L’oro di Scampia, l’autore Paolo Logli: ‘Raccontiamo la voglia di cambiare Gomorra’

L’oro di Scampia, l’autore Paolo Logli: ‘Raccontiamo la voglia di cambiare Gomorra’

L’oro di Scampia, Televisionando intervista l’autore Paolo Logli: ‘Raccontiamo la voglia di cambiare Gomorra

da in Fiction italiane, Gomorra - La serie, Interviste, Rai 1
Ultimo aggiornamento:

    Paolo Logli

    Andrà in onda lunedì su Rai Uno L’oro di Scampia, il film-tv diretto da Marco Pontecorvo con protagonista Beppe Fiorello nel ruolo di Enzo Capuano, personaggio fittizio che ricorda Giuseppe Maddaloni (padre del judoka Pino e autore del libro ‘La mia vita sportiva‘ cui questa produzione si ispira), che attraverso la passione per lo sport riesce a salvare numerosi ragazzi dalla cattiva strada raccontata tra gli altri in Gomorra, libro di Roberto Saviano, film di Matteo Garrone e futura serie tv di Sky. Oggi L’oro di Scampia verrà presentato ufficialmente, ma Televisionando ha fatto quattro chiacchiere in anteprima con Paolo Logli, sceneggiatore del progetto insieme ad Alessandro Pondi.

    Ci ha colpito la battaglia di Maddaloni, contro la camorra anche nonostante le istituzioni, che non lo hanno mai veramente aiutato e anzi, laddove è stato possibile, lo hanno affogato di burocrazia, e questo ci ha colpito molto‘. Così Paolo Logli spiega la scelta di lavorare a L’oro di Scampia:

    ‘Maddaloni ha voluto a tutti i costi creare questo polo, che non è solo la palestra: intorno alla palestra sono nate un sacco di cose, un consultorio ginecologico per le donne, per seguirle nelle gravidanze, è nata una scuola di lingua, è nato un qualcosa che non dico si sostiuisce alle istituzioni, ma crea quello che le istituzioni non sono riuscite a creare’.

    ‘Ci sembrava fosse un buon modo per parlare di Scampia senza cadere nel cliché di fatti che è più che legittimo siano stati raccontati ma che forse a questo punto sono stati raccontati e punto: Gomorra è una storia che era importante fosse raccontata, noi abbiamo scelto di raccontare la storia di qualcuno che nello stesso ambito di Gomorra ha tentato di prendere quella rabbia, la rabbia di questi ragazzi, e trasformarla in oro. Non la voglia di andare via, ma di cambiare quell’ambiente’.

    I due autori hanno lavorato sul set, e dalla loro esperienza – e di tutto il cast – è nato un documentario-making of de L’oro di Scampia: filmato che verrà trasmesso su Rai 1 domani alle 14 e poi in replica domenica mattina:

    ‘Siamo andati sul set perché il nostro è un lavoro che comporta collaborazione. Una delle cose che racconta Beppe nel documentario, realizzato parallelamente al film. È il racconto di come noi siamo andati a sbattere contro Scampia, una realtà che se uno non ci va non crede che ci sia in Italia, vediamo le immagini del Kosovo e dell’Albania, ma Le Vele non sono meno fatiscienti, dove lavorano delle forze dell’ordine eroiche – lo dico senza retorica – perché lavorano in condizioni di assedio’.

    Ed è a questo punto della chiacchierata che Logli racconta quello che definisce ‘un aneddoto molto forte‘, che si intreccia con quella voglia di ‘cambiare l’ambiente‘ citata qualche riga fa:

    ‘Un giorno stavamo girando, eravamo in pausa, e questa signora anziana si avvicina a Beppe e gli dice, per favore, non fate un’altra cosa nella quale si parla male di noi, perché noi abbiamo bisogno che si cominci a parlare bene di noi. Questo è interessante, questo abbiamo voluto fare col film, raccontare quel poco che già esiste, perché c’è bisogno che si dica alla gente di Scampia che di lì si può uscire vincitori se solo si decide di farlo. Certo, deve essere presente anche lo Stato, e lo è molto meno di quello che dovrebbe, ma anche rendersi promotori di realtà di legalità è importante e Maddaloni lo ha fatto’.

