La Rai dice addio a 90° minuto. L’appello della moglie di Paolo Valenti: ‘Salvatelo’

La Rai dice addio a 90° minuto. L’appello della moglie di Paolo Valenti: ‘Salvatelo’

La Rai chiude 90° minuto, dopo 41 anni di storia addio a uno dei programmi che hanno fatto la storia della tv

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    La Rai sta per cancellare 41 anni di storia, ebbene sì viale Mazzini dirà addio a 90° minuto, il pilastro delle trasmissioni sportive della tv pubblica che ha lanciato e ha portato nelle case degli italiani giornalisti del calibro di Paolo Valenti, Tonino Carino, Luigi Necco, Franco Strippoli, Ferruccio Gard, Giorgio Bubba, Cesare Castellotti, Marcello Giannini. Chi è nato prima degli anni ’80 sa di cosa stiamo parlando e basta chiedere ai propri genitori per sapere cosa era e cosa ha rappresentato questo programma per la storia della tv. Si è opposta alla chiusura anche Bruna Liguori Valenti, vedova del compianto Paolo, che ha scritto una lettera al Corriere della Sera contro la chiusura di un programma che è ‘parte della storia italiana’.

    90° Minuto, il programma che per primo ha raccontato il calcio agli italiani, una storia iniziata nel 1970 quando alle 18 Maurizio Barendson lanciò i vari collegamenti dai campi, come dimenticare quello da Ascoli affidato al garbo di Tonino Carino+? Qui si potevano vedere e sentire i primi commenti dai campi e gli ascolti erano da record con punte di 20mln di telespettatori. Come scrive anche al Corriere della Sera la vedova di Paolo Valenti, storico conduttore scomparso nel 1990, 90° minuto segnò la storia ed era ‘l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio per milioni di sportivi. La trasmissione metteva d’ accordo proprio tutti, anche le stesse donne, che in altre occasioni avrebbero protestato perché il marito vedeva troppe partite di calcio‘. Come spesso accade però la Rai e altre reti hanno la memoria corta, ed ecco che dopo 41 anni è cambiato tutto e si manda in pensione un programma amatissimo. La ragione è una razionalizzazione dei costi, alias tagli. Ecco la mitica sigla del programma Rai:

    Il calcio d’altronde è cambiato con pay-tv, anticipi, sponsor e i diritti televisivi, la Rai ha già rinunciato a trasmettere eventi calcistici molto importanti e si appresta a dire addio anche ai diritti post-partita, sancendo l’addio a 90° minuto. Sembra lontano anni luce il pomeriggio del 27 settembre 1970 quando Maurizio Barendson, Paolo Valenti e Remo Pascucci si inventarono una trasmissione che interessava 20 milioni di telespettatori. Nella sua lettera al “Corriere della Sera”, la vedova Valenti fa un appello per tentare di salvarlo dalla cancellazione.

    Il marito Paolo con le sue giacche improponibili e il suo sorriso, i suoi inviati dagli accenti regionali e le cravatte spaventose, dopo la sua morte al timone di 90° minuto si susseguono Fabrizio Maffei, Bisteccone Galeazzi, Paola Ferrari fino al duo Franco Lauro e Jacopo Volpi. Anche Lamberto Sposini era uno delle “voci” di 90° minuto. Bruna Valenti sa benissimo che i tempi sono cambiati, ma si chiede ‘perché non conservare almeno quel momento di genuinità della domenica? 90° minuto infatti non è da considerare solo una trasmissione calcistica, che parla di giocatori e gol. 90° minuto significa qualcosa di più. Quando infatti ci furono i primi episodi di violenza nello sport, sebbene ancora sporadici, Paolo Valenti e la sua trasmissione cominciarono a propagandare la non violenza e il fair play, tanto da divenirne il simbolo. Ed ecco perché ritengo che tutelare l’ inno alla non violenza implichi la conservazione di 90° minuto’. Come darle torto, per concludere ecco una puntata tipo…

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