La7 lancia La Gaia Scienza, con il Trio Medusa

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Basta con la divulgazione scientifica tradizionale e barbosa: parte stasera su La7, alle 21.30, La Gaia Scienza, un modo diverso di fare scienza in tv con Il Trio Medusa e Mario Tozzi.

Format interessante quello che La7 propone da stasera in prime time che coniuga scienza seria, con tanto di esperimenti e verifiche, comicità e musica. Dalle aule de La Sapienza di Roma Mario Tozzi, geologo e Primo Ricercatore del CNR, già conduttore di Gaia per RaiTre, si cimenterà in un ruolo un po’ diverso. Dovrà sì illuminarci su un argomento scientifico diverso per ciascuna delle sei puntate previste, ma dovrà anche guidare un gruppo di ricercatori non proprio tradizionale, Il Trio Medusa, in libera uscita da Le Iene, dedito alle verifiche più bizzarre. Per fortuna, a limitare i possibili danni, ci sarà anche un team di ricercatori precari (da sottolineare) dell’ateneo romano pronti a seguire nell’aula Frankestein i ‘consigli’ degli improvvisati colleghi.

Ad indicare la via giusta ai conduttori ci saranno degli spiriti guida, presenti nella scenografia ed evocati a seconda delle necessità: tra questi Galileo Galilei, Charles Darwin, Albert Einstein e Arthur Eddington, Gene Wilder alias Frederick Frankestin (con Igor), Frank Zappa, Marie Curie e Maria Montessori. Parterre, anche questo, piuttosto vario e ironico.

Elementi portanti de La Gaia Scienza saranno, appunto, gli esperimenti, in studio e in esterno, servizi originali e filmati, conditi ogni settimana da ospiti diversi. Giusto per fare un esempio, stasera si comincia con la misura dell’Universo mentre l’ospite è Capone, musicista napoletano che ricava i propri stumenti dall’immondizia: un ottimo esempio di riciclo artistico e creativo.

La Gaia Scienza si presenta come un prodotto davvero interessante: non ci resta che ‘verificarne’ la qualità seguendolo da questa sera su La7 alle 21.30.

Dom 26/04/2009 da Giorgia Iovane in

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Manuel 26 aprile 2009 23:48
Subtract karmaAdd karma

complimenti, è stata una puntata bella e istruttiva, e un’pò di divertimento col trio medusa non fa che aiutare l’apprendimento di concetti molto importanti, dando una pausa con una battuta che alleggeriscie il peso di discorsi non facili da comprendere da una buona parte dei telespettatori

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Krimi 27 aprile 2009 16:10
Subtract karmaAdd karma

A me è piaciuto moltissimo! Innovativo, ben fatto, istruttivo, usano un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, Mario Tozzi è una garanzia, il Trio Medusa… Beh, loro sono fantastici, assolutamente unici ed inimitabili! Insomma, tutti promossi a pieni voti!

Rispondi Segnala abuso
Piero iannelli 2 maggio 2009 11:54
Subtract karmaAdd karma

SIAMO GAII!
MA i 900’000 euro di pubblicità? Siamo GAI? Come “La Gaia Scienza …”

Credo che un po’ di informazione “REALE” non guasta.

E la vera informazione non è urlata, è circostanziata e precisa. Peraltro sbraitare offese serve a poco, ben più pesante e remunerativo in termini di risultati raggiunti è l’argomentare con dati incontrovertibili e facilmente reperibili le nostre tesi.

Vorrei parlarvi della recentissima trasmissione del Dott.Tozzi, sempre più alla ribalta nei nostri schermi.

Ma è più opportuno parlare direttamente di lui, e come è mio ormai consolidato atteggiamento, fornirò per ogni notizia, la data e la fonte.

Non è certo mia intenzione nuocere alla Soprintendenza di Roma, è mia intenzione richiamare l’attenzione su situazioni paradossali legate alle singole persone.

E in tal indirizzo si devono interpretare i miei precedenti articoli.

Così come non è certo mia intenzione essere antiecologico, ma critico verso chi predica bene ma non razzola altrettanto.

Ringraziandovi vi chiedo aiuto, date voce alle mie parole, criticatele, correggetele, ampliatele, ma non fatele cadere nell’oblio del nulla, altrimenti la mia tenacia e volontà di chiarezza sarà vana.

Verificate almeno una delle notizie, e se solo una non corrisponde al vero avrete perso solo pochi minuti.

Ma scoprendo che tutte sono reali e tangibili, avrete un metro diverso di giudizio.

In questo caso vi chiedo aiuto, DATE VOCE ALLE MIE PAROLE, copiate, incollate spedite.

A nome mio: PIERO IANNELLI.

Voi siete il mio megafono, il solo unico mezzo che ho per gridare BASTA!

I potenti per quanto ai vertici temono lo scandalo, ben più di quanto possano temere un giudice e la sua condanna.

Non a caso Adriano La Regina viene bacchettato per la casa, non certo per situazioni ben più gravi che ho descritto e argomentato ampiamente. Ma il risultato è stato comunque raggiunto, anche se in parte, una battaglia vinta, la guerra è lunga, ma non la temo. Al contrario temono me, perchè sanno che non mi fermerò più. Sanno che non sono corruttibbile, che non ho e non voglio nulla se non il loro pubblico ludibrio.

Voglio chiarezza e giustizia, per farlo ho bisogno di Voi, del Vostro semplice plauso, della Vostra attenzione.

Rispondo qui, anche se fuori tema ed eventualmente se lo riterrete degno di attenzione, cancellate questa mia risposta e inseritela in un più appropriato contesto.

Parliamo del Dott. Mario Tozzi

Ma 900 mila euro per promuovere la raccolta differenziata? TOZZI ! MARRAZZO!

E MARIO DI CARLO ? Dal sito della Regione Lazio leggo:
• 1987–1990 Tecnico nel nuovo Ufficio Valutazione Impatto Ambientale della Provincia di Roma.
Legambiente
• 1991–1993 Presidente della Legambiente Lazio. Coordinatore scientifico di molte campagne ambientaliste promosse da Legambiente Nazionale. Membro della Commissione sulle acque di Balneazione del Ministero della Sanità
• 1993–1995 Direttore Generale di Legambiente nazionale
• Coordinatore del programma della prima candidatura di Francesco Rutelli a Sindaco di Roma
• 1995–1997 Presidente di AMA e
Presidente della Commissione Scientifica per l’Emergenza dei Rifiuti della Regione Campania
• 1997–2002 Presidente di ATAC, STA e COTRAL
• 2002–2005 Assessore alla Mobilità del Comune di Roma
• 2005–2008 Consigliere regionale del Lazio
• Dal 19 giugno 2008 Assessore alle Politiche della casa della Regione Lazio

Dico: N O V E C E N T O M I L A E U R O ? Spesi PER “insieme facciamo la differenza”

Di Carlo ex direttore GENERALE di LEGAMBIENTE NAZIONALE HA DICHIARATO : «A tutti e due ci piace andare a mangiare, che c….zo ne so, la coda alla vaccinara, capito? Nel mondo che vive lui, co chi c…zo ce va, co’ Caltagirone a mangiare la coda alla vaccinara?

PERCHE’ tutti continuano a chiamarmi IANNELLI? E io sotto il mio fico, sorrido e grido:

Mi piace cambiare: non posso sempre essere NAPOLEONE! Spesso FACCIO I MIRACOLI !
“”LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PARCHI! “”
E per i probabili futuri “chiodi ” ho l’antitetanica!

