La crisi economica aiuta le serie tv a rischio

La crisi economica aiuta le serie tv a rischio

Sarah Connor Chronicles? Deve ringraziare la crisi dell’economia se non è stata ancora cancellata: la tesi, solo apparentemente bizzarra, è stata ‘buttata’ giù da alcuni osservatori economici, che hanno nonato come mai come quest’anno gli executives dei network, prima di prendere una decisione, hanno guardato più l’indice di borsa, che quello degli ascolti

    Terminator: The Sarah Connor Chronicles

    Sarah Connor Chronicles? Deve ringraziare la crisi dell’economia se non è stata ancora cancellata: la tesi, solo apparentemente bizzarra, è stata ‘buttata’ giù da alcuni osservatori economici, che hanno nonato come mai come quest’anno gli executives dei network, prima di prendere una decisione, hanno guardato più l’indice di borsa, che quello degli ascolti.

    Al momento nessuna conferma ufficiale, ma la crisi economica, combinata con i costi del marketing per lanciare una nuova serie, la mancanza di nuovi programmi causa sciopero degli sceneggiatori, e la difficoltà di attrarre nuovi investitori pubblicitari, ha convinto i network a giocare sul sicuro.

    “Negli anni passati ci sono state molte più cancellazioni di quante ne erano state programmate, spiega John Rush della Campbell Mithun, ma unite la mancanza di troppi affari con programmi ritardati causa sciopero, ed avrete un quadro di com’è la situazione quest’anno”.

    Tra i rinnovi ‘inaspettati’, “Knight Rider” della NBC, “Private Practice” della ABC e “Terminator: The Sarah Connor Chronicles” della Fox, tutte rinnovate nonostante ascolti più o meno fallimentari: e se negli anni scorsi un rinnovo significava aver fede nello show che magari aveva dato segnali di miglioramento, adesso non si può non notare come, soprattutto nel caso di “Knight Rider” e “Terminator”, si sia in presenza di numeri che – ai tempi d’oro – avrebbero portato alla cancellazione.

    Ovviamente questi show sono i migliori dei peggiori, e anche non volendo considerare il fatto che – causa sciopero degli sceneggiatori – non ci sono alternative di peso, con l’avvento dei DVD, delle tv via cavo e di internet, la ‘barra del successo’ per giudicare uno show si è abbassata, e di molto.

    A questo quadro non proprio confortante bisogna aggiungere che, secondo una ricerca diffusa ad agosto dalla Association of National Advertisers, la maggioranza dei pubblicitari avrebbe ridotto il suo budget entro i prossimi sei mesi, con la conseguenza che cancellare uno show è diventato doppiamente rischioso perché i pubblicitari, più che investire in un nuovo prodotto, potrebbero richiedere i soldi indietro.

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