L’Isola di Alberto Negrin domina gli ascolti: intervista esclusiva al regista della Fiction Rai

L’Isola di Alberto Negrin domina gli ascolti: intervista esclusiva al regista della Fiction Rai

Intervista esclusiva ad Alberto Negrin il regista de L'Isola la nuova fiction in onda su Raiuno

    Alberto Negrin regista L'Isola Fiction Rai

    Alberto Negrin può dirsi più che soddisfatto. Considerati gli ottimi risultati di ascolti delle prime due puntate de L’Isola, il regista della nuova Fiction di Raiuno può ben sperare nel successo del progetto. Descritto erroneamente sul web come un spin off di Gente di Mare, L’isola è in realtà un film che per dodici puntate terrà incollati gli spettatori tanto affezionati alle prime serata della Rai. Ma non aspettatevi la solita storia d’amore o la solita Fiction d’ambientazione familiare. Questa volta la Rai ci propone una Fiction (Alberto Negrin ci perdonerà se per comodità o convenzione continuiamo a chiamarla in questo modo) che ha ben altri obiettivi.

    Con il mix giusto di mistero e intrattenimento, il regista italiano ci parla di un argomento poco conosciuto, in modo del tutto nuovo. Ci siamo posti alcuni quesiti guardando le prime puntate de L’isola e, nell’attesa di vedere gli sviluppi futuri nelle prossime puntate della Fiction, abbiamo contatto Alberto Negrin che ha gentilmente risposto alle nostre domande. Il regista di Perlasca – Un eroe italiano, L’ultimo dei Corleonesi e del recente Paolo Borsellino – I 57 giorni ci ha raccontato della nascita di questo progetto così insolito per la televisione italiana, tv che ha bisogno di idee nuove per cambiare e attirare l’attenzione di nuovi spettatori troppo spesso convinti che i nostri prodotti televisivi siano da meno rispetto a quelli esteri. Lo sappiamo, c’è ancora tanta strada da fare, ma film come questo fanno di certo ben sperare.

    1. 5.377.000 telespettatori – pari al 20.32% di share – hanno seguito la prima puntata de L’Isola e 5.488.000 telespettatori pari al 19.46% di share. Si aspettava questo successo?

    In verità non mi aspettavo nulla perchè come è mia abitudine mi affido alla coscienza di aver fatto fino in fondo il mio dovere non risparmiandomi in nessun momento, costi quel che costi. E fino all’ultimo mi sono chiesto se anche in questo caso avevo fatto quel che dovevo. Sono felicissimo che la risposta mi sia stata data dal pubblico. Sono addirittura entusiasta perchè spero che il risultato serva ad aprire a nuove tematiche e a nuovi generi.

    2. Come le è venuto in mente di realizzare un film sugli idrati di metano, argomento sconosciuto a molti e di cui si sa poco o nulla?

    E’ proprio così, neppure io ne sapevo nulla. Avevo in mente solo un’idea: quella di raccontare il problema dell’acqua che viene considerato il possibile motivo di una eventuale guerra tra i paesi che non ne hanno contro quelli che la sprecano o la vendono a caro prezzo. Facendo ricerche ci siamo imbattuti negli idrati di metano.

    3. Come ha pensato di sviluppare a livello narrativo una tematica come questa all’interno del film?

    La tematica è estremamente coinvolgente e interessante perchè consente di costruire attorno a questo problema una storia ricca di continui colpi di scena di ogni genere, emotivi, scientifici, comportamentali, narrativi, una storia capace di comunicare nello stesso tempo agli spettatori anche alcune informazioni importanti su ciò che potrebbe accadere e tutto ciò con una ricchezza di personaggi che sembrano usciti da un grande romanzo epico.

    4. Molti in rete hanno descritto L’Isola come uno spin off di Gente di mare quando, a dire il vero, come lei ha ben sottolineato anche in conferenza stampa si tratta di un progetto completamente diverso. Cosa lo accomuna (se ci sono delle similitudini) e cosa lo differenzia da Gente di mare?

    L’unico elemento in comune è la presenza della Guardia Costiera. Ma definire l’Isola uno spin off di Gente di mare solo per questo è privo di senso. Sarebbe come dire che il film che ho fatto recentemente su Borsellino con Luca Zingaretti fosse uno spin off della ‘Piovra’ o di ‘Squadra antimafia’ solo perchè ci sono mafiosi e magistrati in tutti e tre i progetti.

    I due progetti non hanno proprio nulla in comune. Gente di mare è una vera e propria serie tv in cui ogni episodio si conclude, l’ISOLA è al contrario un unico grande film epico che per 12 serate dovrebbe tenere gli spettatori avvinghiati al televisore in attesa di scoprire come andrà a finire.

    5. Una storia in cui il thriller si mescola al mistero che racconta di una multinazionale che cerca a tutti i costi di impossessarsi di una formula per conquistare potere. Lei crede che il pubblico italiano, abituato a ben altri prodotti, sia pronto per una fiction/film come questa?

    Anche io sono ‘pubblico’, anzi lo sono moltissimo e credo che gli spettatori abbiano un feroce, insoddisfatto, vorace appetito e desiderio, purtroppo non corrisposti se non in casi più unici che rari, per tutto ciò che affronta temi vicini alla loro vita, penso che siano arcistufi delle solite storie tutte uguali non solo per i triangoli,i tradimenti e le storie d’amore degne di ‘Grand Hotel’ ma anche perchè gli attori sono più o meno sempre immancabilmente sempre gli stessi per paura del nuovo. E questo spiega forse la ragione per cui oltre cinque milioni di miei concittadini hanno deciso di assistere a l’ISOLA, una storia del tutto fuori dagli schemi e con attori bravissimi ma in gran parte sconosciuti.

    6. Cosa pensa dell’attuale panorama della Fiction italiana? Questo nuovo progetto può essere visto come un tentativo di dar vita a nuovi prodotti diversi dal solito?

    Certamente. E’ ciò che mi ha spinto ad affrontare una scelta che in partenza era estremamente rischiosa. Una scelta che penso vada spinta ancora di più verso territori narrativi assolutamente nuovi e ‘diversi dal solito’. Credo che soltanto così la curva degli ascolti potrà risalire verso l’alto. Tutti, me compreso, non ci stancheremo mai di assistere ad una storia fatta bene, ben recitata, ben confezionata, che ci coinvolge per quel che racconta. In fondo noi siamo, dai tempi più remoti e fin dai primi istanti di vita, degli esseri bisognosi di racconti e sempre lo saremo.

    7. Dopo L’Isola, a quali altri progetti si dedicherà e cosa dobbiamo aspettarci da Alberto Negrin?

    Sto preparando una miniserie su Giorgio Ambrosoli. Uno sconosciuto professionista milanese che negli anni settanta viene incaricato di gestire il crack delle banche di Michele Sindona, colui che era il più grande e geniale finanziere italiano, tanto importante e potente da avere rapporti diretti con tutti i capi di Stato e di Governo del suo tempo e che si rivela essere un truffatore con legami inconfessabili con Cosa Nostra. Ambrosoli verrà assassinato il giorno stesso in cui consegna ai giudici i risultati del suo lavoro. Un uomo che fino all’ultimo, nonostante le ripetute minacce di morte e i tentativi di corromperlo, decide di compiere il suo dovere. Un film attualissimo.

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