    Se nei mesi scorsi Giuseppe Maddaloni, dalle colonne di Repubblica,aveva dichiarato di concepire L’oro di Scampia come l’anti Gomorra, Logli aggiunge:

    ‘Noi non ci sentiamo l’anti Gomorra, abbiamo massismo rispetto e ammirazione per il lavoro di Garrone ma abbiamo voluto imboccare una strada diversa, una strada che era quella non di descrivere l’esistente fotografando il versante più duro – che esiste: noi siamo rimasti choccati da molte cose che abbiamo visto.

    Non vogliamo metterci in contrapposizione, ma detto questo è evidente che volevamo accendere un faro sul lavoro che Maddaloni sta facendo con i suoi figli e aiutarli. Accendere un faro significa che le istituzioni sono obbligate a rendersi di quello che sta succedendo e ad aiutarlo: quest’uomo ha delle grandi difficoltà, sono arrivati a staccargli la luce perché non ha fatto in tempo a pagare le bollette!’

    La vicenda delle bollette – avvenuta nel marzo del 2013, quando la Palestra Maddaloni aveva lanciato un appello per trovare 2000 euro per pagare la bolletta della luce che altrimenti sarebbe stata staccata – verrà raccontata nel tv-movie, e Logli spera che

    ‘Il film creerà attenzione e aiuterà Pino, le istituzioni si sentiranno coinvolte: noi abbiamo fatto il nostro dovere, quello di raccontare una storia. Ora passeremo a raccontarne un’altra, continuando con l’impegno civile, ma il nostro ruolo è raccontare storie e speriamo che si muovano gli altri, che le istituzioni si attivino e facciano il loro dovere, che si rendano conto che oltre allo stato di guerra, forse c’è bisogno anche di creare poli di aggregazione che strappino i ragazzi alla camorra.’

    Dopo Il Bambino della Domenica e L’oro di Scampia, ci sarà un nuovo film con Beppe Fiorello, non sportivo, ma ambientato nel mondo dello spettacolo:

    ‘Sarà una cosa probabilmente che parlerà nel mondo dello spettacolo, i meccanismi che regolano il mondo dello spettacolo’.

    Tra i progetti più vicini, invece, uno sui Martiri di Fiesole, uno degli episodi più tragici della seconda guerra mondiale; era il 12 agosto 1944, vigilia della Liberazione di Firenze, quando tre militi dei Carabinieri Reali – Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti – si consegnarono ai tedeschi di Fiesole per salvare 10 ostaggi e subito dopo furono fucilati.

    ‘Io e Alessandro Pondi abbiamo un altro progetto, A testa alta con protagonista Giorgio Pasotti, che dovrebbe andare in onda in primavera, tra marzo e aprile, ma non ci hanno ancora comunicato la data di messa in onda. E poi abbiamo altri progetti, che andranno in onda solo nel 2015′.

    Paolo Logli e Alessandro Pondi hanno vinto due ‘Biglietti d’oro’ per Natale a Beverly Hills e Natale in Sudafrica, un premio internazionale al festival del Cinema di Salerno per Il bambino della domenica, miniserie Rai con Beppe Fiorello da 10 milioni di spettatori. Sono autori de Il Pianeta proibito, musical scritto con Luca Tommassini e interpretato da Lorella Cuccarini e dai ragazzi di XFactor, oltre che ideatori del concept e sceneggiatori della prima stagione de Il commissario Manara.

    (Foto in evidenza: laspeziaoggi.it)

    1158

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Fiction italianeGomorra - La serieIntervisteRai 1 Ultimo aggiornamento: Venerdì 10/06/2016 17:24
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI