La Corrida, Pregadio a Tempera: “Non è il tuo ruolo”

La Corrida, Pregadio a Tempera: “Non è il tuo ruolo”

Roberto Pregadio parla a Tv Sorrisi e Canzoni del suo successore a La Corrida, Vince Tempera

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    Roberto Pregadio alle prove de La Corrida

    Dopo le polemiche della vigilia, Roberto Pregadio, l’amato direttore dell’orchestra de La Corrida, torna a parlare del programma e del suo successore, Vince Tempera: “Lo stimo – dice il maestro – ma quello non è un ruolo per lui ”.

    L’assenza di Roberto Pregadio dalla nuova edizione de La Corrida ha colpito i fans della trasmissione e le medie Auditel del programma. Nettamente battuto al debutto, la settimana scorsa, dal Ballando con le Stelle di RaiUno, sabato scorso La Corrida è leggermente risalito senza però riuscire a vincere la serata. Uno smacco per una trasmissione che fino alla scorsa stagione non aveva rivali.

    Facile collegare la caduta degli ascolti al diverso assetto del cast: mancando la controscena di Pregadio, che con le sue espressioni era capace di dare senso anche alle esibizioni più disastrose, il programma ha perduto personalità, come dicemmo il giorno dopo aver visto la prima puntata.
    Ora interviene lo stesso Pregadio che commenta con Tv Sorrisi e Canzoni l’andamento della trasmissione: “Mi dispiace davvero che gli ascolti della Corrida siano bassi. Quello show è gran parte della mia vita. La mia assenza peserà per lo 0,1 per cento – dice con modestia il maestro – però Vince Tempera, persona che stimo molto, non è tagliato per quel ruolo: è statico, immobile. La Corrida la conosco, la faccio da 40 anni: se l’orchestra non ti guarda mentre dirigi, non ti considera, è la fine”.

    Sante parole, condivise – almeno crediamo – dal 99,9% dei suoi fans. In più Pregadio fa una previsione sul futuro del programma: “Comunque non credo che Marina Donato (vedova di Corrado, proprietaria e produttrice del format con Corima, ndr.) sopporterà a lungo un’audience così bassa. Piuttosto chiude”.
    Su un suo possibile ritorno è piuttosto lapidario: “Se mi chiedessero di tornare non potrei che ribadire, a malincuore: ‘O io, o Tempera’.

    Ma non lo faranno, per orgoglio”. E tornando sulla sua esclusione spiega di non aver ancora capito ‘chi lo ha fatto fuori’: “Forse sono arrivati ordini dall’alto. Già alla vigilia dell’edizione 2008 ci provarono: vennero qui la signora Donato e un funzionario milanese proponendo l’affiancamento. In pratica dovevo fare il rimpiazzo di un maestro che poi ho scoperto essere Tempera. Dissi di no, e feci un’altra edizione. Qualcuno ha anche detto che avevo chiesto più soldi, ma è un’affermazione da querela. Non ho mai parlato di soldi. È vero invece che mi avrebbero dato – credo – la stessa cifra facendo la metà”.

    L’unico a salvarsi dalle critiche del maestro Pregadio è Gerry Scotti: “Non credo che lui c’entri, lui arriva il venerdì a Roma, fa lo show e poi torna a Milano. Almeno mi ha telefonato per dirmi: spero di rivederti”.
    Anche noi speriamo caldamente di rivederlo, e da solo.

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