L’assalto, il film tv con Diego Abatantuono vittima di ‘ndrangheta il 3 febbraio su Rai 1

L'assalto, il film tv con Diego Abatantuono vittima di 'ndrangheta il 3 febbraio su Rai 1

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    Assalto Diego Abatantuono

    La ‘ndrangheta? Non è solo al Sud. Questa è la tesi del film tv L’assalto, che vede protagonista Diego Abatantuono nel ruolo di una vittima di ‘ndrangheta: una storia ambientata al Nord – diretta da Ricky Tognazzi, la pellicola è stata girata fra Piemonte e Lombardia – che racconta le vicende di un imprenditore edile che finisce nella trappola della criminalità organizzata. Appuntamento il 3 febbraio su Rai 1, in prima serata.

    Una tematica è veramente importante, quotidiana: questo film sarà attuale purtroppo per molto tempo, una pellicola per tutti che tutti dovrebbero vedere‘: così Diego Abatantuono presenta L’Assalto, nuova produzione targata Rai Fiction vede alla regia Ricky Tognazzi. La trama è abbastanza ‘semplice’: Giancarlo Ferraris, questo il nome del protagonista, è un imprenditore che, dopo una vita di sacrifici, rischia di fallire perchè nessuno lo paga più: sarà la criminalità (attraverso Domenico Crea, cui dà il volto Luigi Maria Burruano) ad offrire a Ferraris un aiuto ‘amichevole’, puntando in realtà alla sua azienda, ma grazie alla sua forza d’animo e all’aiuto dello Stato, il protagonista riuscirà ad uscire dal giogo della ‘ndrangheta.

    Dice Abatantuono:

    ‘Il personaggio è intrappolato in questa vicenda e per tutto l’arco della storia fa finta di non accorgersene: in realtà immediatamente si accorge che le cose andranno a finire male ma fa buon viso a cattivo gioco. Sei intrappolato: la ruota gira e non puoi farci niente. Questa è la tematica più interessante. Noi abbiamo indicato una strada molto coraggiosa ma non è obbligatorio essere coraggiosi’.

    Qualche mese prima, su Repubblica, l’attore aggiungeva:

    ‘Il mio Ferraris è un imprenditore milanese di quelli veri, che stanno nei cantieri, abbronzato come i muratori e i capimastri: è uno che ha fatto fatica. Ha perso la moglie, ha una figlia che studia. È talmente legato ai suoi operai, che quando dovrebbe licenziare, prova a resistere. E lì subdolamente il serpente si insinua e comincia a fargli assaporare l’ipotesi di una soluzione. Capisce che sta per essere messo in mezzo, ma non vuole rendersene conto, finché la ‘ndrangheta non lo divora’.

    L’Assalto prende spunto dalla cronaca di tutti giorni, spunti di cronaca e interviste ad imprenditori (per Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction ‘Nello scontro tra l’economia sana di questo Paese e quella criminale ci sono anche vittime che hanno avuto il coraggio di dire basta e di ritrovare la via della legalità. Questo film è dedicato a loro‘), ma Tognazzi non dimentica di citare Roberto Saviano, finito al centro di mille polemiche – l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni chiese una replica – quano parlò di ‘ndrangheta al Nord a ‘Vieni via con me’ su Rai 3:

    ‘Era stato trattato duramente da istituzioni e politici perché sembrava che volesse intaccare l’integrità del Nord: invece aveva raccontato cose, non dico note, ma abbastanza conosciute’.

    E visto che la cronaca è in continua evoluzione, non si esclude un sequel, come rivela Abatantuono:

    ‘Il finale rimane aperto, sicuramente positivo, ma vedendolo ho pensato mi piacerebbe sapere cosa succede dopo’.