La Rai pensa a Sanremo 2013, senza supercachet e superospiti (e senza Mazzi)

La Rai pensa a Sanremo 2013, senza supercachet e superospiti (e senza Mazzi)
da in Festival di Sanremo 2013, Rai
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    Sanremo2013

    E’ rimbalzata in conferenza stampa l’intervista dell’AdnKronos a Giancarlo Leone, da qualche mese a capo del nuovo dipartimento Intrattenimento – voluto da Lorenza Lei nel suo piano di riorganizzazione delle strutture Rai – e già lanciato nel futuro del Festival di Sanremo. Mentre deve ancora andare in scena la terza serata, quella delle star internazionali, Leone dichiara di avere ‘le idee molto chiare su Sanremo 2013‘. Beh, pur aggiungendo di volerle raccontare solo a edizione 2012 finita, la sensazione che si voglia voltare pagina al più presto si avverte, il che non favorisce il clima sanremese. In Rai queste cose non sono nuove: chi dimentica Fabrizio Del Noce, allora direttore di RaiUno, affermare – con al suo fianco Pippo Baudo, conduttore in carica dell’edizione 2008 – che l’anno successivo avrebbe voluto Bonolis?

    Pur nel rispetto delle cortesie istituzionali, Giancarlo Leone delinea le linee guida di Sanremo 2013, o almeno i punti cardine: ‘Una bella scommessa per il prossimo Festival sarebbe di farlo senza super compensi e super ospiti‘. Certo, la tentazione di mettere da parte le solite polemiche sui cachet (a volte imbarazzanti) dei superospiti soprattutto stranieri è forte: in un colpo si potrebbero cancellare anche le polemiche sull’uso improprio dei superospiti, mere comparse di discutibile senso per un contesto convulso come quello sanremese.

    Ma è facile a dirsi, un po’ più difficile a farsi: considerato che intorno agli ospiti (nazionali e non) si concentra buona parte dell’appeal per gli investitori pubblicitari, la questione non è semplicemente artistica, ma anche economica (budget ‘risparmiato’ a parte). Il punto è che un ‘cachet’ è un investimento, prima di tutto: magari la questione sta nel farli in maniera più oculata. Diciamo che è un po’ come annunciare in campagna elettorale l’abbassamento delle tasse.

    Non che Leone abbia bisogno di ‘campagne elettorali’: è alla direzione dell’Intrattenimento da qualche mese, ma il dipartimento non è entrato in gioco per Sanremo 2012 per una questione di tempi, come spiega all’AdnKronos, precisando che di fatto ‘entrerà’ in funzione dal 1° marzo. ‘I programmi che andranno in onda sulle reti da marzo in poi sono sotto la nostra responsabilità’ e così fra un anno ogni aspetto della kermesse – dal cast artistico, alla scelta dei linguaggi e ogni aspetto della macchina sanremese – farà capo alla nuova direzione che sarà ‘il fornitore di contenuti ed avrà Raiuno come cliente‘. Ovviamente rete e Dipartimento lavoreranno in sinergia: ‘Non è che noi ci presenteremo con dei progetti chiavi in mano di cui RaiUno sarà all’oscuro finché il Festival non andrà in onda – precisa Leone – Il nostro lavoro dovrà certamente tenere conto delle esigenze editoriali della Rete e non lavorerà senza sentire il direttore di Rete‘. In caso di ‘problemi’ (sul genere Celentano per intenderci) ne risponderanno RaiUno e Dipartimento, che di fatto assume il ruolo di produttore.

    Cambia, di fatto, l’impianto organizzativo di Sanremo: se abbiamo ben capito quando dichiarato da Leone, scompare la ‘direzione artistica’ così come l’abbiamo conosciuta finora. E quindi scompare la figura del direttore artistico così come strutturata fino al 2012. ‘La figura del direttore artistico è strettamente correlata al conduttore, tenendo in conto che le due figure possono coincidere. Penso ai casi di Bonolis e Fazio. Potrebbe anche essere nominato solo un direttore musicale‘. Ma Leone è sicuro che con l’ingresso in campo del suo dipartimento tutto andrà molto speditamente: ‘Sanremo è un evento importante e va organizzato con larghissimo anticipo e forse uno dei problemi in cui è incorso quest’anno il Festival è proprio aver fatto la scelta ufficiale di Morandi e l’approvazione del regolamento troppo in ritardo: sono partite, infatti, tra ottobre e dicembre‘.
    Ma qui Leone sembra ignorare un elemento centrale per ‘leggere’ questo Festival, ovvero che il ritardo non è dipeso dalla ‘tardiva scelta di Morandi’, bensì dal ritardo della firma della convenzione tra Comune e Rai: senza la Convenzione non si possono firmare contratti e di conseguenza non si può ufficializzare niente. Per il prossimo anno questa rogna se la risparmia, il che gli può dare di certo maggiore tranquillità nell’organizzare l’edizione 2013.

    E infatti si sbilancia: ‘Entro giugno e cioè entro la data in cui la Rai si presenterà al mercato pubblicitario con i palinsesti autunnali, sarà tutto deciso e a posto (cosa rara nella storia della Rai, almeno a nostra memoria, n.d.r.). Già in passato si è sfruttato il palcoscenico dell’incontro con il mercato pubblicitario per annunciare direttore artistico e conduttore.

    Non escludo che accada di nuovo. In ogni caso la proposta e l’individuazione del progetto è della Direzione Intrattenimento che lo sottoporrà al gradimento della direzione di rete e naturalmente al vertice aziendale. Anche se, conoscendo l’azienda, escludo che si possa presentare un progetto che non venga approvato dalla rete. Per i costi sarà d’obbligo un passaggio alla direzione generale e al Cda‘.

    Insomma, sembra concretizzarsi il sogno del consigliere Antonio Verro, che da anni combatte una guerra contro i consulenti esterni alla Rai, in primis Gianmarco Mazzi e Lucio Presta, e che auspica un Sanremo ‘autogestito’ dalla Rai. E Mazzi, ‘deus ex machina’, insieme a Presta, delle ultime quattro edizioni del Festival – giusto per citare le più recenti – ha già fatto sapere di ‘non essere’ interessato a un rinnovo del contratto. Il suo mandato scade a fine Sanremo 2012 e non ha chiesto un rinnovo. Del resto perché ‘ridursi’ al ruolo di direttore musicale ‘sotto lo schiaffo’ dei vertici Rai? Il suo braccio di ferro con Viale Mazzini per Celentano dimostra a sufficienza che il nuovo ‘ruolo’ non si adatta al suo modo di lavorare.

    Consigliamo però di tenere a mente quest’intervista: speriamo di poterla confermare in toto l’anno prossimo: avremo i nomi del conduttore entro giugno? E soprattutto ci saranno i superospiti internazionali? E l’Auditel come la prenderà? Certo è prematuro: per ora concentriamoci su Sanremo 2012.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Festival di Sanremo 2013Rai Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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