Ovviamente il Dott. Tozzi è vegetariano, ci spiega che mangiare carne fa male, ma, il vero problema è che sempre meno persone sono incantate dai pifferai verdi, (come Pecoraio Scanio a cui lei deve la poltrona di Presidente del parco dell’Arcipelago Toscano) e molte più persone vorrebbero veramente comprendere cose più semplici.
Io ad esempio guardando i bilanci pubblici dal suo stesso sito mi permetterò di commentarli e di esporli, e questo lo trovo molto più divertente che sparare ai passeri, o disquisire se è lecito sparargli. Cosa che peraltro non certo stà a Tozzi giudicare.
Di giudizi negativi, Tozzi ne sta collezionando però da lungo tempo, e non considera che se la polemica certamente accresce la fama, certamente la distrugge se si eccede. Peraltro più rapidamente, e la scomparsa spero definitiva di Pecoraio Scanio dalla scena politica, dovrebbe chiarire il concetto.
Bene. A mio modesto avviso siamo vicini alla resa dei conti, ideologicamente parlando, i Verdi sono esplosi con i ridicoli scandali di Pecoraro Scanio, ora sono spalmati nell’”ambiente per vincere”?
Perdere voti più di così non è possibile, se non scomparire.
Ma vorrei iniziare dando una “cornice” alla figura di MARIO TOZZI.
Ruini insultato alla radio, indaga la Procura, Il cardinale Camillo Ruini? «Il più pericoloso dei rifiuti tossici, da eliminare con qualsiasi mezzo», un «fico secco» da far finire «con un limone in bocca come la porchetta».Il periodo storico più invidiabile? «La Spagna della guerra civile», perché «i bacarozzi neri (i sacerdoti) venivano inseguiti nelle Chiese e crocifissi sulle croci al posto di Gesù Cristo, cosa che aveva prodotto in Spagna un periodo di benessere sociale».Così parlò dai microfoni di Radio Radio il professor Mario Tozzi, giovedì 22 settembre 2005.
Guardiamo ora, CARISSIMI CONTRIBUENTI, il Parco Di TOZZI, dal loro stesso sito: DIRETTORE e’ la Dr. ssa Franca Zanichelli.CONSIGLIO DIRETTIVO: Pietro Paolo D’ERRICO, Catalina SCHEZZINI; Stefano FERI; Milena BRIANO; Luigi PIERI; Umberto MAZZANTINI, e Marina Bessi (su designazione delle Associazioni di Protezione Ambientale); Berardo CORI; Letizia MARSILI; Mauro GINANNESCHI; Angiolo NALDI; Cristina NATI; della Comunità del Parco il PRESIDENTE è Pietro Paolo D’Errico.
Poi ovviamente il COLLEGIO dei REVISORI dei CONTI: PRESIDENTE Dr. ssa Patrizia Carraro e da i membri: Rag. Marcello Brandolini, Dr. Gianfranco Balestri.
Poi c’e'Ufficio Affari Generali con SEI unita’ lavorative.
Ufficio Ragioneria TRE unità.
Ufficio Tecnico-Conservazione CINQUE unità.
Ufficio Promozione altre TRE unità.

Avrete contato ! TRENTACINQUE PERSONE?
Ma quando sono in trasferta per OBBLIGHI ISTITUZIONALI del parco li paghiamo noi?
Di destra o di sinistra le tasse le paghiamo tutti!

Vanno negli ECOALBERGHI? Nel bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2008,
vedo un bellissimo disegno in cui potete leggere:

- -CONTESTO, dove siamo? IO VI RISPONDEREI ALLA FRUTTA!

- -PIANIFICAZIONE: cosa vogliamo fare? IO VERAMENTE TREMO AL PENSIERO

- -INPUT: cosa dobbiamo fare?: IO RESTO ZITTO per EVITARE DI PRENDERMI ALTRE DENUNCE PER OLTRAGIO!

- – E poi come procediamo? : MI SEMBRA CHE ANDATE UNA BOMBA!

- – Quali risultati?: S P E T T A C O L A R I! VOGLIO GIOCARE ANCHE IO COL RADAR!

- – Cosa abbiamo realizzato? : UN DELIRIO POSSO PERMETTERMI DI DIRLO?

Al centro del disegno la VALUTAZIONE HA TANTE FRECCINE! BELLISSIMO!

Solo che stiamo parlando precisamente di SETTEmilioniottocentoottantadueMILAquattrocento e tredici EURO!

E QUESTO è UN Po’ MENO BELLO VERO MIEI BRAVI CONTRIBUENTI DI DESTRA E DI SINISTRA SPREMUTI? NEANCHE A VOI PIACERA’ IL BILANCIO!
Evito di elencarvi tutte le voci scegliendo solo quelle più simpatiche.

- – CREAZIONE DATA BASE MONITORAGGIO INTERNO? VENTIMILA SECCHI.
( IL CNIPA LO SA’? ORA SI CON QUESTA LETTERA! )

- – Verifica sul territorio fra norme disposizioni e situazioni locali ovviamente insieme all’interfaccia con referenti regionali: SESSANTAMILA EURO ( L’INTERFACCIA COSTA )

- – Nella direttiva strategica (A) al 5′obiettivo troviamo il controllo del muflone del cinghiale e l’entomologia forestale: SETTANTADUEMILA SEMPRE EURO!

- -Invece nella direttiva sempre STRATEGICA (B) al 1′ obiettivo altri 70’000, ma vedo scritto che il parco fà le stesse cose della dir. Strategica (A) al 5′ obiettivo!
- – Pertanto il “CONTROLLO” DEI mufloni e il resto (Compresi i BACAROZZI come diremmo a Roma ) ci costano 142’000 GIUSTO?

- – Creazione centro educazione ambientale: 100’000, compresa promozione immagine (PROMOZIONE DI IMMAGINE CHE STO FACENDOVI IO peraltro a costo zero )

- – R-A-D-A-R ? CENTODIECIMILAEURO?
Prima di continuare vorrei farvi notare che un radar che visualizza fino a 48 miglia marine costa 4’374 euro. ( Ho appena verificato ). Con 110’000 credo si possa controllare il mediterraneo.
Ora vorrei tanto sapere dove la montano la parabola di un radar da 110’000 euro in un’AREA PROTETTA?
Ma stiamo DELIRANDO? Sapete quanto e’ grande UNA PARABOLA DEL GENERE?
E IL VINCOLO PAESAGISTICO/PAESISTICO? Ma soprattutto che ci fanno col RADAR? IMMAGINO e spero, CONTROLLO IMBARCAZIONI?
Se nessuno dice niente adesso, l’anno venturo chiederanno un POSAMINE? Un CACCIATORPEDINIERE? Faranno bene perché questo meritiamo!

MERITIAMO DI ESSERE PRESI IN GIRO! Andiamo avanti:

- – RICOGNIZIONI PRATICHE EDILIZIE: 40’550 ( In un parco 80 milioni delle vecchie lire
per le RICOGNIZIONI DI pratiche edilizie? Ma allora si costruisce!? )

- – gestione sanzioni amministrative 20’300 ( MA QUANTE MULTE FANNO? )

- – cartelli 24’000 ci sarà scritto SIETE NEL PARCO non parcheggiate! VIA 50 milioni di lire!

- – regolamentazione flussi turistici 25’000 (Ci sarà un buttafuori come davanti le discoteche? )

- – materiale educativo 13’000 ( nulla da obbiettare se ci si educa! )

- – progetta e coprogetta per attivare interventi e sostenere l’attività istituzionale
(sembra il testo del film AMICI MIEI DI TOGNAZZI?):12’000

- – Manifestazioni e interventi formativi 22’000 (prima erano educativi, questi sono formativi? )

- – la creazione struttura operativa, i PACCHETTI didattici e il rinnovamento del sito
- internet:100’000 (questi non sono né formativi né educativi sono

PACCHETTI DA CENTOMILA EURO!

IL PRINCIPE DE CURTIS VI CHIEDEREBBE SE CI SONO ANCHE I PACCHI E I CONTROPACCOTTI!

Ma nel bilancio del 2006 per lo stesso sito son stati già spesi novemilacinquecentoquarantaeuro?)
Sempre al CNIPE chiedo: è normale? Un sito è una tale ROVINA? Moltiplicate la cifra per tutti e vi fate una pallida idea di quanti soldi nostri sono ridotti a coriandoli!

- -REALIZZAZIONE SEDE: UN MILIONESETTECENTOSETTANTASETTEMILA.
DUNQUE NEI PARCHI SI COSTRUISCE CON CEMENTO ECOLOGICO!

SOLO LA predisposizione documentazione e controllo elaborati del piano antincendio:
- – 33’000 (OSSIA SOLO GLI INCARTAMENTI? 66 MILIONI DI LIRETTE)

- – Ampliamento pianta organica 12’000 ( AMPLIANO ! )

- – Ristrutturazione personale 52’000 ( RISTRUTTURANO ! )

- – COMUNICAZIONE INTERNA 74’000 ( cOmUnIcAnO Da FaRe sPaVeNtO! )

- – riqualificazione aree degradate 252’000 ( Sono degradate! )

- – manutenzione di quelle protette 370’000 ( Queste invece sono protette! )

- – Salvaguardia tratti di costa al Giglio 1’5050’000 (Queste sono da salvaguardare? )
( Tremila milioncini di LIRETTE ? )

- – per diminuire l’impatto antropico sulle dune costiere 22’000 più 4000 più 13’000
(Statevene a casa! NON ANDATECI CHE L’IMPATTO AUMENTA!)

- – realizzazione maneggio 20’000 (saranno cavalli marini?)

- – MA LA COSA più SIMPATICA E’ LA BILANCIA PER IL PROTOCOLLO! OTTOCENTOQUARANTAEURO NEL BILANCIO DEL 2006!
Peseranno le lettere al nanogrammo? O saranno lettere pesantissime?
E USANO UNA BASCULA?

E vorrei dedicare all’associazione dei “CONTRIBUENTI INNAMORATI senza sole ” :

- -(((((( S E I C E N T O S E S S A N T A S E I M I L A E U R O PER LE BOE.))))))

