Festival di Sanremo 2017

Cantanti, conduttori, date, ospiti: tutto sull'edizione 67 della kermesse più amata d'Italia

La Rua a Televisionando dopo l’esclusione da Sanremo 2017: ‘Siamo dispiaciuti, ma guardiamo avanti’ [INTERVISTA]

La Rua a Televisionando dopo l’esclusione da Sanremo 2017: ‘Siamo dispiaciuti, ma guardiamo avanti’ [INTERVISTA]

L'eliminazione della band ha scatenato polemiche, in seguito alle quali Carlo Conti ha promesso che saranno presenti al Festival.

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    Il carrozzone del Festival di Sanremo 2017 è ripartito a pieno regime, non senza polemiche. L’esclusione dei La Rua dalle Nuove Proposte, infatti, ha provocato malcontenti sia sui social sia in sala perché ritenuti non meritevoli della sconfitta. I La Rua si sono scontrati con gli ex colleghi di Amici Chiara Grispo e Lele. Arrivati a pari merito con Chiara, è stato Massimo Ranieri a decidere di portare avanti quest’ultima, scatenando, appunto, il malcontento generale. Televisionando ha intervistato Daniele Incicco, il frontman della band, poche ore dopo la fine di Sarà Sanremo per raccogliere sensazioni e umori ‘a caldo’.

    Il giorno dopo la sconfitta. Avete metabolizzato?
    Siamo un po’ dispiaciuti per quello che è accaduto, ma stiamo già pensando alle prove di domani per i due live che ci aspettano.

    La tua espressione subito dopo l’eliminazione era abbastanza eloquente. Cosa hai provato?
    Ci sono rimasto un po’ male: ero dispiaciuto per i miei compagni di viaggio con cui da dieci anni giro l’Italia, che è quello che ci piace fare e che continueremo a fare. C’è stato anche un momento di sconforto, ma siamo molto contenti della reazione del pubblico: ci ha fatto enormemente piacere leggere quello che hanno scritto sui social.

    Carlo Conti ha promesso che in qualche modo tornerete. Cosa sperate che accada?
    Carlo ci ha fatto questa promessa, aspettiamo di vedere cosa ci riserveranno; in ogni caso ci riempie di gioia. Non abbiamo idea di cosa possa accadere, attendiamo e vediamo a cosa porterà la sua promessa.

    Siete andati in sfida con Chiara Grispo e Lele, vostri colleghi ad Amici. Cosa ne pensate?
    Vogliamo troppo bene a questa canzone per pensare alla competizione. Mi dispiace perché Tutta la vita questa vita è un brano in cui crediamo molto, che secondo noi ha tutte le caratteristiche per essere suonato dal vivo. Non vedevamo l’ora di farlo ed è stato bello nello studio perché tutti battevano le mani, c’è stato anche il boato finale.

    Per ben due volte siete stati a un passo dall’Ariston, poi siete entrati ad Amici, adesso siete i vincitori morali di Sarà Sanremo. Al di là della delusione, siete soddisfatti del vostro percorso fino a qui?
    Per noi è una fortuna poter vivere di questo mestiere. Siamo soddisfatti di come il pubblico ci sta accogliendo, di come si è mosso sui social e sta continuando a farlo. Questo ci riempie di gioia e ci fa avere ancora più fame per i due concerti che faremo, il 25 gennaio a Roma e il 26 a Milano, e non vediamo l’ora di poter restituire tutte le energie che ci hanno trasmesso con i loro messaggi.

    Cosa rappresenta per voi il Festival di Sanremo?
    Il Festival rappresenta un momento nel quale avremmo fatto ascoltare a più italiani possibili la nostra musica, quindi quello che è il nostro percorso, la nostra vocazione artistica, il nostro messaggio di positività, il nostro progetto. Noi siamo una famiglia musicale, una band di sei persone che crede molto nel collettivo; non ci lasciamo a individualismi e cerchiamo di trasmettere questo messaggio. E’ molto difficile in questo periodo storico pensare alla collettività, abbiamo cercato di portare anche questo messaggio: non ci siamo riusciti, ma magari non ce ne sarà bisogno.

    Com’è nata Tutta la vita questa vita?
    E’ nata dopo quest’estate. E’ uno slogan che abbiamo partorito dopo i numerosi concerti che abbiamo fatto, a cui hanno partecipato tantissime persone, e ci è venuto da dire: ‘Tutta la vita questa vita!’ perché abbiamo avuto l’occasione di poter fare questo mestiere splendido, che è quello di fare musica, suonare dal vivo. Poi abbiamo deciso, insieme al nostro settimo componente, Dario Faini, di lavorare sul testo allargandolo a un rapporto a due per permettere di rendere più fruibile il brano, quindi abbiamo cercato un’apertura che potesse accogliere anche il rapporto a due o comunque il rapporto affettivo, ed è venuto questo mix. Il nostro genere è il New Folk, stiamo cercando di portarlo in Italia, anche se in Europa imperversa già da molto, e questo mix rappresenta pienamente lo stile dei La Rua e il messaggio che cerchiamo di portare sempre.

    A chi volete dire grazie?
    Al pubblico, a Carlo Conti per quello che ha detto, a tutte le persone che hanno speso parole per noi, quindi ad ogni singola persona che sta seguendo il nostro percorso. Noi viviamo musicalmente artisticamente grazie a loro, altrimenti non saremmo nulla.

    Siete stati difesi non solo dal pubblico, ma anche dalla stampa. Siete soddisfatti?
    Sì, vorrei ringraziare tutti i giornalisti che hanno speso parole belle per noi. Purtroppo non ero lì, ma li sentivo da dietro le quinte anche se non potevo intervenire. Ringrazio fortemente perché avere l’appoggio della stampa è qualcosa che ci rincuora, che ci fa credere ancora di più nel nostro lavoro e che ci dà benzina per fare tanti e tanti altri chilometri.

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