La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò: “Il Paese va a rotoli e il Premier va a pregare”

La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò: “Il Paese va a rotoli e il Premier va a pregare”

La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò martedì 7 maggio è dedicata a Enrico Letta e al ritiro del governo

da in Ballarò, Maurizio Crozza, Rai 3
Ultimo aggiornamento:

    Maurizio Crozza Ballarò Rai3

    La copertina di Maurizio Crozza nella puntata di Ballarò in onda martedì 7 maggio 2013 su Rai3 è stata dedicata, anche questa settimana, al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al ritiro del governo all’abbazia Squinzi. Prima di lasciare la scena al comico genovese, il conduttore Giovanni Floris ha fatto i consueti saluti di rito agli ospiti in studio e mandato in onda un’intervista-ritratto in memoria di Giulio Andreotti.

    Subito dopo la pausa pubblicitaria, Crozza ha cominciato il suo intervento sintetizzando i punti principali del discorso programmatico di Enrico Letta: “Dobbiamo ridurre il deficit, abbassare le tasse, risolvere i problemi degli esodati, rispettare gli impegni persi con l’Europa, ridurre i consumi, favorire la crescita e, soprattutto, capire perché Bertinotti era al matrimonio di Valeria Marini!”. “Abbiamo tutte queste domande irrisolte”, ha continuato il comico, “e il governo cosa fa? Vanno tutti in un’abbazia. La notizia di per sé non è brutta, il problema è che poi ritornano. Il Paese va a rotoli e il premier va a pregare”.

    Dopo aver ironizzato sul fatto che non si tratta di un vero convento, ma di un centro congressi, “di un hotel a 5 stelle”, Crozza svela la ragione di questo meeting: ci vanno “per conoscersi meglio, per diventare amici; si va a cena tutti insieme, caffè, tavernetta e poi via con la musica, così si fa subito governo! ‘Ehi, tu, come ti chiami?’ ‘Kyenge. E tu?’ ‘Quagliarello.’ ‘ Cosa pensi dello ius soli?’ ‘Cosa? Vuoi che restiamo soli?’

    Il comico fa notare, poi, che mettere insieme gli esponenti di tutte le forze politiche, sperando che facciano “spogliatoio”, è un po’ come mettere insieme Atene e Sparta, come vedere “un equilibrista su una fune in tensione tra due grattacieli mentre Berlusconi e Brunetta gli sparano addosso con la cerbottana“. Poi ritorna su Letta e associa il tono di voce del Presidente del Consiglio a quello di Arrigo Sacchi e, imitando l’ex allenatore della Nazionale, dice: “Il nostro motto deve essere unité sobrieté, inciucité”.

    Ad ogni modo, non è la prima volta in cui un Primo Ministro organizza un ritiro per il governo neoeletto: “Giova, anche Prodi nel 1997 ha portato la squadra dei ministri in convento.

    L’anno dopo il governo è caduto, ma allora c’era la sinistra, fortunatamente oggi non c’è questo pericolo. E poi, Letta, mi porti la Bonino in un convento? Lei sta al convento come Fassino a una barzelletta!
    Poi torna ad Arrigo Sacchi con una battuta che ha provocato l’ilarità dello studio: “Comunque nella squadra di Sacchi la formazione la faceva Berlusconi, qui non la fa Berlusconi…oppure sì?

    Ma Crozza ne ha anche per Bersani: “Che fine ha fatto? E’ dalla campagna elettorale che non se ne restava così in disparte”. Interrompe un istante il monologo per salutare Stefano Fassina, ospite in studio: “Fassina ha studiato una vita, ha fatto tutta la gavetta – cortei, circoli giovanili, lotte operaie – e ora chi si trova accanto? La Biancofiore. Fassino, obiettivamente, non era meglio farsi un passato da paninaro come Renzi?”

    Ancora un altro riferimento a Berlusconi: “Comunque dal giuramento ad oggi, prendete nota, da quando il governo ha votato, le aziende di Berlusconi hanno guadagnato 570 milioni, cioè, 22 milioni al giorni. Almeno per qualcuno Letta è stato un buon investimento. Adesso Mediaset cambierà nome: diventerà Medialet”. E, infine, chiusa sull’Expo: “Letta è un uomo duro, ha detto che la mafia non entrerà all’Expo e la mafia ha risposto: tanto ci abbiamo le chiavi!

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