Io sono libero: la Rai omaggia l’imprenditore Libero Grassi

Io sono libero: la Rai omaggia l’imprenditore Libero Grassi

Sul primo canale è andata in onda la fiction dedicata ad una delle vittime della mafia

    Io sono libero: la Rai omaggia l’imprenditore Libero Grassi

    Io sono libero, la Rai ha omaggiato l’imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Nella stessa data, 25 anni più tardi, infatti è andata in onda la docu-fiction incentrata su Grassi, che ha riportato nel dettaglio gli ultimi otto mesi di vita di un uomo che ha scelto di non piegarsi alle pressioni della malavita con coraggio e tenacia, rifiutando pubblicamente di pagare il pizzo. Il racconto della storia è stato affidato a un giornalista di fantasia di nome Marco con il volto dell’attore Alessio Vassallo, guidato dai registi Francesco Miccichè e Giovanni Filippetto.

    La fiction ‘Io sono libero’, omaggio Rai al compianto imprenditore Libero Grassi, è stata seguita da 2,6 milioni di telespettatori ottenendo il 13,57 % di share, numeri discreti visto il periodo di messa in onda. Il racconto è partito dal 10 gennaio 1991, quando sul Giornale di Sicilia è stata pubblicata la lettera aperta ‘Caro estorsore‘, e si è concluso tragicamente otto mesi più tardi, il 29 agosto dello stesso anno. Le vicende sono state riportate in 90 minuti totali utilizzando scene ricostruite (Adriano Chiaramida ha vestito i panni di Libero Grassi), interviste e testimonianze di chi lo ha conosciuto, immagini originali di repertorio e documenti storici.

    Sono inervenuti i figli Alice e Davide Grassi, oltre a Felice Cavallaro, Tano Grasso, Giuseppe Ayale, Nando Dalla Chiesa, Simonetta Martone, Nino La Spina, Letizia Battaglia, Sandro Ruotolo e molti altri.

    Hanno fornito la loro testimonianza anche i ragazzi di ‘AddioPizzo’ e di ‘LiberoFuturo’.

    Chi era Libero Grassi? Un uomo che è stato uno spunto positivo per molti, oltre che un lavoratore da prendere ad esempio. L’imprenditore tragicamente assassinato, dopo continue vessazioni, aveva deciso di esporsi in prima persona e di denunciare chi lo minacciava, parlando anche a stampa e tv. Era stato ospite all’interno del programma ‘Samarcanda‘ ed intervistato da Michele Santoro aveva spiegato i motivi della sua decisione precisando che pagare il pizzo lo avrebbe portato a rinunciare alla propria dignità personale. L’imprenditore ha lanciato numerosi appelli di legalità e nonostante tutto la mafia – precisamente il clan Madonia, contro il quale lottava ogni giorno – lo ha ucciso in un agguato sparandogli alle spalle.

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