La WGA contro l’AMPTP

La WGA contro l’AMPTP

Lo sciopero degli attori? Non è ancora pervenuto (fortunatamente), ma in compenso torna alla ribalta quello degli sceneggiatori, con la ‘parte’ Ovest della Writers guild of America (sindacato degli sceneggiatori, ndr) che ha accusato produttori e majors di aver trasgredito il contratto

    WGA strike

    Lo sciopero degli attori? Non è ancora pervenuto (fortunatamente), ma in compenso torna alla ribalta quello degli sceneggiatori, con la ‘parte’ Ovest della Writers guild of America (sindacato degli sceneggiatori, ndr) che ha accusato produttori e majors di aver trasgredito il contratto firmato pochi mesi fa.

    La mossa della WGA West ha ovviamente portato una secca smentita dell’AMPTP, che in una nota accusa il sindacato di aver male interpretato il patto che ha posto fine allo sciopero degli sceneggiatori, che non parla di ‘coperture’ per i prodotti realizzati prima della firma del contratto.

    La Wga ha comunque presentato un reclamo per mancato pagamento dei residuals sui nuovi media per i programmi venduti via download; secondo John Bowman, membro del board della Wga West ma soprattutto membro del team che ha chiuso il contratto, il ‘sell-through’ copre tutti i film prodotti dopo il 1’ luglio del 1971 e i programmi tv prodotti dopo il 1977.

    “Ma adesso le industrie negano questo accordo, e dicono che il ‘sell-through’ copre solo i programmi prodotti dopo il 13 febbraio, e se questo potrebbe essere valido per la Dga (il sindacato dei registi), non vale per noi. Tutte le proposte fatte durante le trattative contenevano chiaramente questa indicazione, cui l’AMPTP non si è mai opposta”.

    Ovviamente diversa la versione delle majors e dei produttori, secondo cui “l’accordo che abbiamo raggiunto con la Dga dice chiaramente che solo i programmi prodotti dopo il 13 febbraio sono ‘coperti’ dal nuovo contratto”. E se le vendite sono oggetto di contesa, secondo la Wga, a breve dovrà essere aperta un’altra istruttoria sui pagamenti dei residuals per gli show trasmessi in streaming sul web.

    “Gli show rimangono sul web più a lungo della finestra di 17 giorni in cui, come da contratto, non ci devono essere corrisposti residuals”, spiega il direttore esecutivo David Young. “Questo significa che dovremmo ricevere un qualche pagamento, ma così non è, e considerato che è cresciuto il numero degli show trasmessi in streaming, così come i guadagni suoi nuovi media, questa è una situazione inaccettabile.

    L’unica buona notizia, in attesa di novità dall’incontro previsto oggi tra Sag e Amptp, dopo 9 incontri i produttori e la Iatse hanno raggiunto un accordo, che ora dovrà essere approvato dalle 18 sezioni del sindacato sulla Costa Ovest e dalle due sezioni newyorkesi.

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