La Rai (ri)blocca gli spot di Celentano a Sanremo: siamo al ridicolo…

La Rai (ri)blocca gli spot di Celentano a Sanremo: siamo al ridicolo…

Nuovo caso spot per Celentano a Sanremo 2012: la Rai ne blocca la messa in onda

    Celentano a Sanremo 2012_2_sorrisi@Frezza LaFata

    Sono trascorsi ben due giorni senza polemiche sulla presenza di Celentano a Sanremo 2012 e la Rai ha pensato bene di rimediare, decidendo di cancellare i nuovi spot del Festival che, per annunciare la sua presenza all’Ariston, hanno recuperato dalle Teche Rai un momento della ‘storia’ della tv di Stato, risalente al Fantastico del Molleggiato nel quale lo stesso invitava il pubblico a cambiare canale per vedere se i dati Auditel avrebbero registrato il ‘calo’ di ascolti. La Rai l’ha giudicato ‘controproducente’ scatenando così due conseguenze: da una parte ha prestato il fianco al Clan per denunciare un nuovo caso di ‘censura’, dall’altra si è ricoperta di ridicolo. Cancellando quel momento della sua storia rinnega se stessa: il grave è che ai piani alti di Viale Mazzini nessuno se ne accorge. Intanto Celentano è arrivato a Sanremo, come testimoniano le foto pubblicate da Sorrisi.

    Celentano è a Sanremo: le foto del suo arrivo all’hotel Globo (su cui qualche giorno fa si è concentrato un nuovo giallo, quello di un ‘corridoio segreto’ per l’Ariston) hanno rapidamente fatto il giro del web, consacrando l’affetto del Molleggiato per Morandi e Mazzi, giunti ad accoglierlo con Lucio Presta all’ingresso dell’albergo. Non si scorgono volti della dirigenza Rai, ma la cosa non stupisce. Del resto proprio ieri si è (ri)aperto un nuovo fronte di guerra tra il Clan e Viale Mazzini: la direzione generale infatti ha deciso di cancellare il primo dei tre nuovi spot di Sanremo 2012 incentrati sulla presenza di Celentano.

    Lo vediamo in basso.

    Ad annunciarne la cancellazione , con piglio polemico, il Clan del Molleggiato, che grida al complotto e all’ennesimo tentativo di censura da parte della Rai, visto che per contratto era stata garantita al cantante ‘piena libertà artistica, ideativa e realizzativa anche negli spot‘.

    La Rai risponde a stretto giro di posta per ‘dare le sue motivazioni’: stando a quanto riportato dall’AdnKronos, Viale Mazzini ha ritenuto la ‘citazione’ da Fantastico 1987 – condotto proprio da Celentano e rimasta nella storia della Rai non solo per i suoi ascolti ma per i monologhi pacifisti, i lunghi silenzi e quell’invito a cambiare canale per ‘misurare’ l’attendibilità dell’Auditel (sistema entrato in vigore da soli tre anni e non si può dire che Celentano non abbia l’occhio lungo) – ‘inutilmente autolesionistico‘. ‘La Rai ritiene che lo spot contenga un elemento di danno oggettivo per l’azienda. Un conto è fare una provocazione così in diretta durante una performance artistica, e Adriano potrà farlo se vorrà, un altro è metterlo in uno spot che dovrebbe promuovere un evento su RaiUno‘.

    La Rai, quindi, riesce ancora una volta a dare una spiegazione persino peggiore del proprio comportamento: pur di dar fastidio a Celentano (magari con l’obiettivo di esasperarlo e di portarlo in extremis a non presentarsi all’Ariston) la Rai arriva a rinnegare se stessa, a cancellare la sua storia, a giudicare ‘dannoso’ un momento di tv che invece testimonia una libertà già allora in bilico (rispetto al decennio ’70), ma ancora presente. Un momento di rara innovazione e di metalinguaggio tv, omaggiato anche da Fiorello in Il più Grande Spettacolo dopo il Weekend – che ‘switchò’ il segnale di Canale 5 sulle frequenze di RaiUno, nel tentativo estremo di un’incursione negli studi del Grande Fratello negatogli dalla Rai – e replicato centinaia di volte sulle reti Rai, portato ad esempio come prima forma di ‘ribellione’ alla schiavitù dell’Auditel, ricordato come ‘simbolo’ delle esperienze tv di Celentano. Personaggio amato e odiato in Rai, voluto per Sanremo – quindi crocifisso -, cercato disperatamente per anni – e concessosi con RockPolitik e La Situazione di Mia Sorella non è Buona, salvo poi ‘accorgersi’ che è scomodo (e soprattutto che non si è in grado di gestirlo).

    Fin qui siamo nelle ‘logiche normali’, per quanto contraddittorie e paradossali, della tv di Stato: ma arrivare a un autogol del genere ha qualcosa di diabolico (o di stupidamente ottuso, fate voi). Se l’obiettivo è quello di spingere Celentano a fare le valigie e tornare a casa – visto che con il balletto del contratto non gli è riuscito – evidentemente non ha ancora capito di che pasta è fatto il Molleggiato: e sì che lo conosce da decenni. Quando si dice ‘essere di coccio’…

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