era gestito dalle suore che erano indietro anni luce,cosa ke invece quelle suore assistevano a un incontro di Box simpaticissime, ma secondo la mia opinione ”senza offesa”mi ha dato l’impressione ke le risorse siano alla grande a loro favore è scaraventare i bimbi a quella età cioè 8 anni dall’altra parte del mondo, con due anziani senza cultura, piagnucoloni,obligata a kiamarli papi e mammi,senza mai più vedere i suoi amici perdendo per sempre le sue radici, la bimba speriamo di no ,ma gli darà dei fili da torcere.Secondo me prima di obligarla a un passo cosìgrande poteva fare un ”tirocinio”cioè vacanza…di un mese e poi farla decidere se rimanere o filarsela. Io lo avrei fatto e mi sento fortunata di nn essere stata adottata, ma di essere sposata e avere due bellissimi figli ke adoro.I figli si adottano quando sono piccolissimi.

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Anonimo 7 marzo 2010 17:40
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Tante cose alcune giuste altre meno. Ma attenzione sembrano.
Quello che si vede (esigenze televisive) e storia effettiva del bambino (che non si conosce, e meno male) portano a dei giudizi magari avventati.
La decisione di far adottare la bambina magari dipende dal suo trascorso che in poco tempo sembra davvero crudelo lo sradicarla da quel posto che sembra tanto bello e all’avanguardia.
Anche secondo il mio punto di vista quello che proviamo sono sensazioni e impressioni ma non possono essere giudizi perchè non si conosce la storia.
Forse dopo le puntate si dovrebbero approfondire delle questioni senza entrare nello specifico di questa o quella storia vista. Ma parlando di tanti problemi che si incontrano e per fortuna nella maggior parte dei casi si superano.

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Anna 9 marzo 2010 14:37
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L’Adozione, come in genere la “genitorialità”, è un tema complesso e delicato. Il programma ha descritto a grandi linee il percorso che due genitori fanno per incontrare il proprio figlio nato in un altro paese. A prescindere dalla qualità del docu-fiction, mi preme sottolineare un dato di fatto: esiste un concetto di “tutela del minore” che non è stato rispettato sbattendo in televisione la faccia di un bambino con dati e riferimenti geogratici. Per due motivi: Chi da il permesso alle riprese? L’ente italiano? i futuri genitori o i referenti dell’istituto? Nessuno dei tre ha il potere legale di farlo fino a quando tutto il percorso si è concluso, e non si conclude pagando in cash (altro tasto triste e squallido)ma quando il bambino (o la bambina) è cittadino italiano. Il secondo punto, poi, è ancora più dolente: ma sapete quanta gente guarda la tv? Non sono tutti dei “santi”. Mettere l’immagine e la storia d’origine di un minore
in TV, significa venderlo. Purtroppo a volte significa anche metterlo immostra davanti a pedofili, psicopatici, ecc..
Si può parlare di adozione anche tutelando i bambini.
… e poi qualcuno ha chiesto il parere di questi bimbi? Certo sono piccoli, ma magari la bimba delle Filippine non aveva nessuna intenzione di raccontare al mondo la sua storia. L’adozione è una storia con più “attori”, ma i protagonisti sono i figli. Devono avere la possibilità di esprimersi in tal senso e se sono troppo piccoli per farlo, decideranno quando saranno più grandi, tanto il CiFa non è mica in crisi?.. Non è che, se non incassa, chiude i battenti a breve.

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Anna2 9 marzo 2010 22:59
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Mi sono accorta che c’era un commento con il nome Anna il 26 Febbraio che ovviamente non sono io. Pertanto ho cambiato il mio nome con Anna2 per distinguere il mio post del 9 marzo.
Scusate la svista.

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Laura 10 marzo 2010 12:44
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non adottano piccolissimi ibambini, si adottano quando hanno bisogno di una famiglia, credimi Ter-ry, ho conosciuto ragazzi e ragazze adottate a 7 -8 anni che desideravano essere adottate e de quello che sono oggi sono soddisfatte: per loro è vita vera e famiglia vera. Però confermo la mia idea che un’adozione è un percorso complesso e la prima fondamentale attenzione va al bambino, al suo mondo culturale esperienziale. Tantopiù importante è chi fa il lavoro di analisi della situazione e ricerca (e formazione!!) dei genitori adottivi più adeguati. Non è che quei due genitori adottivi non potessero diventare tali: solo non sembravano (appunto questa è la pecca di fare di queste vicende una trasmissione televisiva) adatti per quella specifica adozione.

