La copertina di Crozza a Ballarò: il processo Berlusconi, il ritiro di Letta e il futuro del Pd

La copertina di Crozza a Ballarò: il processo Berlusconi, il ritiro di Letta e il futuro del Pd

Nella puntata di Ballarò di martedì 14 maggio 2013 Maurizio Crozza ha dedicato la sua copertina a Berlusconi, a Letta e al Pd

    Maurizio Crozza Ballarò 14 maggio 2013

    La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò in onda su Rai3 martedì 14 maggio 2013 ha riguardato Silvio Berlusconi, Enrico Letta e il Partito Democratico. Dopo i consueti saluti agli ospiti in studio, un servizio su Guglielmo Epifani – segretario neoeletto del Partito Democratico – e uno sui candidati sindaci di Roma, il conduttore Giovanni Floris lasciato la parola al comico genovese.

    Maurizio Crozza ha esordito parlando della requisitoria di Ilda Boccassini dei giorni scorsi: “Caro Giova, mi sono seguito tutte le sei ore di requisitoria della Boccassini. La Boccassini, dopo sei ore, ha chiesto 6 anni di carcere, praticamente un anno all’ora, è un’unità di misura, è la condanna oraria. C’era Ghedini in paranoia totale: ‘se non fa la pausa pranzo, questo qua rischia l’ergastolo!’ La Boccassini ha contestato talmente tanti reati, che il tribunale di Milano stava per chiudere.” Ma se al posto della Boccassini, ci fosse stato Ingroia, “sarebbe scattata la prescrizione durante la requisitoria stessa!

    Dopo aver fatto un accenno al caso Ruby, Crozza ha citato la manifestazione del Pdl a Brescia di qualche giorno fa: “Sabato scorso a Brescia c’era tutto il Pdl che manifestava contro i giudici: c’erano la Santanché, Brunetta, sembrava un musical! C’era anche Alfano: il Ministro degli interni che manifesta contro i giudici; è come vedere il mio direttore di banca che sfascia il bancomat vestito da black bloc. A un certo punto, il Ministero dell’Interno ha chiamato Alfano: ‘Ci sono sovversivi’ e lui ‘Sì, un attimo e ce ne andiamo’”.

    Maurizio Crozza ha lanciato, quindi, una proposta per risolvere i problemi del Paese, “bloccato da 20 anni per i problemi giudiziari di Berlusconi”: “Basta, risolviamolo una volta per tutti, riformiamo il codice penale, chiamiamolo ‘codice opinabile’, scriviamo ‘la legge non è uguale per lui’, può fare quello che vuole. Faccia quello che vuole, ma poi andiamo avanti e occupiamoci del Paese!

    Poi Crozza tira in ballo Grillo e il M5S: “I grillini sono 3 mesi che parlano solo dei loro stipendi, ma ce lo vedete Che Guevara che parla con Fidel Castro dei loro stipendi?!

    Comunque, Giova”, ha proseguito il comico, “va detto che, grazie a Grillo, qualcosa è cambiato perché ha portato quella sobrietà che tra i politici italiani non c’era mai stata”; da qui, l’intervento si è spostato sul famoso buen retiro dei ministri nell’abbazia di Spineto.

    Letta e i ministri erano umili, tutti con il golfino in acrilico da 9.90 euro; Lupi aveva lo zainetto con la simmnethal per tutti e i crackers schiacciati, la Cancellieri è stata vista bere la rugiada. Letta ha chiesto a tutti i ministri di mantenere un basso profilo e ha detto di non andare nei talk show”. A questo punto, Maurizio Crozza ha interpellato Floris: “Giova, se i ministri non vanno più in televisione, tu che fai? Sei rovinato! Togli i ministri, togli quelli che sono in galera, speriamo non ti molli anche Pagnoncelli, altrimenti ti tocca fare il monologo!” Applauso in studio e Crozza ricomincia: “Letta ha fatto un miracolo: ha fatto una commissione per le riforme. Dunque, ricapitoliamo: a salvare questo Paese ci hanno provato i politici, i tecnici, i saggi e adesso pure gli esperti; mancano i druidi, gli asceti e gli esorcisti; Letta, guarda che c’è mio zio che fa i galeoni con i fiammiferi, lascialo provare, fidati, è bravo!”

    Come ogni settimana, non è mancata la frecciatina al Partito Democratico, fresco di elezioni del nuovo segretario: “Devo dire che ci sono anche note liete perché il Pd che ha scelto il nuovo segretario. Vai, Pd, punta tutto su Epifani! Epifani, finalmente un volto giovane, che ha la freschezza dei posaceneri nelle sedi sindacali. E’ così giovane che ha aperto il suo discorso dicendo ‘Sono felice di essere il nuovo segretario del Partito Comunista Italiano!’ (…) Ora tocca a lui, devono traghettare il partito al congresso di ottobre, ma perché ad ottobre? Ma perché non lo fanno subito? Forse il Pd punta al congresso in autunno per approfittare dell’effetto allegria dovuto alle foglie morte che cadono dagli alberi. Perché non farlo a novembre? Il 2 novembre è perfetto, lo diceva anche Totò“. Ed è nel gran finale che Crozza ha dato il meglio di sé, parafrasando l’attore napoletano: “Ogni anno il 2 novembre c’è l’usanza per il Pd di tenere nu cungress, se piglian a mazzata dintr a ‘na stanza, vuliti nu consigl da nu fess? S’aviti a schiattà, faciti mpress!

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