La rottura delle trattative? Illegale, per la WGA

La rottura delle trattative? Illegale, per la WGA

non è inusuale che una delle due parti decida di rivolgersi all’NLBR per aumentare la pressione; se l’Ente trova fondata la lamentela, può imporre alle due parti ricominciare le trattative, pena sanzioni

    WGA STRIKE

    Le trattative sono ferme, ma nello sciopero degli sceneggiatori che da quasi un mese e mezzo sta paralizzando l’America non mancano le continue sorprese: l’ennesimo colpo di scena (manco a dirlo) viene dalla WGA, che ha presentato un’accusa presso il National Labor Relations Board (NLRB, l’Ente per i rapporti di lavoro), spiegando come i produttori “si siano rifiutati di negoziare in buona fede per giungere ad una soluzione positiva dello sciopero” e chiedendo un’indagine entro 30 giorni.

    Secondo Daniel J.B. Mitchell, professore di management e public policy all’Università della California, non è inusuale che una delle due parti decida di rivolgersi all’NLBR per aumentare la pressione; se l’Ente trova fondata la lamentela, può imporre alle due parti ricominciare le trattative, pena sanzioni. “L’ultimatum dell’AMPTP, scrivono gli sceneggiatori in un comunicato, è una chiara violazione delle regole federali, così come lo è il rompere le trattative visto che ci siamo rifiutati di dire sì alle loro richieste illegali”. Come abbiamo scritto, le trattative si sono rotte il 7 dicembre, quando l’AMPTP si è rifiutata di negoziare alcunché se la WGA non avesse tolto una mezza dozzina di richieste presentate: la WGA, oltre a ritenere “illegale” quanto fatto dall’associazione dei produttori, chiede loro di tornare al tavolo delle trattative “nonostante le festività natalizie, così da far tornare la città al lavoro. Riteniamo oltraggioso che la WGA si sia ritirata dalle trattative mentre migliaia di persone sono senza lavoro”.

    wga strike

    I produttori hanno definito l’iniziativa come “l’ennesimo atto di disperazione: le accuse della WGA presso la NLRB ci ricordano un vecchio detto avvocatesco: ‘Quando i fatti sono dalla vostra parte, sostenete i fatti; quando la legge è dalla vostra parte, sostenete la legge; e se non avete nessuno dei due dalla vostra parte, sbattete i pugni sul tavolo’”, scrive l’AMPTP in un comunicato. “La WGA si è ridotta a sbattere i pugni sul tavolo, e questa mossa disperata di rivolgersi all’NLBR è solo l’ultima indicazione di una strategia che non ha portato frutti agli sceneggiatori.

    Tutti noi – produttori, registi, sceneggiatori e chi lavora nel business dell’intrattenimento – dovremmo creare un nuovo sistema economica che preveda una distribuzione equa dei profitti del progresso, oltre a creare le possibilità di flessibilità ed inovvazione di cui abbiamo bisogno”, conclude il comunicato dei produttori, che – probabilmente a Gennaio – cominceranno le trattative con la Directors Guild of America, trattative che verteranno più o meno sugli stessi punti che oggi sono fronte di contrasto con gli sceneggiatori. A dispetto delle implicazioni che una trattativa positiva dei registi porterebbe, la WGA non sembra spaventata: “La DGA fa quello che è meglio per i suoi membri, e noi faremo quello è meglio per i nostri”, ha detto il sindacato degli sceneggiatori in un comunicato “Ai registi auguriamo ogni bene, ma loro non sono gli sceneggiatori. Metteremo fine al nostro sciopero quando i produttori torneranno al tavolo e faranno un contratto giusto”

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