LA Noir, il nuovo progetto per TNT di Frank Darabont (che ha lasciato Walking Dead perché…)

Frank Darabont vende a TNT il crime drama L

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    Frank Darabont

    Frank Darabont torna a lavorare in televisione, il producer ha infatti venduto a TNT L.A. Noir, progetto cui il nostro ha cominciato a lavorare dopo la sua uscita da The Walking Dead; la rete americana ha ordinato il pilot dello show, ma Darabont è oggi al centro dell’attenzione perché diversi siti americani sarebbero venuti a sapere il motivo della sua uscita, ossia il rifiuto da parte di AMC e produttori di girare un episodio prequel (quale inizio della seconda stagione) con protagonista il soldato nel carrarmato interpretato da Sam Witwer.

    Partiamo dal nuovo pilot, Frank Darabont ha venduto a TNT L.A. Noir, progetto di cui sarà produttore e regista del pilot basato sul libro quasi omonimo di John Buntin (intitolato L.A. Noir: The Struggle For The Soul Of America’s Most Seductive City) che racconta l’epica battaglia tra il capo della polizia William Parker e il gangster Mickey Cohen: il conflitto tra i due (volti di una battaglia tra le forze dell’ordine e un gruppo di criminali) durà una decina d’anni. La serie è descritta come un procedurale d’azione, ambientato nella Los Angeles tra gli anni ’40 e gli anni ’50, un mondo di stelle del cinema, eroi di guerra, di una polizia corrotta e di criminali che vogliono fare della Grande Mela il loro fortino criminale.

    Il noir è una mia passione – ha detto Darabont a proposito del progetto – mi fa molto piacere potermi dedicare ad un progetto così hardboiled: il libro di Buntin è superbo, e anche se non racconta eventi finti, sarà la nostra pietra miliare e di base per le storie che andremo a raccontare, a metà tra verità storica e fiction: l’obiettivo è quello di dare ai telespettatori ciò che il titolo L.A. Noir promette, un drama storico che sia autentico e crudamente realistico‘.

    E a qualche mese dall’addio a The Walking Dead, emerge uno dei potenziali motivo del divorzio tra Darabont e la sua creatura: a luglio si era parlato di un regista che non si sarebbe mai del tutto adattato ai tempi di produzione televisiva (più veloce, molto più economica e spesso senza possibilità di correzioni in corsa rispetto a quella cinematografica) oggi invece un’intervista a Sam Witwer (apparso in Smallville e Being Human, ma anche in The Walking Dead nel ruolo di un soldato zombie) apre nuovi scenari.

    Secondo quanto rivelato da Witwer, lo zombie avrebbe dovuto essere il protagonista di una sorta di prequel di TWD con cui aprire la seconda stagione, un Black Hawk Down con gli zombie in cui l’attore ci sarebbe stato mostrato come parte di una squadra di rinforzo cui le cose non vanno bene (l’intervista semi-parziale la trovate su Bad TV, da cui abbiamo ‘rubato’ anche la traduzione italiana della lettera di Darabont): sarebbe stata l’occasione per rivedere alcuni personaggi ‘storici’ (come Emma Bell) ma anche per farci capire che dietro ogni zombie c’è una storia. ‘E’ uno degli esempi delle cose fichissime che Darabont aveva pensato per questa serie – spiega Witwer, che parla anche di una webserie incentrata su di lui e sulla battaglia di Atlanta – cose che poi sono saltate perché AMC voleva risparmiare‘.

    Successivamente è intervenuto lo stesso Darabont, ‘correggendo’ parzialmente Witwer (del tipo: non c’era nessuna web serie) ma sostanzialmente confermando il quadro generale: ‘L’idea era quella di fare un episodio in stile documentaristico. Niente movimenti di macchina frenetici, ma comunque qualcosa di più grezzo rispetto al resto della serie‘, scrive il regista e producer, secondo cui il plotone di soldati avrebbe tra l’altro incontrato Andrea e Amy, che poi vengono salvate da Dale: ‘Per loro non è nessuno, e sarebbe stata una scena brevissima, ma ci avrebbe dato l’opportunità di mostrare l’incontro tra Dale, Andrea e Amy. Sarebbe stata anche una bella scusa per far rivedere Emma Bell per un momento. (…) Ho sempre pensato di inserire un episodio strano come questo in ogni stagione, magari in apertura o chiusura della stagione. Una storia diversa e separata da tutto il resto, come in una serie antologica, che fosse completamente separata dalla serie originale ma la approfondisse in qualche modo. Hanno fatto qualcosa di simile in Lost, e mi piaceva moltissimo‘, conclude Darabont, secondo cui ‘mi sembrava una cosa molto bella da fare per il pubblico, in modo anche da premiare la lealtà degli spettatori con una sorpresa inaspettata‘.