Siamo agli stessi livelli delle ciclopiste fuoristrada, come disegno generale, ovviamente il bilancio è più piccolo del parco VEIO e si saranno contenuti? Saranno boe con tutti i confort? A chi incautamente si avvicinerà con voce soffusa verrà consigliato di non disturbare i pesciolini? E si illumineranno per la cromoterapia?

CIRCA MILLETRECENTOTRENTA MILIONI DELLE VECCHIE LIRE PER LE BOE?

Eccovi in cifre il DI TOZZI: “esempio di buon funzionamento della pubblica amministrazione.”
E al povero FINI gli chiedete le dimissioni? Con 150 immersioni SCIENTIFICHE, autorizzatissime all’anno? Ma quanti studiosi! Tutti nell’area a vincolo totale?
Quello che scrivo potete leggervelo anche da soli.
Basta un po’di pazienza e aprire tutte le pagine dei siti.
Certo che non si trova: BILANCI. Si passa per progetti, atti, COMUNICAZIONI!

666’000 PER LE BOE mi sembra proprio un bel progetto!
PROPRIO UN BELL’ATTO! Una comunicazione da panico!

E anche la sede a quasi 4 miliardi di lirette!
Poi ci sarà la “musualizzazione”? Verrà in seguito come per la Cartiera Latina al Parco dell’Appia?

RICORDATE quanto precedentemente avete letto:
Per Tozzi, la concertazione e il dialogo sono “strumenti fondamentali”…”>

E a questo credo la risposta sia la lettura di questo successivo articolo:
RIUNIONE PARCO DELL’ARCIPELAGO Mancato invito, proteste dall’Argentario
MERCOLEDÌ, 09 GENNAIO 2008 IL TIRRENO – Grosseto
PORTO S. STEFANO. Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Soprintendenza, Comune del Giglio, Consorzio di Giannutri… E’ ancora lungo l’elenco dei soggetti che il Parco dell’Arcipelago ha invitato alla riunione di sabato prossimo, a Piombino, sulla regolamentazione dell’accesso a Giannutri. Peccato che, tra tanti, manca l’amministrazione comunale di Monte Argentario anch’essa direttamente interessata all’argomento. E la cosa, sul Promontorio, non è passata affatto inosservata.
Al punto che il gruppo «Gente dell’Argentario» ha subito scritto al presidente del Parco Mario Tozzi e, per conoscenza, al commissario Piermatti, a Regione, Provincia e Comune del Giglio per esprimere tutto il proprio rammarico e chiedere che l’invito venga esteso ai rappresentanti del Promontorio. D’altronde, lo stesso movimento in questi giorni ha rimarcato le ripercussioni che provvedimenti RESTRITTIVI di tal genere avrebbero sui territori che vivono di nautica. E che, proprio alla luce di questo, dovrebbero essere interlocutori privilegiati in ogni iniziative legata al Parco.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00736
Dati di presentazione dell’atto Legislatura: 15 Seduta di annuncio: 58 del 19/10/2006
MUGNAI – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare –
Premesso che, secondo quanto risulta all’interrogante: il 12 ottobre 2006 il “Tirreno Elba” riportava un’intervista al dott. Mario Tozzi riguardante il Parco nazionale dell’arcipelago toscano; il dott. Mario Tozzi è stato designato quale Presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano; la designazione è stata ratificata dalla VIII Commissione permanente (Ambiente) della Camera dei deputati e non ancora dalla XIII Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica; il dott. Mario Tozzi ricopre anche l’incarico di primo ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, nonché di conduttore di una nota trasmissione televisiva della RAI; considerato che: le suddette dichiarazioni del dott. Tozzi, a giudizio dell’interrogante, rasentano l’offesa personale nei confronti dei cittadini elbani e dei loro rappresentanti istituzionali, quando ad esempio dice “che l’Elba sconta un’arretratezza culturale impressionante” oppure che “ai primi cittadini elbani consiglio una seduta psicanalitica”; stando alle sue dichiarazioni, il dott. Tozzi ha dichiarato di volere “espropriare” i cittadini elbani dalla fruizione e dall’amministrazione del Parco nazionale, quando ad esempio dice: “i Sindaci si mettano bene in testa una cosa: il Parco non è degli elbani, è un bene nazionale ed in questo senso va amministrato”; siffatte dichiarazioni palesemente inammissibili nei toni e nei contenuti, oltreché non consone con il ruolo che il dott. Tozzi andrebbe a ricoprire, a giudizio dell’interrogante, appaiono indicative di una totale mancanza di sensibilità istituzionale da parte del dott. Tozzi medesimo, tanto da consentire di ritenerlo del tutto inidoneo a rivestire le delicate funzioni di Presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per non dire doveroso, valutare nuovamente in senso negativo la proposta di nomina del dott. Tozzi a Presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano.(4-00736)

Gorlani commenta gli sproloqui anticaccia di Mario Tozzi
Tozzi non va criticato ma ascoltato in genuflesso silenzio,in quanto diffonde a tutti noi il saggio verbo ambientalista.. mangiate l’erba, non viaggiate sulle auto, non cacciate, non pescate, non fate elettricità, non producete spazzatura ma tenetevela tutta in cas, non fate il bagno in mare, non osate andare in barca, ecc. ecc.. da quando è presidente del Parco Nazionale dell’Elba ci ha insegnato,a noi poveri ignoranti,come si sta al mondo, mettendo in forte imbarazzo anche gli amministratori di sinistra a lui vicini e facendosi odiare anche dai muri.. per fortuna ci sono le elezioni amministrative e un bel segnale verrà dato, al parco Nazionale, spazzando via tutti gli amminitratori che lo hanno voluto e che hanno sostenuto il Tozzi… di certi personaggi, che dell’ambiente hanno fatto un mestiere ben remunerato, noi elbani non abbiamo bisogno..

DI MARCO (FEDERCACCIA) SUL PIEDE DI GUERRA CONTRO MARIO TOZZI
Il motivo del contendere per una definizione data ai cacciatori in quanto presunti amanti della natura 28/03/2008 08:18 “Ci è stato segnalato da un nostro associato, il dottor Fabrizio Caldarelli, che durante la trasmissione condotta da Francesco Vergovich “Un Giorno Speciale”, messa in onda da Radio Radio – emittente che trasmette anche sul canale 915di Sky, Radio Radio Tv – all’intervento di un cacciatore, che si riteneva ambientalista in quanto aveva denunciato la presenza di discariche abusive e altre attività a danno dell’ambiente, il professor Mario Tozzi,presidente del parco dell’Arcipelago Toscano nonché ospite abituale della trasmissione Rai “Gaia”, ha risposto che “i cacciatori sono amanti della natura così come i pedofili lo sono degli asili nido”. Da parte nostra, indignati da queste affermazioni che solo una mente contorta potrebbe esternare – mai a un cacciatore sarebbe venuto in mente di pensare questo di un ambientalista -, abbiamo interessato immediatamente il nostro presidente nazionale, l’avvocato Franco Timo, che ha attivato subito l’ufficio legale di Federcaccia. Quest’ultimo ha già chiesto l’acquisizione della registrazione della trasmissione contenente la frase di cui sopra, onde avviare tutte le possibili azioni giudiziarie a tutela dell’immagine del cacciatore. Da parte nostra annunciamo sin da ora che tutti gli eventuali risarcimenti danni saranno destinati ad associazioni per la lotta alla pedofilia, con l’auspicio che tali personaggi vengano allontanati da ogni incarico pubblico sin qui ricoperto(presenze fisse in Rai e presidenza del Parco), in quanto questi soggetti vengono finanziati con soldi pubblici che sono anche soldi dei cacciatori.”Franco Di Marco, presidente Federcaccia

Ma Tozzi, propone anche a livello generale, anche altri preziosi consigli :
“L’allevamento industriale è una delle attività maggiormente impattanti sull’ambiente del pianeta Terra. Oggi al mondo ci sono oltre un miliardo e duecento milioni di bovini che hanno bisogno, per essere ‘finiti’, di quantità industriali di cereali e acqua, di infrastrutture impattanti e medicinali. Che calpestano e distruggono la struttura dei suoli e impoveriscono il pianeta, costringendo alla distruzione di intere regioni di foresta tropicale per trovare nuovi pascoli e nuovi terreni per i cereali. Terreni che restano fertili per pochi anni e poi devono essere abbandonati a causa della loro fragile struttura. Mangiate meno bistecche, ché ci guadagnate in salute e preservate il pianeta.”
Stop sussidi agli allevamenti Pubblicato solo on-line scienza e ambiente
NEIC – Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione 11 dicembre 2008
La professoressa Margherita Hack e il dott. Mario Tozzi hanno inviato a inizio dicembre il loro messaggio di sostegno all’iniziative del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione, che ha avviato nei primi mesi del 2008 la petizione europea “Abolizione del sostegno economico all’allevamento e alla pesca da parte dell’Unione Europea”.