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Aramis 25 marzo 2010 16:29
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Non è mio interesse prendere le difese di nessuno,ma vorrei offrire un altro spunto di riflessione. Durante i vari corsi sostenuti nel nostro percorso adottivo,spesso abbiamo sentito esperti parlare di abbinamenti tra futuri genitori con profilo psicologico diciamo “tranquillo” e bimbi vivaci. Così, come viceversa.
Ci veniva spiegato come spesso questi abbinamenti apparentemente non congruenti,abbiano invece dato buoni risultati, in quanto i genitori sono sollecitati a “svegliarsi”,ed i bimbi a lasciarsi contenere maggiormente,trovando quindi una sorta di valido equilibrio.
Capendo insomma, che ognuno sta cercando di andare incontro all’altro migliorandosi.

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Fra 10 marzo 2010 18:43
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Ho letto con attenzione i vostri commenti e condivido alcune delle cose dette, anche io mi sono chiesta circa la bimba filippina se non sarebbe stato meglio per lei rimanere lì nell’istituto ma poi mi sono anche chiesta se dei genitori magari culturalmente poco preparati, ma solidi, presenti ed affettuosi, non possano crescere bene un bambino. Quanti di noi siamo cresciuti magari con dei nonni molto retrogati nei metodi ma carichi di amore.
Ultima osservazione, di adozione si parla molto molto poco, da quando mi sono avvicinata a questo percorso ed ho letto molto sul tema mi sono resa conto che non se ne sa proprio nulla, per cui alla fine che si inizi in qualche modo a parlarne la trovo una cosa positiva.

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Eufi 11 marzo 2010 09:01
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anch’io penso che la capacità di amare unita ad una buona dose di serenità ed equilibrio personale siano l’essenza necessaria…molto più di un alto livello culturale. Un equilibrio che permetta di non sentirsi messi in discussione o rifiutati se la figlia/figlio adottivo (che diventerà figlio) non ti chiamano mamma o papà… perchè è lei/lui al centro non tu adulto; perchè l’empatia è più importante della cultura, la capacità di osservare e comprendere più dello studio. L’importante è essere consapevoli che sei abitante del mondo e non solo del tuo Paese: lo sei tu genitore e lo è lei/lui bambino.
Ci vuole cuore, empatia e…ironia! quanti momenti critici si riescono ad affrontare sapendo anche ridere!! non per banalizzare ma per capire che, per esempio, se non è perchè sei basso è perchè porti gli occhiali, o perchè sei adottato o perchè sei bruttino o perchè hai una voce strana o perchè…. c’è sempre un “punto debole” da colpire per ferire…. e se qualcuno cerca di ferirci si può decidere di riderne o sorriderne, di affrontare la questione o di perdonare ecc ecc. ma soprattutto imparare a non lasciarsene distruggere. Anche questo è un lavoro dei genitori, tutti i tipi di genitori e magari di adulti.
E’ vero di adozione si parla poco e male e va bene se ne parli con un po’ più di attenzione…

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Fra 11 marzo 2010 11:17
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Mi trovo d’accordo molto con te, io sono mamma e credo che gli ingredienti che tu hai citato: amore, equilibrio personale, ironia siano le basi per ogni buon rapporto genitoriale e non solo. Circa il parlare della adozione con un pò più di attenzione, forse hai ragione, comunque questa trasmissione ha stimolato queste riflessione ed è già un risultato.

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Marisa fiorentino 11 marzo 2010 11:32
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non ho ancora seguito il programma,ma ne ho sentito molto parlare e mi affretterò a vederlo per commentarlo insieme a voi….lo ritengo un tema molto interessante

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Alexa 11 marzo 2010 11:41
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sono daccordo con molti di voi,ma ritengo di documentarsi meglio sull’argomeno,così delicato e complesso….

