La televisione che fa schifo la fanno altri, Teo Mammuccari dixit

In un'intervista alla stampa, Mammuccari non risparmia nessuno, o quasi

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    Personalmente trovo Mammuccari di un’”ignoranza” unica, mi irrita come nessun’altra persona (televisivamente parlando) riesce a fare, ogni volta che lo vedo cambio canale. Comunque: dall’alto di programmi di assoluta ‘cultura’ come “Libero”, “Veline” e “Cultura moderna” (che ha ottenuto il record di ascolti ed stata premiata con un Telegatto come rivelazione dell’anno 2006) e “Distraction” (che Mammuccari difende dicendo “Se faccio un programma dove c’è gente che non ha nessun merito allora cerco di fargli capire la differenza che c’è tra visibilità e talento artistico”), oggi il nostro dalle pagine della Stampa ci delizia con un’intervista che non manca di essere a tratti condivisibile.

    Da Del Noce a Bassetti passando per Giletti e i programmi che sfruttano il dolore altri, Teo ne ha per tutti. Secondo Mammuccari è infatti “impensabile” che uno (Del Noce, ndr) che faceva l’inviato a Linea Verde possa fare il direttore di Rai Uno (come se il mestiere possa determinare le competenze di qualcuno, ma vabbé), mentre Bassetti viene attaccato perché ha detto che “C’è una cattiva abitudine italiana di scegliere prima il conduttore per poi abbinargli il programma”. “Bassetti non capisce i problemi dei conduttori, dice Mammuccari, basta pensare ai flop di Libero dopo il cambio di conduttore, o a Pasquale Romano (autore di Affari tuoi) che dopo Bonolis ha dovuto cambiare sei conduttori prima di trovare quello buono”. Quanto alla tv, (questo da un’intervista uscita sulla Nazione) Mammuccari non vuole “parlar male degli altri”, ma poi spara a zero sul “Grande Fratello“, aggiungendo che gli “dispiace che non vadano in onda Fiorello e la Carrà – che secondo Mammuccari non tornerà in Rai finché ci sarà Dal Noce), guardo i programmi comici, anche ‘Colorado‘ sta crescendo”. E sui progetti per il futuro, non manca la stoccata ai programmi che sfruttano il dolore altrui: “Io sono fiero di quello che faccio e quando si parla di televisione brutta, parliamo della tv che sfrutta il dolore altrui. Io sono Mammucari non Giletti, non porto la cravatta, non sono ipocrita e sono orgoglioso di me stesso”. Chapeau.