La Corte Europea dà ragione ad Europa 7, la tv che non c’è

La Corte Europea dà ragione ad Europa 7, la tv che non c’è

La Corte Europea dà ragione ad Europa 7, la tv che non c'è

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    I loghi di Europa 7 e Rete 4

    La Corte Europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva, nella sentenza sulla causa che opponeva l’emittente privata Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni. Secondo la Corte, il regime di assegnazione delle frequenze non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. In breve viola le leggi europee. La vicenda di Europa 7 è un caso che ormai fa scuola e che ruota intorno al tanto discusso passaggio di Rete4 sul satellite. Cerchiamo di ricostruirla.

    Europa 7 è un circuito tv che nasce tra il 1997 e il 1998 per iniziativa dell’imprenditore Francesco Di Stefano, già patron di Italia 7, sulle cui ceneri viene deciso di far nascere il nuovo network, Europa 7 appunto. La decisione è propedeutica al tentativo di Di Stefano di acquistare le frequenze per la trasformazione del circuito in un’emittente nazionale. Nel 1999 l’imprenditore partecipa, dunque, alla gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali, prevista dalla Legge 31 luglio 1997 n. 249, e vince. Con Decreto Ministeriale del 28 luglio 1999 si dichiarano le vincitrici delle concessioni: delle 11 frequenze disponibili (3 assegnate alla la RAI e 8 per i gruppi privati) Di Stefano ottiene subito le frequenze per Europa 7, poi per effetto di un ricorso al consiglio di Stato ottiene anche le frequenze per 7Plus, altra emittente con la quale aveva partecipato alla gara. La concessione per Europa 7 prevede la liberazione delle frequenze di Rete4, che intanto continua a trasmettere in chiaro, nonostante le fosse stato imposto il passaggio sul satellitare, in virtù di una serie di deroghe e proroghe per il passaggio al digitale previste dall’art. 3 comma 6 e 7 della legge 31 luglio 1997, n.

    249.
    Di fatto, però, Rete4 deve scomparire dai palinsesti in chiaro e passare le sue frequenze ad Europa 7, che intanto si prepara alla nuova sfida investendo in un centro di produzione a Roma di 20000 mq, composto da 8 studios e un importante library di programmi, e si prepara a 700 assunzioni. La licenza vinta prevede che Europa 7 inizi a trasmettere entro il 31 dicembre 1999, ma Rete4 resta dov’è.
    Per il dettaglio dei vari passaggi ministeriali e giudiziari vi rimandiamo alla voce di Wikipedia: sta di fatto che da quasi dieci anni Europa 7 non è mai assurta al rango di tv nazionale.

    Ora si è pronunciata anche la Corte Europea di Giustizia che ha commentato così la situazione italiana :”L’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo è stato consolidato dall’autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali regimi hanno avuto l’effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su questo mercato”.

    Il giudizio della Corte Europea apre quindi al risarcimento richiesto da Europa 7 che dovrà essere quantificato dal Consiglio di Stato, sulla base dei tre milioni di euro richiesti dal danneggiato. Se poi possano esserci ripercussioni sull’attuale situazione televisiva non è dato saperlo. Sta di fatto che Mediaset ha prontamente risposto, limitando la questione alla “domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano, che quindi non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze”. Il Biscione si riserva di entrare nel merito solo dopo la lettura integrale della sentenza della Corte ma respinge al mittente le “insinuazioni” riguardo al fatto che Rete4 occuperebbe indebitamente le frequenze assegnate dal Piano ministeriale ad Europa 7. “Rete4 è pienamente legittimata all’utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio per Retequattro”, chiosa Mediaset. Chi vivrà vedrà.

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