Perfettamente in linea con il “FUTUROLOGO” Rifkin che dichiarava :
«Nucleare? L’Italia ritorna al Medioevo, la sinistra raccolga la sfida dell’energia pulita»
fonte Andrea Carugati
«Se l’Italia sceglierà il nucleare tornerà al Medioevo, e si avvierà verso il collasso. E non lo dico per motivi ideologici, ma per ragioni economiche: non ci sarebbe nessuna reale convenienza economica». Jeremy Rifkin, economista e saggista statunitense di fama internazionale, è stato ospite ieri della scuola di politica del Pd a Cortona.
«In Europa ho collaborato con governi popolari e socialisti», premette. Ma quando gli si chiede un’opinione sull’annuncio del governo Berlusconi di un ritorno al nucleare, la sua chiusura è totale. – L’Unità il 14 settembre 2008

Rifkin propone una soluzione estrema: non bisogna più mangiare carne in una nota intervista che riporto.
D: Passi l’attenzione su questi temi, ma in «Ecocidio» lei pretende di eliminare il rischio “mucca pazza” abbandonando la pratica dell’allevamento di bestiame…
R: «Certamente, perché sono convinto che le nostre scelte alimentari determineranno il futuro del nostro pianeta. Non è più tollerabile un sistema di allevamento industriale come quello che abbiamo costruito, che non rispetta minimamente l’animale sottoponendolo a una barbarie inimmaginabile. Una vera civiltà è capace di rispettare tutte le creature, umane o animali che siano. Ecco perché la nostra coscienza di uomini deve poter superare definitivamente la cultura della carne».

D: E quali sono i motivi di tanto “giacobinismo alimentare”?
R: «Io propongo in questo libro dati incontrovertibili sulle conseguenze dirette o indirette dell’allevamento su larga scala di animali destinati alla macellazione. Nel mondo ci sono ormai più di un miliardo di bovini che occupano oltre il 20% dei territori. Gli animali di solito mangiano erba, provocando la progressiva desertificazione di molte zone del pianeta. Le bestie producono poi tonnellate di rifiuti organici che contribuiscono a inquinare le falde acquifere. E come ultimo passaggio della catena alimentare, finiscono nelle nostre pance, provocandoci varie malattie: diabete, infarto, tumori».

D: Tutto per colpa di una semplice bistecca, di un’innocua fettina?
«Altro che innocua! La carne è un vero killer, almeno quanto le sigarette e l’alcol. Ecco perché dico che, non essendo più possibile tornare indietro a forme di allevamento rispettose dell’animale, come accadeva in secoli lontani, è meglio per tutti se abbandoniamo il consumo di carne».

D: Mettendo in discussione non solo un comparto produttivo fondamentale, ma anche millenni di storia alimentare, di tradizioni popolari…
R: «La cultura della carne non nasce da necessità di tipo biologico. E’ un tipico prodotto culturale, con valenze simboliche, che nasce insieme alla civiltà occidentale e che si collega strettamente a riti e festività di tipo religioso. Ma oggi tutto questo sistema culturale è praticamente scomparso. Oggi l’industria della macellazione ha sconvolto il nostro rapporto psicologico e simbolico con i bovini. D’altra parte le tradizioni culinarie più famose del mondo, quella italiana e quella francese, sono composte in buona parte da prodotti diversi dalla carne: formaggi, vegetali, pasta e così via. Non credo che abbandonare la carne sia uno sconvolgimento così disastroso come viene presentato».

A questo suo “La cultura della carne non nasce da necessità di tipo biologico..” Credo molti avrebbero da obiettare, ma cito un articolo facilmente condivisibile:
La dieta vegetariana è dannosa per i bambini?07/03/2008
Lindsay Allen, ricercatrice dell’US Agricultural Research Service in California. «Ci sono sufficienti studi – ha dichiarato la Allen al convegno dell’American Association for the Advancement of Science di Washington – che mostrano come i figli delle madri che evitano tutti i cibi animali nascono più piccoli, crescono molto lentamente e presentano ritardi nello sviluppo, forse permanenti. Quando si parla di bambini piccoli, di donne incinte o di madri che allattano, rinunciare a questi cibi è addirittura immorale».

Non sono un “nutrizionista” considero solo che se il buon Dio ci ha dotato di una vista binoculare frontale, e di un apparato boccale munito di canini, ( TIPICO DI CARNIVORI ed ONNIVORI ) e non ci ha fornito un stomaco esclusivamente, specializzato per i vegetali un buon motivo ci deve pur essere.
E il motivo è la migliore adattabilità di un onnivoro.
Questa duplice capacità di elaborazione di sostanze nutritive offre agli onnivori maggiori possibilità di assimilazione di nutrienti, maggiore scelta nella ricerca del cibo e consente un maggiore adattamento ai cambiamenti climatici.
La maggiore varietà e più alta qualità della dieta, perciò, garantiscono all’organismo onnivoro una maggiore probabilità di sopravvivenza.
Questi sono dati inconfutabili e realistici, come realistico è il deleterio perseverare in scelte anacronistiche e ideologiche, dettate da visionari. Ancorché dettate da interessi economici.

Leggo un articolo : “RIFKIN,IL PROFETA ALLO CHAMPAGNE”
Le organizzazioni guidate da Jeremy Rifkin – la Foundation on Economic Trends
e la Greenhouse Crisis Foundation – si battono contro ogni forma di crescita
(economica, scientifica, culturale) e sono tutte collegate alla Foundation for Deep Ecology, la
più radicale organizzazione ecologista e uno dei principali finanziatori dei No global.
D’altronde, questo Savonarola d’America, che non esita a fustigare la civiltà dei consumi,
sembra mutar pelle quando lui stesso è in questione. Quando Rifkin venne in
Italia all’inizio degli anni ’90, disdegnò la prima classe di un treno rapido,
volle l’aereo per spostarsi da Milano a Venezia e si lamentò presso il
suo editore perché l’albergo – lo sciccoso e centralissimo cinque stelle Danieli (oggi
costa 320 euro a notte in bassa stagione) non era adeguato alla sua
classe e al suo alto lignaggio di prof. Etico. E quando l’ex ministro
dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, cercò di ingaggiarlo come consulente e consigliere del ministero per le politiche agricole in Italia, alla fine non se ne fece nulla,
e sapete perché? “Perché il chachet richiesto era troppo alto perfino per un
governo” sostiene un collaboratore dell’ex ministro. Si dice che per la sua attività
di conferenziere, Jeremy chieda un onorario che varia dai 2 ai 10 mila
euro (oltre ovviamente al rimborso spese, aerei in business class e hotel a
cinque stelle). Attualmente il prof. Etico è consulente di Romano Prodi.
FONTE: Tempi
ORA LO PAGA ALEMANNO? Che tristezza.

Ben più chiaro quanto leggo su un sito del “popolo della libertà”: L’utopia ambientale
di Paolo Della Sala – 2 dicembre 2005
La scorsa settimana La Stampa riportava un articolo sulla recente visita di Jeremy Rifkin in Italia. Rifkin è un sociologo ed esperto di media, riciclato come scienziato ambientale. La firma è prestigiosa, non si tratta di un Beppe Grillo qualsiasi, ma di uno studioso americano comunque apprezzabile per quanto «leftist». Purtroppo la sua «ricetta all’idrogeno» si è ridotta, e di molto. A tre anni dall’uscita del suo libro su questo tema molte parole sono volate, nulla è successo. La tecnologia del presente è, al massimo, mista. Insomma, Rifkin non ha scoperto nulla. Un anno dopo il primo volo dei fratelli Wright c’erano già delle compagnie aeree, mentre ancora oggi l’idrogeno non vola, domani vedremo.
Del resto Rifkin e gli ambientalisti difficilmente indovinano: gli ultimi due libri dello studioso sono un fallimento già nel titolo, al di là della quantità di credenti ambientalisti che li comprano. Ecco i titoli: La fine del lavoro (utopia marcusiana e marxista di un Eden fatto a misura di militante) e Il sogno europeo. Come l’Europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano. L’ultimo titolo è perfetto, nel suo masochismo involontario: l’Europa sta eclissando il sogno americano così lentamente che si è addormentata, anzi, forse è morta. Ma questo è un particolare irrilevante, cosa importa invece è la consulenza offerta a Rifkin dal Commissario Ue Prodi.
Più chiaro adesso?
Il titolo del testo sull’idrogeno è ancora più interessante: Economia all’idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra. Come si vede, si tratta di una Utopia, nel senso pieno del termine. E’necessario chiarire una cosa: a tutti risulterebbe molto simpatica l’idea di non pagare più l’energia elettrica, ma di ottenerla semplicemente piazzando una «girandola» sul terrazzo. Il fatto che – a oggi – questo sistema non abbia trovato né acquirenti né produttori non si spiega sostenendo che è «tutta colpa della lobby dei petrolieri texani». I petrolieri texani non sono né poveri né stupidi: se si potesse rifare l’intero parco auto mondiale con l’idrogeno sarebbero i primi a godere… Se Beppe Grillo ci dicesse quanto costa il suo impianto a pannelli solari, e se questo investimento fosse conveniente per tutti noi comuni mortali, l’utopia sarebbe realtà. Ma ciò non succede.
Inoltre nessun liberale, neocon, anti alqaedista che si rispetti, può dimenticare che il miglior sistema per fare fuori Hamas, Bin Laden, i mullah iraniani e compagnia bella è proprio quello di uscire dal petrolio grazie alla techné. Figuriamoci se non ci interesserebbe mandare a bagno i macellai mediorientali e i loro ricatti all’Occidente, così che i popoli arabi possano finalmente rimboccarsi le maniche, lavorare in economie libere e sollevare il capo, come è giusto che sia, come noi vogliamo (ma come i leftisti del mondo non vogliono). La realtà non corrisponde a questa Utopia. Il petrolio sale di prezzo mentre il peccato originale dei leftisti rimane proprio l’utopia.

