La Storia siamo Noi: lettera aperta di Giovanni Minoli contro Gubitosi e Travaglio

La Storia siamo Noi: lettera aperta di Giovanni Minoli contro Gubitosi e Travaglio

Giovanni Minoli invia una lettera a Luigi Gubitosi in merito al suo pensionamento, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa

    La Rai chiude La Storia siamo Noi: rabbia e indignazione su Internet

    Si infuoca la questione relativa al pensionamento di Giovanni Minoli, conduttore del noto documentario La Storia siamo Noi. Dopo che la notiza della chiusura del programma aveva scatenato il panico tra i telespettatori, da viale Mazzini si sono affrettati a specificare che la trasmissione sarebbe rimasta al suo posto, ma che avrebbe cambiato presentatore. Per Minoli era giunto il momento di ritirarsi dalle scene, ma quest’ultimo ha ancora qualcosa da dire in merito. E siamo certi che Luigi Gubitosi non gradirà.

    All’epoca fu Gubitosi a dire che l’allontanamento di Minoli era stato un fatto del tutto naturale, data la scadenza del contratto. Ma il diretto interessato non la pensava così allora e di certo non la pensa così adesso. Dopo un’intervista che il direttore generale della Rai ha rilasciato a Panorama, il volto de La Storia siamo Noi ha deciso di scrivergli una lettera aperta, per chiarire la situazione. A suo giudizio, infatti, sarebbero state dette fin troppe menzogne:

    ‘Caro Gubitosi, sono fiero di esserti stato tanto raccomandato e sono orgoglioso di avere allevato talenti per conto della Rai’

    così esordisce Minoli, in riferimento alle parole del dg Rai comparse sulla rivista, proseguendo con:

    ‘Avresti avuto l’occasione di affermare da leader la tua decisione: «Minoli mi ha stancato e La storia siamo noi ha fatto il suo tempo. Arrivederci».
    Certo, sarebbe stato difficile per te dimenticare i 60 premi ricevuti (Oscar compreso) per un format giudicato rivoluzionario nell’intera Europa. Ma ne avevi il potere, direttore. Invece hai trovato un’altra strada: quella delle contraddizioni e di certe dichiarazioni che non corrispondono al vero. Dal primo nostro incontro, quando hai scartato l’ipotesi di trasformare il programma in Rai Eventi, le tue intenzioni erano più che chiare: «Rai 150 ha esaurito il suo compito e va chiusa» mi hai detto «tu però avrai una proposta come autore e conduttore per La storia siamo noi». Da allora ci siamo incontrati cinque o sei volte e la tua canzone suonava sempre la stessa musica: la struttura chiusa e i miei collaboratori, riconosciuti tra i migliori professionisti, alle reti generaliste.’

    Minoli gli chiede anche come mai dei professionisti del suo stesso settore siano rimasti a lavorare in Rai nonostante il pensionamento, citando Bruno Vespa, Claudio Donat Cattin e Piero Angela. Trattamento che a lui non è stato riservato. E’ amareggiato il conduttore televisivo e lo si percepisce, specie quando spende parole dure anche nei confronti di Marco Travaglio:

    ‘Anche il grande Moni Ovadia ricorda che gli allevatori di talenti non si possono uccidere. In tutto il mondo si usa difenderli con le unghie e con i denti. In Italia, zero. Eppure ne avremmo bisogno. Basta pensare a quel professionista di giornalismo necrofilo che è Marco Travaglio che, invece di attaccarmi noiosamente, dovrebbe ringraziarmi per avergli dato la gratuita occasione di raccomandarsi al direttore generale della Rai (a La7 cambia tutto, chissà!) solidarizzando così caldamente con te.’

    Infine, Minoli illustra la beffa subita, oltre al danno:

    ‘Cos’è, se non un’umiliazione personale, l’avermi negato di prolungare di un mese il mio contratto fino alla fine del programma, il 31 giugno, quando ti chiedevo solo un euro in cambio?’

    Come replicherà il direttore generale a questo sfogo colmo di risentimento e rabbia?

    Aggiornamento del 6 giugno 2013 a cura di Valentina Proietti

    La Storia siamo Noi non chiude, ma Giovanni Minoli va in pensione

    La Storia siamo Noi non chiude. I tantissimi fan del programma possono tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia, la notizia non è interamente positiva, poiché la trasmissione di approfondimento storico perderà il suo conduttore, Giovanni Minoli. Quest’ultimo verrà infatti mandato in pensione e il suo posto verrà occupato da qualcun altro.

