La Linea d’Ombra dei serial killer da domani su RaiDue

Inizia La Linea D'Ombra, un viaggio nelle menti del serial killer condotto dal criminologo Massimo Picozzi

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    La locandina de La Linea d'Ombra

    Inizia domani La Linea d’Ombra, una serie di otto appuntamenti dedicati ad altrettanti serial killer presentati dal criminologo Massimo Picozzi in onda su RaiDue alle 23.20. Si inizia con Gianfranco Stevanin, il killer delle prostitute che ha seminato il terrore nei primi anni ’90.

    Otto appuntamenti per cercare di far luce sulla mente di un assassino seriale, raccontata da un doppio punto di vista, quello delle carte processuali, raccontate dagli investigatori, dai testimoni, degli esperti della scientifica e dei medici legali, e quello ben più difficile da esplorare, quello misterioso e profondo che spinge a gesti efferati e sanguinosi, indagato da filosofi, teologi, criminologi, psichiatri.

    Un viaggio tra follia e crudeltà, che riporta alla cronaca otto assassini che hanno riempito con i loro delitti le pagine dei giornali di tutto il mondo: da Gianfranco Stevanin, cui è dedicata la prima puntata, Jeffrey Dahmer, il cannibale di Millwaukee (seconda puntata), da Michele Profeta, il serial killer delle carte da gioco (terza puntata) a Sonya Caleffi, l’angelo della morte (quarta puntata). Seguiranno poi le ricostruzione dei casi di Andreij Chikatilo, il mostro di Rostov, di Richard Kuklinski, l’uomo ghiaccio, di Daniela Cecchin, l’erotomane assassina, e di Harris e Klebold, gli studenti artefici del massacro di Columbine.

    E sufficiente dare un’occhiata ai brevi profili disponibili nel press book del programma per riportare alla mente i volti degli omicidi e l’orrore dei loro delitti.

    Non solo cronaca, quindi, ma soprattutto attenzione per le motivazioni psicologiche ed affettive che si celano dietro a comportamenti ossessivi e maniacali che hanno portato non solo alla morte di decine di persone, ma anche ad uno strazio consumato con atti di cannibalismo e di violenza sessuale.

    “Il nostro scopo – dice Massimo Picozzi – è varcare “la linea d’ombra”, quel confine che sta tra normalità, follia e deliberato desiderio di fare del male, e comprendere “perché”. Perché un uomo, oppure una donna, si sia trasformato un giorno da persona apparentemente adeguata a killer spietato”.

    Non sappiamo davvero se sia possibile indagare la mente di un serial killer senza cadere nel ‘garantismo giudiziario’: l’augurio è sempre lo stesso, che siano garantiti alla giustizia. Ma una domanda è d’obbligo: chi si nasconde dietro al Gianfranco Stevanin che compare in MySpace?