Utopie naturali
L’utopia consiste nella creazione di un mondo all’interno di una scatola cranica. Se il modello è un romanzo (Swift, Hobbes etc.), un film, o un qualsiasi logos che non dissimuli l’intenzione di restare modello e non imporsi nella realtà, allora ogni idea è lecita, e il contributo al diletto e al progresso umano può essere rilevante. Se viceversa il modello che si confeziona è per cambiare il mondo, per sostituire il mondo, allora scoppiano disastri. Si rileggano tutti i romanzi di Philip K. Dick, in particolare La città sostituita o L’uomo dei giochi a premio. Da Platone in poi, infatti, ogni utopia tende a diventare dottrina e politica. L’ultima utopia politica è stata quella comunista, nelle due versioni internazionalista e nazionalsocialista-fascista, totalitarismo quest’ultimo derivato dal comunismo, come troppo spesso dimentichiamo di ribadire.
Dopo il crollo comunista, l’utopia è tornata verso la fantascienza, la moda, il «virtuale», la tecnica, come utopie fictionali e/o possibili. Il tentativo di salvare il mondo per mano dell’uomo è invece rinato sotto la forma ambientalista. L’Utopismo ambientale non è morto col virus totalitarista perché non punta più al centro del potere, ma al centro delle coscienze. Anche in questo caso siamo tutti d’accordo: chi non è per la natura? Chi preferisce una periferia industriale a un lago in un parco o a un’isola incontaminata? Siamo dunque tutti per l’ambiente. Ma: «La rivoluzione energetica riguarda la democrazia. Ci sono tre grandi problemi a livello globale: il surriscaldamento, il debito del Terzo mondo e la tensione in Medio oriente. Sono tutti problemi che hanno a che fare con i Paesi produttori di petrolio. L’unica via d’uscita è stabilire un nuovo regime energetico realizzato in sinergia con il nuovo sistema di comunicazioni». Così dichiarava a maggio sul Corriere della Sera. Si può essere più chiari di così?

Cause della rinascita utopista ambientale
Molte le cause del successo (non in termini di voti) dell’utopismo ambientale. Una delle più dimenticate è il collegamento della fede nella Natura, con l’Apocalisse comunista. Tutte le culture che sono state soggiogate o hanno vissuto una crisi ontologica hanno infatti sviluppato un catastrofismo, questa è la tesi dell’antropologo Ernesto De Martino nel suo fondamentale saggio La fine del mondo. La cultura della «apocalisse» è del tutto diversa da quella cristiana, che non si fonda su una sconfitta, ma nasce nel momento dell’espansione della fede, e non è nichilista. Nell’Africa dominata dal colonialismo europeo sono nati moltissimi «movimenti profetici». Nel «1904 il movimento feticista e xenofobo di Epikilipikili: prevale il tema dell’antimagia nera, difesa magica dai bianchi e dalle loro armi segrete.
Difesa della magia nera = difesa dai bianchi». (De Martino, op. cit. p. 362 et ita infra. Tema ambientalista:
«difesa della Natura = difesa dal capitale».
«Apocalisse del Bashilele, diffusasi nel 1933: avvento di un messia liberatore annunziato da temi catastrofici (ritorno collettivo dei morti, eclissi solare, comparsa di un cane nero parlante, comparsa di un uomo in parte bianco in parte nero Riti presso le tombe degli antenati, sospensione del lavoro, attesa del ritorno dei morti apportatori di benessere e ricchezze)». Siamo, all’opposto di Cristo, in un ambito di utopismo da catastrofe. «1926: André Nasuta fonda in Francia il movimento amicale Balali (amicalismo), uomo politico, Gesù-Matsua. Armata della Salvezza. Il movimento mvungista. Il movimento consista (Padre Spirito, Padre Kimbango e Padre Tedesco). Culti profetici popolari endogeni nell’ambito del sincretismo shinto-buddhistico in occasione della crisi post-bellica della società e della cultura giapponesi».
E soprattutto questi illuminanti appunti: «La fine del mondo presso i Kenta o Kintak Bong, come punizione di Kei, essere supremo, per colpe derivanti da trasgressioni ai suoi ordini: sacrifici per evitare questa catastrofe. N.B. Manca un rinnovamento del mondo nella forma di paradiso finale». «Presso gli indigeni delle isole Caroline, Namoluk esegue la fine del mondo su ordine dell’essere supremo a motivo della colpevolezza degli uomini, e utilizzando tuono, uragano, fulmini e due esseri, uno dei quali stringe da tutte le parti terra e mare mentre l’altro getta grandi massi dal mare sulla terra». [tsunami?]

Come si vede, si tratta dello stesso procedimento seguito dall’Utopia ambientalista.
Questo il modello:
Sovranità della Natura, intesa come corpo vivente e madre dei viventi;
le catastrofi della natura sono dovute a peccati dell’uomo contro di essa;
il consumo e il mercato sono contro natura;
l’uomo è un animale, c’è trascendenza ma nella materia;
l’estinzione possibile: il catastrofismo come ricatto e modo di indottrinamento.
L’utopia ambientalista è l’unica fede universalmente ammessa all’interno delle scuole.
Quando capiremo che trasmissioni come Velisti per caso, Geo etc. sono dottrina?

In un articolo “FLAUTOLENZE ECOLOGICHE” LEGGO:
L’economista e filosofo americano Jeremy Rifkin è recentemente ritornato su un argomento che sembra gli stia particolarmente a cuore: il surriscaldamento globale dovuto a sorgenti animali. Rifkin, che è stato spesso definito attivista professionista, dopo essersi distinto come pacifista, particolarmente attento ai crimini americani durante la guerra del Vietnam (i crimini commessi da altri non gli interessano per niente), è stato colto dal pallino dell’ecologia, non si sa bene in base a quali particolari conoscenze scientifiche in proposito. E’ riuscito a farsi passare come esperto di problemi energetici, tanto da farsi assumere come consulente per il settore da parte di Romano Prodi, all’epoca Presidente della Commissione Europea, ed attualmente svolge attività di consulenza al Ministero dell’ambiente (dipendente da Pecoraro Scanio, altro noto esperto di problemi ecologici) e presso la regione Puglia (governata da Nichi Vendola).
Ora, convinto della necessità di distinguersi dalla massa degli altri ecologisti d’accatto, che predicano un giorno sì e l’altro pure contro l’uso del petrolio, fonte principale dei gas serra che – a loro dire – porteranno la terra alla distruzione, ha pensato bene di dichiarare che i veri grandi produttori di gas serra non sono i mezzi di trasporto, ma i bovini. Secondo lui la quantità di gas serra prodotti dalle flatulenze dei bovini supera addirittura quella provocata dalla circolazione automobilistica mondiale. Non è ben chiaro in base a quali studi scientifici sperimentali sia giunto a questa sconvolgente conclusione, ma non è costume degli ecologisti militanti giustificare in modo serio e documentato le proprie affermazioni.
Da qui la sua proposta di eliminare nella misura del possibile il consumo di carne, convertendoci tutti al vegetarianesimo (Rifkin è evidentemente vegetariano). Ciò, secondo il filosofo ambientalista, permetterebbe di ridurre in maniera drastica il numero dei bovini inquinanti, e quindi migliorerebbe sensibilmente le condizioni climatiche. Naturalmente, al fine di dissuadere la gente dal consumare carne, suggerisce di istituire un’apposita tassa su quei consumi. Sembra proprio che gli ecologisti, tutti sfrenatamente di sinistra, non siano capaci di ragionare se non in termini di tasse.
A me sembra invece che le flatulenze più pericolose ed inquinanti sono quelle verbali prodotte da tanti ciarlatani ed apprendisti stregoni, il cui unico scopo è di suscitare allarmi nella popolazione e di lucrare generose consulenze, incarichi e quant’altro..

