La Rai insiste nel chiedere il canone per i pc

La Rai insiste nel chiedere il canone per i pc

La Rai insiste nel chiedere il canone per i pc e per i videofonini

    Il logo della Rai

    Ne avevamo parlato qualche giorno fa, ma la notizia torna ad essere di grande attualità. La Rai sta “invitando” centinaia di italiani a “regolalizzare” la propria posizione, pagando la quota dovuta per il cosidetto “canone di abbonamento” ai possessori di pc. Immediate le reazioni dei consumatori e delle associazioni, su tutte l’Aduc che sta seguendo con attenzione l’andamento degli eventi.

    Vi avevamo parlato di alcuni casi registrati in Lazio, ma ora il numero di ricorsi giunti al Garante per il contribuente sta crescendo a vista d’occhio. Nella sola sede piemontese, come riporta Repubblica, sono stati ricevuti 600 ricorsi l’anno scorso e stando ai numeri dei primi due mesi del 2008, la cifra è destinata a superare tale soglia rapidamente. Si tratta di segnalazioni di cittadini che, pur avendo disdetto l’abbonamento alla televisione o pur non possedendo un televisore, sono stati rintracciati dal Sat, il Servizio abbonamenti televisivi che ha sede a Torino, e hanno “prontamente” ricevuto formale invito, inutile dirlo minaccioso, a pagare i 106 euro dovuti per il canone Rai.

    Come già scritto in un precedente articolo, il “canone di abbonamento Rai” è una impropria locuzione che nasconde, in realtà una tassa del 1938 dovuta per il possesso di un “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”, in pratica tre/quarti della tecnologia attualmente disponibile per i consumatori.

    Se già il “canone Rai” solleva da sempre polemiche per la sua particolare forma giuridica, la richiesta di pagamento per il possesso di Pc sta letteralmente facendo imbestialire gli italiani, che si rivolgono in massa non solo al Garante per il contribuente, ma soprattutto alle varie associazioni a tutela dei consumatori. Lo stesso Garante chiede una revisione della legge: “Credo sia opportuna una modifica della legge – sostiene il Garante del Piemonte – una proposta potrebbe essere quella di una tassa sull’acquisto di un televisore in cambio dell’abolizione del canone. In effetti l’origine stessa del canone viene meno, visto che un tempo doveva servire per garantire il servizio pubblico anche nelle zone in cui non rendeva trasmettere, mentre ora con il satellite si arriva ovunque senza problemi”.

    La politica entra finora poco nella questione: solo i Verdi hanno chiesto l’intervento dell’Authority ritenendo la richiesta della Rai “un atto illegittimo”: “questo della Rai e dell’organo del ministero dell’Economia è un inaccettabile attacco al popolo del web” ha detto il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, che ha chiesto un intervento immediato anche al ministro delle Comunicazioni.

    Certo, la Rai ha tra i punti fondanti del suo piano industriale la lotta all’evasione del canone, ma non ci sembra che sia questo il modo migliore per riequilibrare i bilanci dissestati della Tv di Stato.

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