La Storia Siamo Noi dedica una puntata a Corrado

La Storia Siamo Noi dedica una puntata a Corrado

La Storia Siamo Noi dedica una puntata a Corrado e a La Corrida

    Corrado a La Corrida 1968

    Questa sera, 14 gennaio, su RaiTre alle 23.40 La Storia Siamo Noi presenta uno speciale su Corrado Mantoni dal significativo titolo “Corrado…e basta“. Un modo per rendere omaggio ad un grande signore della televisione italiana, scomparso nel 1999, e alla sua tv, popolare e garbata, che sopravvive oggi con La Corrida. In alto una foto tratta dal sito delle Teche Rai che immortala l’edizione radiofonica de La Corrida del 1968.

    La Corrida, ancora oggi sugli schermi dopo il passaggio di testimone da Corrado a Gerry Scotti, esordì in radio più di quarant’anni fa. L’enorme successo della trasmissione garantì popolarità ad alcuni dei suoi “dilettanti allo sbaraglio”, ma soprattutto al meritevole conduttore che iniziò così una straordinaria carriera prima in Rai e poi in Fininvest (oggi Mediaset) dove riportò in auge La Corrida nel 1986. Ma prima del suo passaggio alle tv private, avvenuto nel 1982, Corrado ha legato il suo nome a trasmissioni storiche della paleotv: da Canzonissima al Festival di Sanremo, da Fantastico a Domenica In, da lui inventata nel 1976 e condotta per tre edizioni, prima dello “scippo” da parte di Pippo Baudo. Memorabile il successo di un brano scanzonato, Carletto, da lui cantata per gioco nel 1982 che vendette oltre un milione di copie. In basso un estratto da Canzonissima ’71 in cui Alberto Sordi spiega il segreto del successo di Corrado e fa una ironica (e giustissima) analisi della tv (“per la televisione quella che conta è ‘a vecchia!“).

    Indimenticabile è anche Il Pranzo è servito, trasmissione cult del mattino di Canale 5 e che oggi qualcuno vorrebbe riportare in tv.
    La Storia Siamo Noi ripercorre i 55 anni di carriera di Corrado e, con essi, la storia di ciascuno di noi.

    A ricordarlo, nella puntata realizzata da Annalisa Bruchi e Silvia Tortora, la moglie Marina Donato, il figlio Roberto Mantoni, l’amico e collaboratore Stefano Jurgens e alcuni colleghi, tra cui Renzo Arbore e Gerry Scotti, da molti considerato il suo erede ma che gli invidia “quel pizzico di sale e cattiveria che riusciva a mettere nelle cose senza farlo notare. Se lo facessi io salterebbe subito all’occhio. Invece lui lo faceva di taglio, come un tennista, un artista”. Le sue controscene durante le esibizioni dei dilettanti davano senso a delle “prove” altrimenti imbarazzanti, ma la sua ironia e il suo garbo riuscivano a far emergere il lato più profondo e umano di un modo di far spettacolo per alcuni talvolta crudele. Inutile dirlo, la mancanza di Corrado si sente.

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