Nell’ambito di queste idiozie “ecologiste” credo sia da inserire :
“Ambientalisti. I figli non sono abbastanza ecologici”

Si fa sterilizzare per non essere egoista nei confronti del pianeta.

Toni Vernelli ha 35 anni, all’età di 27 dopo aver abortito chiese di essere sterilizzata con la convinzione di fare una scelta ecologica.
“Avere un figlio è un atto di profondo egoismo, volto a mantenere la linea della propria eredità genetica a spese del pianeta”.

Siete perplessi? A tanto può arrivare la follia umana? Controllate.

Non sapete dei “Vegani”?

A differenza dei “Marziani” i Vegani esistono sul serio, e promuovono l’amore per “GAIA” ovviamente sono la quinta essenza dell’estremismo ecologico.

Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.

Vegano = chi è vegan non consuma prodotti di origine animale: carne, pesce, latte e derivati (yogurt, formaggi, burro), uova, miele (che sono comunque fonte di sofferenza e morte per molti animali). Non usa prodotti di origine animale come pelle, pellicce, cosmetici ecc.

E io senza alcuna ipocrisia e preconcetto, rispetto queste scelte, ma siamo spesso al parossismo di relegare come “anormale” e “moralmente deprecabile” costumi e culture radicate e antiche.

Siamo arrivati a pensare di istituire una “tassa” per disincentivare il consumo di carne.
E questo è troppo, è inaccettabile!
Chiunque è libero di non mangiare un uovo, posto che io resti libero di mangiarmi un manzo.

Bene.
Non credo di dire stupidaggini affermando che noi tutti viviamo una realtà condizionata, dall’energia.

L’Italia non possiede fonti fossili di alcun genere, e dipendiamo in buona sostanza dall’energia importata dalla Francia di origine nucleare.

Centrali peraltro costruite sui nostri confini, a cosa, a chi giova il nostro utopico “AMBIENTALISMO” fuori da ogni logica?

Ben vengano le fonti alternative, con eolico e solare, ma restando con i piedi per terra son da considerare i “costi” sia economici che ambientali di queste tecnologie ancora in erba.
Ancora da valutare attentamente senza pregiudizi. Svincolandosi da idee preconcette serve dar spazio e possibilità a ricercatori con idee solo apparentemente bislacche, difficilmente comprensibili da chi è vincolato mentalmente e restio alla trasformazione.
(li chiamerei“AEREOARCHEOLOGI”)

A volte la soluzione di un problema è a portata di mano, nota a tutti è la polemica riguardo l’impatto ambientale delle gigantesche torri eoliche e peraltro nota è l’avversione, di molti per la scarsa ventosità, tipica della nostra penisola, che ne inficerebbe la convenienza economica.

Al riguardo anche non essendo un tecnico perché non valutare la possibilità di vagliare nuove forme di eolico di cui trovo al riguardo un interessante articolo :
Una soluzione potrebbe arrivare da un nuovo concetto: eliminare la torre e usare invece l’aerodinamica per tenere in quota gli elementi che raccolgono il vento. In sostanza, si tratta di usare degli aquiloni. L’idea è stata proposta in varie forme e, recentemente, Massimo Ippolito della Sequoia Automation S.r.l. di Torino ne ha proposto una versione semplice ed elegante. Si tratta del “Kite Wind Generator” (Kitegen) dalla parola inglese “kite” (aquilone) e “wind” (vento).

Per capire come funziona il Kitegen, pensate a uno di quei vecchi sistemi di pompaggio dell’acqua in cui un asino azionava la pompa di un pozzo camminando in circolo e spingendo contro un palo di legno. Pensate a un palo molto grande e robusto, anzi pensate a un intero carosello di grandi barre d’acciaio connesse a un generatore elettrico. Al posto degli asini, mettete degli aquiloni che tirano le barre. Ecco il KiteGen.

Gli aquiloni del KiteGen si spingono fino a 1000 metri di altezza e anche oltre. Il concetto è di manovrarli come se fossero le vele di una nave. Via via che la barra gira, gli aquiloni devono stringere il vento finche possono (andando “di bolina” come si dice per le navi) per poi spostarsi e cominciare a tirare dall’altra parte. E’ lo stesso principio che permette alle navi di bordeggiare per navigare controvento: un principio vecchio di migliaia di anni che ha funzionato bene per i nostri antenati che hanno navigato a vela per tutti gli oceani. Qui, il principio è ripreso in termini di tecnologia avanzata mediante un sistema sofisticato di software e sensori di posizionamento tridimensionale sviluppati dalla Sequoia automation.

I vantaggi di questa interessante tecnologia sono facilmente immaginabili, peraltro risponde alle due principali critiche che si muovono all’eolico tradizionale in Italia.
A 1000 e più metri il vento è molto più energico, e quindi il rapporto costi benefici è positivo, l’impatto (ambientale, paesistico e paesaggistico) ben più modesto.

L’incontro fra un kite surfer come Ippolito e un appassionato di vela, come Mario Milanese, docente al Politecnico di Torino, ha determinato l’idea.
Partendo non dalle gigantesche eliche delle turbine che ormai si costruiscono un po’ dappertutto, ma dagli aquiloni dei bambini, “ENERGIA”!

Magari questa non sarà la strada, magari questa forma di eolico evolverà in altre, ma esprime una genialità che và premiata, sponsorizzata, serve attenzione a non far cadere nella depressione persone come Massimo Ippolito, proteggendoli dai “TUTELATORI DEL BENE COMUNE”.

Bisogna tenersi strette queste menti, non lasciarle andare, non costringerle a scappare.
Fra i tanti Massimo Ippolito fra i tanti Mario Milanese è il nostro unico futuro, bisogna favorire e facilitare i depositi dei brevetti, finanziare i progetti promettenti, e per questo basta molto meno di quanto si creda.

Depositare un brevetto costa centinaia di euro di tasse, e peraltro si copre solo il territorio nazionale.
Basta eliminarle e far pagare le stesse tasse, solo dopo l’eventuale utilizzazione commerciale.

Basta istituire una commissione ministeriale, che premi i più promettenti, coprendone fino alla commercializzazione le spese per la copertura estera.
ECCO LA TUTELA CHE TUTTI VORREMMO.

Le tasse non pagate, frutterebbero centinaia di volte tanto, in termini di sviluppo e occupazione.

Si darebbe a chi come me, non girotondeggia, la possibilità di non scappare dalla sua terra.

Per questo mi rivolgo ai vertici politici, per sensibilizzarli ad investire sul futuro, sulla ricerca di base prima che su quella applicata.

Ma precludere il nucleare, e dar voce a Rifkin, lo trovo un atteggiamento pericoloso e poco lungimirante, lontano peraltro dalla politica generale del Governo.

Siamo al delirio generale? La politica è in mano ad “opinionisti”?
SIAMO AI “FUTUROLOGHI”?

Ma la crisi, avanza inesorabile e si mostra tangibile con varie serrande serrate.
Chiuse definitivamente.

Rifkin e Tozzi, almeno Tozzi si limita a consigliarne una diminuzione, per Rifkin la carne è da mettere al bando!

Ero presente al convegno “Terra e persona: l’energia dei valori reali” voluto come leggo da Antonio Bonfiglio Sottosegretario di Stato delle politiche agricole alimentari e forestali.
e onestamente son rimasto fortemente perplesso.
Non riesco veramente a comprendere la presenza di Rifkin, con Alemanno Sindaco di Roma, Zaia Ministro delle Politiche Agricole e Forestali,
Gianni De Michelis Presidente IPALMO( Istituto di ricerca e studi di politica ed economia internazionale, cooperazione economica e culturale, processi di integrazione regionale, sostenibilità ambientale e relazioni fra paesi a diverso livello di sviluppo)
Giuseppe De Rita Segretario Generale Censis,
Riccardo Valentini, Università della tuscia-Membro Premio Nobel,
Giulio Tremonti Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Riccardo Valentini PREMIO NOBEL?
L’ex vice Presidente americano Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace 2007 insieme al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell’Onu . Quindi Valentini, nobel perché fa parte dell’Ipcc, una commissione Onu di cui fanno parte circa 3 mila scienziati, premiata col Nobel per la pace.

Ha quindi il Nobel (PER LA PACE) in percentuale pari a :
1 diviso 2 (la metà è di Al Gore) diviso 3000 uguale a 0,000016666667.
COMPLIMENTI PER IL NOBEL per la “pace”, con la motivazione: «gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».

Ma Riccardo Valentini lo trovo anche recentemente a Viterbo – Partito democratico –
Il 7 aprile 2008 “Giornata del sole”. L’ambiente deve tornare ad essere un punto fondamentale della politica del centrosinistra. Al grido: Basta deleghe ad altri partiti.

