L’Auditel in Germania: potere alle reti tv

L’Auditel in Germania: potere alle reti tv

Viaggio nel mondo delle rilevazioni tv: questa volta tocchiamo la Germania per spiegare come viene condotta la ricerca sull'ascolti tv

    Berlusconi Tv Germania


    Quinto capitolo della potenzialmente infinita saga delle rilevazioni degli ascolti tv nel mondo, e soprattutto in Europa: nell’ambito di WIDG, infatti, abbiamo deciso di approfondire i sistemi adottati per ‘misurare’ il valore dei programmi tv in mercati diversi dal nostro, per quanto sostanzialmente omogenei. Diamo un’occhiata alla Germania. Beh, ne approfittiamo per ricordarvi che anche in Germania si paga il canone per le tv pubbliche: di certo ricorderete la campagna ideata dalle emittenti di Stato con Silvio Berlusconi ‘testimonial’ che recitava: ‘Una democrazia è tanto forte quanto lo sono i suoi media‘, giusto per sottolineare che con il canone si garantisce una maggiore autonomia dalla politica. Beh, lì il sistema è un ‘tantino’ differente e non è il caso di addentrarci nelle ‘beghe’ del servizio pubblico: concentriamoci sul loro ‘Auditel’.

    Se la rilevazione avviene in genere con un people meter, attrezzato per registrare i consumi tv non solo analogici ma anche DTT, Cavo, Sat, IPTV, in differita tramite dvd o anche l’uso di consolle di gioco, alcune variazioni, talvolta di peso, si registrano nella composizione e nella quantità del panel di riferimento e nelle formule societarie adottate dall’azienda che si occupa della rilevazione e dell’elaborazione dei dati. In Italia l’Auditel è una Joint Industry Committee participata dalle agenzie di comunicazione, dagli investitori e dalle principali emittenti, non però da Sky; si adotta la formula dell’JIC anche in Francia dove Médiamétrie è partecipata dagli operatori televisivi (35%), dalle emittenti radiofoniche (27%) e dagli utenti pubblicitari e gli inserzionisti (35%). In Spagna, invece, la rilevazione è affidata a una società privata. Vediamo come funziona in Germania.


    La composizione societaria

    AGF_formazione società
    Se in Italia la società Auditel affida la rilevazione dei dati all’AGB Italia, in Germania è il Consorzio Arbeitsgemeinschaft Fernsehforschung (AGF) ad affidare alla società GFK la rilevazione e l’elaborazione degli ascolti.
    Il consorzio AGF è partecipato dai maggiori broadcaster pubblici e privati tedeschi: dal 2000 vede la partecipazione di ARD, ProSiebenSat.1 Media AG, del gruppo RTL e di ZDF. Si configura pertanto come una Media Owned Committee (Moc), ovvero un organismo controllato esclusivamente dall’emittenza televisiva.
    La metodologia delle rilevazioni viene decisa dal comitato tecnico di AGF (mentre in Italia il comitato tecnico ha solo funzioni consultive), nel quale compaiono anche i canali tv che non partecipano alla proprietà dell’AGF, ma che hanno voce in capitolo mediante un sottocomitato che le raccoglie.
    Le rilevazioni dell’AGF sono partite nel 1985, ma sono state – ovviamente – rivoluzionate dall’unificazione delle due Germanie nel 1991. In realtà ARD e ZDF (i due canali pubblici) hanno provveduto fin dal 1963 a monitorare i propri ascolti, con interviste e sondaggi: quindi dal 1985 hanno iniziato ad affidarsi alla GFK e progressivamente si è arrivato al consozio di emittenti tv, con le metodologie odierne, che caratterizza le ricerche della AFG.

    Storia AGF


    Il Panel di AGF

    sehbeteiligung_tagesverlauf
    Il panel di AGF/GFK è composto da 5.640 famiglie per un totale di circa 13.000 persone, in rappresentanza delle oltre 36 milioni di famiglie censite nel 2012 (per un totale di circa 72 mln di persone al di sopra dei tre anni che costituiscono la popolazione tedesca nel suo complesso) che posseggano almeno un televisore. La ricerca di base per l’identificazione del panel è condotta da Media Analyse attraverso 50.000 interviste l’anno. La ricerca è integrata dai dati relativi ai capofamiglia di nazionalità non tedesca residenti sul territorio. Le interviste sono realizzate su base sistematicamente casuale, selezionando strade e città in cui ciascun residente ha la possibilità di entrare a far parte del panel. Il turnover del panel è di circa il 15% all’anno: sebbene AGF abbia la possibilità di determinare la durata della partecipazione al panel, attualmente si è scelto di rimpiazzare solo i partecipanti che lo abbandonano spontaneamente. Basandosi sulla suddivisione dei diversi lander, il panel di alcune aree viene sovracampionato per garantire l’affidabilità dei dati (ad esempio nelle aree urbane di Amburgo, Berlino e Monaco). In alto le concentrazioni dell’ascolto tv per fasce d’età nel corso della giornata nel 2011.
    (fonte: Dossier Auditel – Enders Analysis M&M)