    Alla fine il pensionamento riguarderà solo il conduttore e non anche il programma. Questo è quanto emerso dalle dichiarazioni di Luigi Gubitosi, il direttore generale della Rai. Dopo il polverone che si era sollevato ieri in merito alla chiusura de La Storia Siamo Noi, oggi arriva un po’ di chiarezza in più:

    ‘La Storia siamo noi non chiude.

    Termina semplicemente il contratto con Giovanni Minoli che era andato già in pensione tre anni fa ed aveva avuto un contratto triennale per i 150 anni dell’Unità d’Italia che scade il 31 maggio.’

    La trasmissione resterà quindi nel palinsesto di RaiTre, per la gioia dei suoi appassionati. Tuttavia, non sarà più il volto di Minoli a far compagnia ai telespettatori e ad introdurre i vari filmati. Gubitosi ha parlato di scadenza del contratto, dopo un prolungamento triennale per giunta, ma il diretto interessato sembra essere stato colto alla sprovvista. Dallo staff di Minoli giungono infatti parole non proprio concilianti:

    ‘La Rai è ovviamente padrona di fare ciò che vuole con i suoi programmi, anche di farli realizzare e condurre da altri, logica che, si osserva, potrebbe essere applicata anche a ‘Porta a Porta’, affidandolo a qualcuno diverso da Bruno Vespa.’

    Si nota un certo astio tra le righe, forse il pensionamento non era così scontato come sembrerebbe?

    Aggiornamento del 17 maggio 2013 a cura di Valentina Proietti

    La Rai chiude La Storia siamo Noi: rabbia e indignazione su Internet

    La Rai chiude La Storia siamo Noi. E’ questa la notizia shock che serpeggia in rete e che sta scatenando rabbia e indignazione da parte del pubblico del programma. La decisione è giunta come un fulmine a ciel sereno e senza particolari motivazioni, dato che gli ascolti continuavano ad essere soddisfacenti. Come mai allora a viale Mazzini hanno decretato la cancellazione?

    Non si hanno grandi informazioni al momento, l’unica triste certezza è che La Storia siamo Noi andrà avanti fino a fine giugno, poi lo stop. Come già detto, la decisione non è legata a cali d’ascolto, perché la trasmissione ha mantenuto ritmi costanti e anzi ha toccato picchi sensazionali in occasione di determinati speciali: quello sull’11 settembre raggiunse il 18 per cento di share, mentre la puntata su papa Luciani arrivò al 16.

    Nè si può contestare l’indubbia qualità del programma, che si è aggiudicato anche importanti riconoscimenti. L’anno scorso La Storia siamo Noi vinse l’History Makers International, giunto a premiare ‘l’enorme impulso che il programma ha dato alla crescita di questo genere di approfondimento televisivo in Italia’.

    La notizia della cancellazione non è stata accolta affatto bene dagli estimatori della trasmissione. Molti sui social network stanno esprimendo il proprio dissenso di fronte a una scelta tanto incomprensibile. C’è chi pensa a uno scherzo, chi se la prende con un servizio pubblico che non è più tale e chi attacca delle scelte aziendali a dir poco discutibili. In effetti, ultimamente la Rai ha preso delle decisioni che hanno fatto senz’altro discutere: basta citare la chiacchieratissima diretta del matrimonio di Valeria Marini, o la clamorosa rimozione dal palinsesto di Miss Italia 2013.
    Qualcuno insinua anche che dietro il pensionamento del programma ci siano motivazioni politiche: La Storia siamo Noi stava diventando scomoda in un Paese in cui la memoria collettiva e i ricordi cominciano a diventare pericolosi. Altri ancora parlano di delitto di Stato o minacciano di non pagare più il canone, dato che il programma di RaiTre era l’unico motivo per cui lo facevano.

    Forse nei prossimi giorni arriveranno alcune dichiarazioni a spiegare le motivazioni della scelta. Per ora Giovanni Minoli non commenta la vicenda, ma si può intuire il suo stato d’animo. Qualunque cosa accada, è davvero un pezzo di storia televisiva che se ne va.

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