( I VERDI SONO ESPLOSI, volatilizzati nell’”AMBIENTE PER VINCERE” branca del “PD”)

Coerentemente un anno prima, esattamente 11 marzo 2007.
Riccardo Valentini docente di Ecologia Forestale dell’Università della Tuscia, ADERISCE:
ECOLOGISTI A SINISTRA PER IL SOCIALISMO DEL FUTURO.
Riccardo Valentini – Presidente Commissione CNR Cambiamento Globale e ovviamente lo trovo
Al WWF: 40 ANNI DI VITA Roma – 27, 28 e 29 0ttobre 2006 Presiede il Presidente Fulco Pratesi, ma di lui ne parleremo in maniera ben più dettagliata.

Di Valentini in stretta collaborazione con il WWF, numerosi articoli, questo del 05 marzo 2007:Delta del Po e Circeo, dove avanza il deserto Studio di università della Tuscia, Cnr e Wwf. Le aree umide sono le più minacciate dai mutamenti del clima.

Valentini, ecologo e Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale, Università della Tuscia e Presidente della Commissione sul cambiamento globale del Cnr ha coordinato il documento per conto del Comitato Scientifico del Wwf. “Laddove i sistemi naturali sono degradati e vulnerabili automaticamente si abbassano le capacità di reazione anche dei nostri sistemi sociali. Dobbiamo armarci di competenze e strumenti che già conosciamo ma che non sono mai stati applicati in modo organico e per uno scopo unitario”.

29/10/2008 la stampa titola cosi:
C ‘è acqua solo per trent’anni Il Wwf: se non si cambia CI SERVIRA’UN NUOVO PIANETA!
L’allarme arriva dal Rapporto internazionale sul pianeta del Wwf, un lavoro biennale che viene presentato questa mattina a Roma dal suo direttore scientifico Gianfranco Bologna, da Riccardo Valentini del Cnr, dal segretario generale dell’Aspen Institute Angelo Maria Petroni e da Piero Angela.«Oltre la recessione economica,il mondo rischia quella ecologica».

L’articolo “TRANQUILLIZANTE”, ci spiega che occorrono 15500 litri d’acqua per un chilo di manzo dalla stalla al piatto, e che in Somalia nel frattempo qualcuno muore di sete.
Ecco in sintesi credo di capire che dobbiamo consumare meno acqua in Italia, e “MENO MANZO”!
Cosi in Somalia potranno trovare nei pozzi quella che noi non consumiamo qua, e forse anche il “MANZO”!

Ma il manzo, sarà difficile estrarlo dal pozzo?

Anche a me servirebbe un nuovo pianeta, dove non prolifera il WWF.
Dove prima di parlare, e scrivere, magari si attiva non dico il cervello ma almeno un neurone.

Rifkin ha fatto la sua lezione, sul tema “L’agricoltura nella Terza Rivoluzione Industriale” e considerando quanto NEGATIVAMENTE dichiara di Berlusconi, per quanto mi possa sforzare non riesco a comprendere l’opportunità di tale intervento e della sua presenza.

Non riesco a comprendere le “meccaniche politiche”, non riesco a comprendere lo spazio lasciato a Rifkin, abile “saggista” “FUTUROLOGO”, che sostiene utopiche e fantascientifiche tesi sull’energia, senza peraltro essere qualificato a farlo, visto che è laureato in economia.

Un “ECONOMISTA” ci spiega perché non costruire centrali nucleari, costringendoci a dipendere dalla Francia, e nel contempo ci spiega che le mucche inquinano, e che pertanto sarebbe da bandire la carne.

Ecco perché questa mia lettera è spedita anche a tutte le associazioni degli allevatori.

Queste affermazioni, riguardo la messa al bando della carne, non sono suffragate da reali studi scientifici e pertanto sono solo demagogia, filosofia, utopia, “ASTROLOGIA”?.
Sono tesi ampiamente e da varie fonti contestate.

Rifkin peraltro come “ECONOMISTA” propone l’idrogeno come carburante del futuro e a tal riguardo è chiarificatore quanto leggo in articoli scritti da chi di idrogeno, forse ci gonfia i palloncini: Guardando poco indietro nel tempo vedo che:
Il 10 aprile 2008, Il profeta americano della rivoluzione industriale “verde” Rifkin è a Roma per presentare un progetto della Regione, con il ministero dell’Ambiente Nasce in Puglia l’Italia ad idrogeno

Con Rifkin per l’energia pulita di ANTONIO CIANCIULLO
ROMA – “Questo è un grande momento per l’Italia: adesso l’obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento”. Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell’Università dell’idrogeno.

L’Università dell’idrogeno: 6 febbraio 2009 “Finalmente si può partire”
ROMA – “Finalmente si può partire con le auto a idrogeno e a metano-idrogeno. Ora però l’Italia adotti subito una normativa che si uniformi a quella europea e la Puglia sia avanguardia per la rete dei distributori”. Così il presidente dell’Università dell’Idrogeno H2U, Nicola Conenna, sul pacchetto di provvedimenti del governo sulla crisi dell’auto. “Ora e’ tempo di agire e occorre accelerare la transizione a quella che Jeremy Rifkin definisce la Terza rivoluzione industriale”.

Di ben diverso avviso, a motivato parere e con ben altre competenze specifiche il prof. Ugo Bardi dell’Università di Firenze, Presidente dell’AspoItalia, branca italiana dell’associazione internazionale che studia il picco petrolifero.
Confessioni di un idrogenista pentito
Quando cominciò l’ “uragano Rifkin”, nel 2002, mi trovavo a essere uno dei pochi in Italia che avevano veramente esperienza pratica sui concetti tecnici dell’economia basata sull’idrogeno. Mi invitavano alle conferenze a parlarne. Non sono il solo a pensarla così; ho conosciuto diverse persone che hanno dedicato anni di vita alle pile a combustibile e all’idrogeno ma che poi hanno abbandonato il campo, delusi. Siamo gli “idrogenisti pentiti”, persone che hanno lavorato, e magari anche creduto, nella promessa dell’idrogeno ma che poi si sono resi conto che – se magari non la possiamo proprio definire una bufala – è una cosa talmente difficile e lontana nel tempo che non ha nessuna rilevanza per la soluzione dei problemi attuali.
Ci sono moltissimi problemi con il concetto di “economia basata sull’idrogeno” ma uno dei principali è la conversione dell’idrogeno in energia utile – ovvero energia elettrica. Farlo con un motore termico è possibile, ma l’efficienza è terribilmente bassa. Quindi il concetto ruota molto intorno alla possibilità di usare pile a combustibile che promettono efficienze molto maggiori. Ma le cose non sono facili.
Le PEM hanno ancora bisogno di platino e una PEM dell’ultima generazione richiede qualcosa come 1000 dollari al kW di solo platino; una vettura a pile a combustibile dovrebbe contenere platino per un costo superiore alla vettura stessa! Non c’è abbastanza platino su questo pianeta per costruire pile PEM in numero sufficiente a rimpiazzare gli attuali veicoli su strada e a realizzare l’idea dell’ “economia basata sull’idrogeno”. Era una cosa che sapevamo già nel 1980 e che non è molto cambiata da allora.
Uno degli ultimi “nuovi sviluppi” è stato, indovinate un po’, usare leghe di platino! Proprio la cosa che facevo io.
Magari queste leghe funzioneranno meglio delle nostre, magari questi qui (di Brookhaven) sono più bravi di come eravamo noi al Lawrence Berkeley Lab; chi lo sa? Si riuscirà mai a produrre una pila a combustibile che usa poco (o per niente) platino e che si vende a un prezzo ragionevole? Non è impossibile, ma sembra molto difficile. Sono ormai più di trent’anni che si parla di pile a combustibile “moderne” ma ancora ci sono soltanto prototipi.
Se ce ne sono in vendita o sono giocattoli dimostrativi oppure sono a prezzi tali che li possono comprare solo istituti di ricerca.

A quanto avete letto, io aggiungo che sarebbe bello poter avere energia, con una presa di corrente direttamente dal tronco di una pianta, ma così non è, e il “SONNO” italiano spero sia terminato.

Leggo con estremo piacere a tal riguardo: Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato l’accordo intergovernativo sul nucleare che vedrà Italia e la Francia sempre più vicine nella produzione di energia dall’atomo.

Se poi troviamo la pianta con la “spina” incorporata, tanto meglio, ma ora è necessario l’atomo.
E’ indispensabile non dipendere esclusivamente dal petrolio, e dai capricci dei gasdotti.
Dai capricci e dai deliri di ecologisti isterici.
Il resto è solo pura demagogia, intrallazzi e consulenze.

Non meno importante è muoversi per tempo, viste le difficoltà italiane.
I girotondi, le Sovrintendenze al paesaggio, i milioni di comitati “CONTRO” A TUTTO “SEMPRE”.

