La storia di Raffaella Carrà raccontata dalle sue canzoni

La storia di Raffaella Carrà raccontata dalle sue canzoni

La storia tv di Raffaella Carrà ripercorsa con le sue canzoni più famosi, i suoi successi nazionali e internazionali

    I mille successi di Raffaella Carrà

    Raffaella Carrà resta la primadonna della tv italiana: non c’è nessuna che possa eguagliare la sua classe e nello stesso tempo la sua forza ‘trasgressiva’ che ha innovato l’immagine della donna di spettacolo, che ha creato un vero e proprio genere senza mai disturbare eccessivamente l’Italia benpensante, che pur si scandalizzò per il suo ombelico ‘nudo’ nella prima serata del Primo Canale Rai. Combattiva, energica e con tanta voglia di portare in tv le sue idee (a lei e al suo staff si devono alcuni dei format di maggior successo della tv di oggi), Raffaella è stata messa da parte da Mamma Rai: noi però vogliamo renderle omaggio ripercorrendo la sua vita e la sua carriera attraverso alcune delle sue canzoni di maggior successo.

    La discografia di Raffaella Carrà è lunghissima, alimentata anno dopo anno – soprattutto negli anni ’70 e ’80 – da singoli ed Lp commercializzati in mezzo mondo, con particolare rilievo in Spagna e in America Latina. Molti dei suoi successi, infatti, hanno avuto una doppia versione, in italiano e in spagnolo, dato il gran successo che Raffa ha riscosso fin dalla metà degli anni ’70 nella tv spagnola.
    Ma cerchiamo di seguire la sua vita e la sua carriera attraverso alcuni dei suoi successi: ovviamente è una selezione che risente inevitabilmente dei nostri gusti. Cerchiamo di essere ‘imparziali’, ma alla fine un po’ delle nostre preferenze vengono a galla.

    Ma che musica maestro (1970)


    È stata la storica sigla di testa di Canzonissima ’70, condotta da Corrado con Raffaella, all’epoca 27enne. Indimenticabile soprattutto per via di quell’ombelico scoperto che fece saltare sulla poltrona buona parte dei funzionari Rai. Il pubblico si divise, ma apprezzò la biondissima Raffa, mai maliziosa, che conquistò anche il pubblico femminile. Del resto il ’68 non era passato invano…

    Tuca Tuca (1972)


    Dopo l’ombelico, Raffaella Carrà alza ‘l’asticella’ del ‘proibito’, proponendo nella seconda edizione di Canzonissima condotta con Corrado un ballo ironico e divertente che però non lascia indifferenti i soliti benpensanti. Raffaella balla con Enzo Paolo Turchi, ma è soprattutto la ‘versione’ con Alberto Sordi a ‘sdoganare’ il ballo, depotenziandone la portata ‘allusiva’. Il peccato, del resto, è nell’occhio di chi guarda.

    Rumore (1974)

    Il 1974 è un anno particolarmente fertile per Raffa: oltre alla sua terza Canzonissima guida Milleluci con Mina e la loro coppia resta negli annali della tv. Parallelamente alla sua carriera tv continua con successo la sua carriera discografica: esce in quell’anno Rumore, pezzo indimenticabile, che resiste tuttora nelle disco italiane e latine. La rivediamo in un video in onda sulla rete spagnola TVE con Julio Iglesias a far da conduttore.

    A far l’amore comincia tu (1976)


    Diciamocelo, Raffaellà ha rotto tanti tabù con le sue canzoni: un titolo del genere non passa certo inosservato ed è stato ripreso proprio nel 2011 da Bob Sinclair, il più quotato Dj del mondo, che ne ha fatto un remix ballatissimo, diventato la hit del momento. Raffaella non si smentisce mai.

    Fiesta (1977)


    Come visto, alla metà degli anni ’70 inizia l’avventura spagnola di Raffaella Carrà: il successo delle sue canzoni spinge Tve ad affidarle un programma, La Hora de Raffaella.

    Il sodalizio con la tv spagnola continuerà florido negli anni: nel 2008, infatti, conduce la selezione spagnola per l’EuroSong Contest, che ha segnato anche il ritorno di Raffa nella prima serata del sabato Rai.

    Tanti auguri (1978)


    Nasce come sigla di testa dello show Ma che sera, sempre un sabato sera Rai, ma Tanti Auguri diventa un successo senza tempo. Il programma è ormai dimenticato, ma la sua sigla ha fatto il giro del mondo. E anche qui spunta la sua ‘trasgressione’: “Come è bello far l’amore da Trieste in giù…“.

    Luca (1978)


    Raffaella continua a far la spola tra Italia e Spagna, che diventa la seconda patria della Carrà, sempre pronta a ospitarla quando la Rai sembra dimenticarsi di lei. Proprio nel ’78 Raffaella condusse il Raffaella Show, in onda sia su RaiUno che su Tve. È di questo periodo Luca, prima canzone a sfondo omosex che consacra Raffa icona gay e che testimonia, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia avanti.

    Ballo ballo (1982)


    Raffaella ritrova il suo ‘mentore’ e grande amico Corrado: dopo le due edizioni di Canzonissima, che hanno segnato l’avvio della carriera della Carrà, Corrado e Raffa si ritrovano alla guida di Fantastico 3, di cui Ballo Ballo è la sigla di testa. Il periodo con Corrado è stato uno dei più felici per Raffaella, per sua stessa ammissione: l’affetto per il ‘maestro’ sgorgò d’impeto in una serata di Fantastico 12 alla quale Corrado partecipò come ospite. Raffaella lo abbracciò e iniziò a piangere senza riuscire a fermarsi.

    Que Dolor (1984)


    Gli echi della sua natura ‘spagnola’ emergono anche in Que Dolor, sigla di testa della prima edizione di Pronto… Raffaella?. La Carrà tiene a battesimo un’altra storica tappa della tv italiana, la nascita del daytime: lo show si fa a mezzogiorno e con la complicità di Gianni Boncompagni (suo storico autore e anche ex compagno) e del regista Sergio Japino (all’epoca ancora suo partner) Raffaella ‘passa alla storia’ per il famoso gioco dei fagioli.

    Ballando Soca Dance -1990



    Tra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90 la carriera della Carrà in Italia segna una ‘battuta d’arresto’: passata alla Fininvest nel 1987, torna in Rai nel 1989 dopo i mancati successi del Raffaella Carrà Show e de Il principe azzurro. Riparte da Raffaella venerdì sabato e domenica – Ricomincio da Due (1989), che ha una seconda edizione con Week end con Raffaella – Ricomincio da Due. Proprio in questa seconda edizione lancia la Soca dance, con la quale cerca di cavalcare l’onda della Lambada e rinverdire, senza però riuscirci, i fasti del Tuca Tuca. Torna poi in Spagna dal 1992 al 1995 e quando rientra in Italia dà il via al grande successo di Carràmba Che Sorpresa.

    E non vediamo l’ora che Raffa ci regali un altro programma.

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