La7, giornalisti del Tg in sciopero

I giornalisti del Tg La7 sono in sciopero fino alle 7

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    I giornalisti del Tg La7 sono in sciopero fino alle 7.00 di domani, sabato 10 ottobre. L’agitazione è iniziata ieri alle 18.00 come forma di protesta per gli ‘sprechi’ dell’azienda, che costringe loro a un contratto di ‘solidarietà’ (più ore di lavoro, minor stipendio) per evitare licenziamenti, ma acquista servizi gionalistici all’esterno. La goccia è stata la prima puntata di Exit.

    I giornalisti delle redazioni de La7 sono sul piede di guerra: il ‘casus belli’ è stata la prima puntata di Exit, l’approfondimento prodotto da Magnolia e condotto da Ilaria D’Amico, che nella prima puntata si è occupata del Lodo Alfano e del Fango di Messina e ha trasmesso servizi tutti prodotti da società esterne. Nessun contributo audio-video è stato realizzato con l’apporto della testata giornalistica de La7, con un evidente aggravio economico, mentre i giornalisti in organico hanno accettato un contratto di solidarietà per bloccare i minacciati licenziamenti. “Si tratta delle prove inoppugnabili che a La7 non ci sono giornalisti in esubero: anzi la riduzione di orario e d’organico ha provocato finora la chiusura della redazione economica, la sospensione del programma ‘A voi Milano’, il ricorso a lavoro di decine di giornalisti contrattualizzati in modo anomalo e ripetute violazioni del dettato del contratto di solidarietà” ha scritto il Comitato di Redazione del Tg La7, annunciando lo sciopero audio-video che proseguirà fino alle 7.00 di domani. Tanto più che circolano voci di un’imminente vendita della rete da parte del proprietario, Telecom Italia.

    La direzione del Tg (che fa capo ad Antonello Piroso) ha definito “surreale” la presa di posizione del CdR, aggravandola di un’accusa di autolesionismo e di ‘autocensura’. Lo sciopero (cui non hanno aderito tutti i giornalisti, sottolinea il direttore, “cade dopo una giornata in cui la rete, con i telegiornali e con i programmi giornalistici (Omnibus, Ottoemezzo, Exit), ha realizzato ascolti mai toccati in precedenza“. Continua quindi Piroso: “Un vero autogol che soprattutto cade in un passaggio delicato nella vita pubblica del Paese, privando i telespettatori del Tg de La7 -ma solo quelli- della possibilità di essere tempestivamente informati. Un esempio davvero paradossale di autolesionismo e di ‘autocensura’, a meno di una settimana dalla tanto acclamata manifestazione contro la censura e per la libertà di stampa“.

    Sulla questione è intervenuta anche l’azienda, Telecom Italia Media, che dal canto suo mira ad evidenziare come non ci sia nel contributo di service giornalistici esterni (“leva strutturale di arricchimento del prodotto editoriale di La7” scrive in un comunicato) una violazione del contratto di solidarietà, che non regolamenta questo tipo di prodotti e che non ne definisce un ridimensionamento. Pertanto respinge la protesta del CdR, aggiungendo di essere da tempo disponibile ad un incontro per ‘rassicurare’ i giornalisti, ma di non aver mai avuto risposta dal CdR.

    Insomma, un’alzata di testa del CdR de La7? Chi ha ragione?