La Tribù-Missione India slitta ancora

La Tribù-Missione India slitta ancora

Questo reality non s'ha da fare: dopo i mancati visti che hanno reso impossibile la partenza del cast e di gran parte della produzione, sembra che ora manchi i permessi del governo indiano per la trasmissione satellitare de La Tribù-Missione India

    Paola Perego attende la partenza de La Tribù-Missione India

    Questo reality non s’ha da fare: almeno questo sembra suggerire la catena di eventi che sta progressivamente spostando l’avvio de La Tribù-Missione India. Dopo i mancati visti che hanno reso impossibile la partenza del cast e di gran parte della produzione, sembra che ora manchino i permessi del governo indiano per la trasmissione satellitare. Mica poco!

    Per rifarci alla cultura indiana (chiedendo scusa ai cultori per eventuali inesattezze), potremmo dire che il Karma de La Tribù-Missione India è decisamente negativo. Prima lo slittamento dall’8 al 16 settembre (per problemi di cast), poi la lite Perego-D’Urso, che ha per un momento fatto credere al ritiro della Perego dalla conduzione del reality, infine lo spostamento alla chetichella (con un piccolo laconico comunicato senza spiegazioni) al 23 settembre di cui abbiamo già parlato e su cui ci fornisce informazioni La Repubblica. Pare che lo slittamento non sia stato dovuto a una strategia di palinsesto che avrebbe evitato alla prima puntata del reality lo scontro diretto con Inter-Barcellona e con la seconda puntata di XFactor 3, ma sia stato causato dall’effettiva mancanza dei visti necessari per la partenza dei 13 concorrenti e di gran parte della produzione. Niente hanno potuto neanche la Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Esteri, sollecitati a trovare una soluzione e fare in modo che cast e troupe riuscissero a raggiunge i circa 30 ‘apripista’ già a Goa per organizzare la permanenza dei concorrenti presso la tribù dei Bhil, popolo nomade della costa sud-occidentale dell’India scelto per ‘educare’ i 13 ‘vip’ italiani alla cultura indiana.

    Il problema dei visti, quindi, non sarebbe ancora risolto.

    Ma a determinare la possibilità di un ulteriore spostamento (a questo punto a data da definire) è un fatto ben più grave, ovvero la mancaza dei permessi per la trasmissione satellitare in diretta da parte del Governo Indiano, particolarmente rigido nelle norme in materia. Il Governo Indiano ha suggerito di registrare il programma, gettando ovviamente nello sconforto la produzione: un reality in differita non si è mai visto ed è sostanzialmente la contraddizione stessa del genere. Un ostacolo del genere potrebbe mettere definitivamente la parola fine a questo ‘sfortunato’ (ed è dire poco) reality, per il quale sono già stati spesi circa tre milioni di euro, mica bruscolini.
    Che dire? A noi viene in mente l’Armata Brancaleone.

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