Comitati, fondamentalmente di “SINISTRA” opportunistici e ipocriti, si dimenticano di chiarire che la bomba di Hiroshima ha rilasciato nell‘atmosfera 4,5 tonnellate di sostanze radioattive, mentre l‘esplosione del reattore di Cernobyl ne ha rilasciate circa 50 di tonnellate.

Ma agghiacciante è la descrizione di quanto avvenne prima dell’esplosione.
E di come l’incidente sia il risultato di una follia collettiva, di incapaci, di criminali e incompetenti.
Frutto questo disastro, di una impressionante somma di fattori di rischio che riguardano sia le caratteristiche intrinseche fondamentali del tipo di macchina e di alcuni suoi particolari, sia del sistema di gestione economico e amministrativo per cui la centrale nucleare risultava priva di personale qualificato, infine per la scelta di un “esperimento” nelle ore dell’incidente che fu compiuto con errori di coordinamento e manovre particolarmente incaute e sfortunate.

Gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi tecnici del reattore.
I progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma avevano nascosto intenzionalmente tale informazione ai tecnici.
Il personale dell’impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati.
Il direttore, aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, proveniva da impianti convenzionali.

Già nel 1982 il reattore numero 1, a causa di manovre errate effettuate dal personale tecnico, ha subito la distruzione dell’elemento centrale del reattore. L’esplosione, ha causato il rilascio di radioattività nell’atmosfera. Il fatto non è mai stato reso pubblico prima dell’incidente del 1986. Non sono state prese alcune misure di sicurezza e l’impianto non è stato assolutamente migliorato per far fronte a futuri altri problemi.

Per ridurre i costi, l’impianto era stato costruito con un contenimento parziale, che escludeva la sommità del reattore e questo ha consentito la dispersione dei contaminanti radioattivi nell’atmosfera.
Una caratteristica di questo reattore è quella di avere un coefficiente di vuoto positivo, cioè, con l’aumentare delle quantità di vapore presente nel refrigerante, la reazione a catena, anziché diminuire, aumenta.
Tale caratteristica E’ VIETATA NEI REATTORI OCCIDENTALI PER MOTIVI DI SICUREZZA.
In un ipotetico reattore “intrinsecamente sicuro” se il liquido refrigerante manca, il reattore dovrebbe essere in grado di spegnersi autonomamente senza interventi umani o di mezzi meccanici.
Nei reattori con uno standard di sicurezza accettabile devono essere comunque evitate le caratteristiche costruttive che implicano un aumento della reazione in caso di malfunzionamento.
OSSIA QUANTO AVVENNE A Cernobyl

Il “GOVERNO SOVIETICO” inizialmente cercò di tenere nascosta la notizia di un grave incidente nucleare. Impiegarono diversi giorni per rendersi conto della gravità del fatto ma nonostante la situazione risultasse da subito disperata un velo di omertà si stese sull’URSS.
Le misure di sicurezza adottate immediatamente dopo il verificarsi dell’esplosione coinvolsero migliaia di vigili del fuoco e militari accorsi immediatamente sul luogo del disastro. Benché la situazione apparve nell’immediato critica, la città di Pripyat non venne evacuata .

Criminali assassini, vigliacchi che in silenzio per giorni non hanno comunicato il disastro, aggravandolo ulteriormente, mandando a morte certa le squadre con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito?

Le loro squadre di soccorso non furono informate della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l’esplosione nell’area circostante.

Uccisero deliberatamente, avvelenandoci, senza scrupoli, della loro malsana,”IDEOLOGIA COMUNISTA” prima che delle loro radiazioni.

QUESTO è STATO IL “ COMUNISMO”, questo è il loro attuale pressappochismo, la superficialità, il loro rispetto per la vita umana e per l’ambiente. La loro incapacità di esistere se non provocando disastri.

Di schiacciare popolazioni, di fare girotondi con squilibrati mentali, con LE ASSOCIAZIONI CHE NON SCAVANO POZZI PER L’ACQUA IN SOMALIA, MA CHE CI ESORTANO A CONSUMARNE MENO QUA, DOVE PETROLIO CERTO NON VI E’ MA DI ACQUA CERTO NON NE MANCA.

Ma tornando alla nostra, ben più modesta follia dell’IDROGENO VERDE” è da chiarire che
al mondo non esistono giacimenti di idrogeno, a parte qualche traccia mescolata assieme agli idrocarburi, quindi deve essere prodotto partendo dalle fonti primarie come il metano, la idrossidazione del carbone o dalla energia elettrica, quest’ultima utilizzata per dissociare l’acqua con l’elettrolisi.

Il bilancio energetico, in tutti i casi è negativo, ovvero si consuma molta più energia primaria di quanta poi viene resa disponibile all’utilizzo finale.
Anche il bilancio complessivo di emissioni di CO2 non è convincente poiché l’adozione dell’idrogeno aumenta complessivamente le emissioni del gas serra, anche se in luoghi diversi da quelli del consumo diretto.

Perché la ottima e nobile energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, dovrebbe attivare un processo chimico, quello dell’idrogeno, che alla fine ci lascia con circa un quarto della energia inizialmente investita.

Questo é uno spreco incompatibile con il concetto del risparmio energetico.

Ma perfettamente compatibile con la mentalità dei nostri ESPERTI GOVERNANTI, E DEI LORO PROFUMATAMENTE PAGATI e qualificati “CONSULENTI”.

L’energia elettrica e la forma più evoluta di energia, la più flessibile, la più facilmente trasportabile, la piú pulita e non di meno la più sicura.

Ed è bene ricordare che l’idrogeno è altamente infiammabile, ed esplosivo. Ricordate la tragedia del dirigibile Hindenburg che è stato il più grande oggetto volante mai costruito.
L’Hindenburg era stato pensato per essere riempito con elio, ma un embargo militare statunitense su questa sostanza, costrinse i Tedeschi ad utilizzare l’altamente infiammabile idrogeno.
Conoscendo i rischi che l’idrogeno comportava, gli ingegneri impiegarono diverse misure di sicurezza per evitare che l’idrogeno causasse incendi in caso di perdite, ma tutti sappiamo che finì in tragedia.

La fiducia del pubblico nelle aeronavi venne mandata completamente in frantumi.
L’evento segnò la fine dell’epoca del trasporto passeggeri sui dirigibili.

Ma a bruciare in un solo minuto fù l’idrogeno e di 245 m di lunghezza rimase solo cenere.

La storia si ripete?
L’ITALIA intera e le sue risorse in fumo dietro l’idrogeno?

Rifkin ha convinto la commissione europea con i contenuti del suo libro sull’economia dell’idrogeno, molti funzionari e politici ci hanno creduto avallando lo stanziamento di molti, forse troppi soldi per esperimenti improbabili, dalla Panda a idrogeno alla BMW a idrogeno, le cucine a idrogeno, celle a combustibile al platino ecc. negando fondi ad altre iniziative promettenti di produzione energetica e non di consumo e dissipazione.

Rifkin dopo un periodo di silenzio ha recentemente cambiato parzialmente la propria versione, sostenendo che l’idrogeno ha un senso solo se prodotto da fonti rinnovabili e non dal carbone, adottando il concetto di “idrogeno verde”.

Dimenticandoci di dire che l’energia da idrogeno in tutti i casi, costerá sempre almeno quattro volte rispetto ad altre soluzioni. E che la stessa energia è difficilmente utilizzabile, per problemi di trasporto e di conversione. In sintesi, costa ottenerlo, difficile, e molto rischioso trasportarlo quanto utilizzarlo, peraltro impossibile su larga scala, se non si trovano sostituti al platino.

Ora in Puglia 5milioni di euro a cosa servono?
La rete di distribuzione per quali e quante macchine?

ROMA: PRIMO AUTOBUS A IDROGENO
Durante la presentazione del bus, il Ministro dell’ambiente Altero Matteoli: “Credo molto nell’idrogeno perché rappresenta il futuro e produce un inquinamento pari allo zero. Bisogna trovare altre risorse per investire nella ricerca e più investiamo prima possiamo avere a disposizione le auto ad idrogeno” (fonte Adnkronos 25 febbraio 2005).

Vedo Matteoli, nato nel 1940 ancora oggi sulla breccia, (diplomato in ragioneria), attualmente ministro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma è stato anche Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, quindi mi auguro che gradirà questa mia particolareggiata missiva.

Scrivo anche a lui, scrivo per informare, per denunciare queste clamorose bufale, truffe, ipocrisie.
Caro Ministro Matteoli diplomato in ragioneria:
Le auto forse u

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Aia 4 giugno 2009 16:13
Subtract karmaAdd karma

davvero complimenti per il programma!stupendo!

P.S.
ma qualcuno saprebbe dirmi come si chiama la canzone finale???è la versione metal di una canzone avevo già sentito ma di cui non ricordo il titolo!
grazie in anticipo!^^

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