La Sag indebolita dalle continue lotte intestine

L’unica cosa positiva è che le trattative tra Sag e Amptp procederanno probabilmente svelte e senza troppi intoppi, ma per l’unità sindacale tra gli attori…ripassare più tardi

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    L’unica cosa positiva è che le trattative tra Sag e Amptp procederanno probabilmente svelte e senza troppi intoppi, ma per l’unità sindacale tra gli attori…ripassare più tardi.

    Se infatti i leader della Sag con il licenziamento di Doug Allen hanno eliminato uno degli argomenti più controversi del sindacato, all’interno della Sag la pace non regna sovrana, ed è opinione comune che se le divergenze non verranno ricomposte, il sindacato rischia l’implosione.

    I punti critici, in particolare, sono le battaglie sul contratto, le divergenze tra i membri del board sulla gestione Rosenberg/Allen, le relazioni tra Sag e Aftra e la battaglia sulle votazioni per lo sciopero, tutti punti che avrebbero stressato alcuni membri – anche di alto livello – del sindacato.

    La paura, dicevamo, è che tutte queste divergenze possano erodere il potere della Sag, dato che è da tempo che gli attori lavorano senza contratto (senza contare che alcuni grossi agenti lavorano dal 2002 senza essersi accordati con il sindacato).

    Insomma, la speranza è che il rinnovato accordo Aftra/Sag porti di nuovo ‘potere’ al sindacato degli attori di cinema e tv, e (magari) che l’Aftra ‘restituisca’ alla Sag alcuni dei diritti su film e show televisivi di cui il sindacato degli attori radiotelevisivi si è ‘appropriata’.

    Senza dimenticare, ovviamente, le trattative del 3 e 4 febbraio per il contratto da siglare con le majors, che segnerebbe un altro punto a favore del potere Sag: se poi questo servirà effettivamente a riportare la pace nel sindacato, da alcuni definito “una repubblica delle banane“, è tutto un altro discorso.