    La rilevazione

    Erhebung der Fernsehnutzung mit TC score
    Come tengono a ricordare i responsabili di AGF nel loro documentatissimo sito, i dati di ascolto rappresentano la ‘moneta unica‘ per poter far ‘dialogare’ emittenza tv e aziende per la commercializzazione dei propri prodotti. Vantando la massima attendibilità ed efficienza nelle loro rilevazioni, l’AGF e soprattutto la società che si occupa dell’elaborazione del dato (GFK) sottolineano i grandi investimenti messi in campo negli ultimi anni per cogliere al ‘dettaglio’ il consumo tv dei tedeschi su tutte le piattaforme disponibili.

    Nell’ultimo quinquennio sono stati investiti circa 75 milioni di € per migliorare e potenziare non solo l’infrastruttura tecnica ma anche le modalità di definizione del panel e per i prossimi anni si prevede un investimento annuo di circa 17 milioni di € per stare al passo con l’innovazione tecnologica.

    Il meter adottato (TC XL) è stato ‘rivisto’ non più tardi del 2009: viene collegato a ciascun televisore, videoregistratore e ricevitore satellitare presente nell’abitazione della famiglia campione ed è in grado di raccogliere i dati d’ascolto di ciascun individuo al secondo. Il meter misura anche l’utilizzo del teletext, di applicazioni interattive, di set-top box e altri apparecchi, ed è in grado di verificare la fruizione differita di programmi riprodotti da videoregistratori analogici e riproduttori digitali, come dischi rigidi e DVD. In questo modo l’AGF garantisce la copertura del dato anche nel caso in visione tv via PC tramite scheda di sintonizzazione, dei canali IPTV, di box MHP o di apparecchi di tv mobile (DVB-H TV mobile).

    I dati vengono raccolti durante la notte ed elaborati immediatamente, per essere resi disponibili alle
    8.30 del mattino. I dati consolidati sono resi disponibili a tre giorni dalla rilevazione.


    Auditel vs AGF: un confronto

    agf_chart_org
    Non sono poche le differenze tra l’Auditel e il GFK: a parte la maggiore attenzione dei tedeschi per le nuove forme di consumo tv, rientrate nelle rilevazione in maniera più massiccia e dettagliata rispetto a quanto fatto in Italia, vale la pena sottolineare qualche passaggio circa la composizione del panel e la formula societaria.

    Nel primo caso notiamo come la Germania consideri una quota immigrazione, ma solo riferita ai cittadini europei, a differenza di quanto accade in Francia e in Gran Bretagna, aperti anche gli immigrati extra-Ue . Comunque qualcosa in più di quanto fa l’Auditel che ha completamente escluso i residenti immigrati dal proprio campione. Ciò esclude un 8% di popolazione italiana (al censimento del 2001) che di fatto non ha rappresentazione.

    Un’ultima considerazione la facciamo in merito alla composizione societaria: la Germania è l’unico paese in cui la società chiamata a rilevare gli ascolti è totalmente di proprietà dei broadcasters (con un 25% di quote a testa per ARD, ProSiebenSat.1 Media AG, RTL e ZDF). Questo, però, non crea grandi problemi alla governance, che considera anche i consigli e i suggerimenti del sottocomitato formato dalle emittenti e dai gruppi che non partecipano alla proprietà. Di fronte a questo 100% tedesco, la situazione italiana, per quanto apparentemente più ‘pluralista’ – vista la presenza anche delle agenzie di comunicazione e degli investitori pubblicitari – rappresenta un’anomalia: in primis le reti tv (Rai, Mediaset e La7) controllano il 66% delle azioni (contro il 23% e l’11% di France Télévisions e Tf1 e il 16% di BBC e Itv) e poi resta il nodo scoperto dell’assenza di Sky. Eppure, come nota il prof. Gangemi (per I-Com) ‘l’insieme dei canali della sua piattaforma rappresenta ormai l’8,6% di share (dato auditel gennaio 2011), la sua quota nel mercato della pubblicità rappresentava già nel 2009 il 6,3% (secondo i dati riportati in relazione annuale da Agcom), e complessivamente il gruppo rappresentava sempre nel 2009 il 31,5% del totale delle risorse del mercato televisivo (sempre secondo i dati Agcom), più di Mediaset e alla pari con Rai‘. E’ ora che si faccia qualcosa.

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