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Anonimo 12 marzo 2010 10:26
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Anche io sono una mamma adottiva e sto guardando questo programma assieme a mio figlio che ha 10 anni.
Lui è un bimbo nato in italia ed è arrivato a casa che aveva solo 15 giorni…
Sicuramente questo programma è molto meglio dei tanti reality scemi, pieni di parolacce e di personaggi più o meno famosi, che si insultano e fanno le vittime.
Almeno “mamma ha preso l’aereo” è veramente, secondo me, una trasmissione piena di speranza per chi intende intraprendere questo cammino pieno di ostacoli, di lacrime , di rabbia, di burocrazia e anche, permettetemelo, di persone poco sensibili (non è stato il nostro caso, ma so di amici che sono schoccati dalle parole di persone del settore), che spesso fanno desistere anche le persone più convinte.
Qui invece le assistenti sociali e le psicoloche che intervengono sono piene di ottimismo, positività e professionalità e , secondo me, questo serve alle mamme e ai papà futuri…. vedere che persone normalissime, come loro, riescono a diventare genitori di bambini che sono nati all’altro capo del mondo, con l’aiuto di persone speciali….
ci sarebbe da discutere su questo argomento e soprattutto sulla sensibilità dei nostri bambini , sulla loro sofferenza nel constatare che i compagni non capiscono, perchè non educati a capire… ma non posso farlo in questa sede.
grazie a La 7 da parte mia, di mio marito e di mio figlio… non vedo l’ora di vedere la seconda parte di “questa meravigliosa avventura” dei cinque fratellini brasiliani.

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Irma 12 marzo 2010 10:29
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Come genitore di una bimba indiana posso dire che la trasmissione è fatta bene, dà informazioni importanti, parla chiaramente dei traumi dei bambini e anche dell’ansia e aspettative dei genitori adottivi. emotivamente rispecchia bene la situazione da entrambi le parti.
c’è un punto che io contesto: vengono fatti vedere solo orfanatrofi di LUSSO, pochi orfantrofi sono cosi, come io dubito fortemente che tutti i bambini più grandi siano preparati così bene psicologicamente al distacco, come fanno vedere in trasmissione.
sono in attesa di vedere un orfanatrofio piu “comune” alla realtà.

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Irma 12 marzo 2010 10:32
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Mi sono dimenticata
anche le sistemazioni per i genitori affidatari, mica sempre funziona che ti danno una bella casetta con tutte le comodità …. una mia conoscente che ha adottato una bimba in Nigeria ha dovuto stare in un albergo fetente PAGATO DA LEI per quasi 4 mesi ….

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Assunta 12 marzo 2010 10:38
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ho scritto il commento qui sopra ma non volevo comparire come anonima, così ne mando un’altra con il mio nome. saluti a tutti!

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Cri 12 marzo 2010 14:01
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ho visto qualche puntata del programma ma credo continuerò. mi piace. affronta un tema molto delicato ma con tatto delicato. è vero che fa vedere “il bello” dell’adozione ma credo che ci sia anche questo e non solo anni di attesa… l’adozione è un mondo molto particolare fatto di tante sfacettature, ma parlarne, anche in questo modo, credo aiuti a conoscerlo un pò di più.. saluti

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Gennaro 4 aprile 2010 21:21
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vorrei sapere la e-mail x scriverci x poter vedere se mi adotto un bimbo grazie

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Al 11 aprile 2010 11:48
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desidero sapere se ce qualcuno che sta adottando in Lituania ciao

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Maria 13 aprile 2010 16:00
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Io credo,al di la delle critiche positive o negative che si vogliono dare al programma,che non ci sia un atto d’amore più bello di quello di amare,accudire e dare un futuro migliore a quei bimbi che sono stati meno fortunati dei nostri figli…..sono una mamma di due figli e se avessi l’opportunità economica,adotterei volentieri un terzo….

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Al 18 aprile 2010 10:01
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quando andranno in onda nuove puntate di mamma ha preso l’aereo ciao

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Cristina 23 aprile 2010 21:37
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Vorrei riuscire a vedere tramite internet almeno una volta una puntata di questo programma visto che non ne ero a conoscenza. Qualcuno mi può dire come fare?????

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Stefano 9 marzo 2011 13:34
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Ci fossero di programmi come questo, utili alla società, che toccano la sensibilità delle persone e portano a conoscenza uno dei tanti problemi della vita moderna.
La verità è che programmi come “Mamma ha preso l’aereo”, “chi l’ha visto?”, “quarto grado”, tanto per fare dei nomi, dovrebbero assere trasmessi con più frequenza a rispetto di programmi insignificanti che non insegnano niente ai nostri giovani.- RIFLETTETE.-

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