Kasia Smutniak: “Pietro è morto col sorriso”

Kasia Smutniak: “Pietro è morto col sorriso”

Kasia Smutniak parla a tre mesi dalla morte di Pietro Taricone: "Non ho rimpianti, è morto col sorriso"

    Kasia Smutniak e Pietro Taricone

    Kasia Smutniak è uscita dal silenzio nel quale si è rifugiata dopo la scomparsa del compagno Pietro Taricone e a tre mesi dalla morte del Guerriero è nel servizio di copertina di Vanity Fair per raccontare il suo rapporto con Pietro e per cercare di delineare un futuro per sé e per la piccola Sophie, 6 anni, nata dalla loro storia d’amore. E lancia qualche frecciata ai tanti ‘falsi amici’ che sono spuntati alla sua morte nei tanti salotti che li hanno accolti per ricordare il suo Pietro e ai paparazzi scatenati alla riceca di scatti privati: “Oltre alla violenza delle foto rubate, c’è stata quella di molti, che non ho visto una sola volta in otto anni insieme a Pietro, di cui non mi ha mai parlato, e che si sono precipitati in tv a raccontare com’era. Ma che ne sanno loro? Dei tempi del Grande Fratello era rimasto amico con Marina, e qualche volta avevamo visto Sergio. Loro sì che potevano parlare di Pietro. Ma gli altri?“.

    Tre mesi non bastano certo a lenire un dolore così grande come quella della perdita del compagno di una vita, ma Kasia Smutniak ha trovato la forza di raccontarsi a Vanity Fair, in edicola oggi. E’ la prima intervista da quel 29 giugno 2010, giorno in cui Pietro si è arreso ai traumi causati da un lancio con il paracadute andato male (e che Le Iene hanno cercato di ricostruire) e che l’avevano lasciato in condizioni disperate sull’aviostazione di Terni il giorno prima.

    In questi otto anni abbiamo fatto di tutto, ci siamo detti tutto. Avevamo litigato, ci eravamo lasciati, poi siamo tornati insieme. È stato proprio il paracadutismo a farci ritrovare” racconta Kasia che aveva trasmesso al compagno quella passione per uno sport che poi si è rivelato fatale e che ora ha messo da parte per il bene della figlia. “L’adrenalina non c’entra – continua la Smutniak parlando del paracadutismo -. È la sensazione di libertà e di contatto con la natura a renderti felice, e noi facevamo quel che ci rendeva felici: era un altro modo per stare insieme. Il volo all’inizio era una cosa mia, gliel’ho attaccata io, ma non mi sento in colpa. Perché era bello. Invece di passare il tempo seduti al ristorante, o a comprare vestiti, noi saltavamo“.

    Un rapporto intenso, vissuto al massimo per otto anni e assolutamente felice, come sottolinea continuamente Kasia, che ricorda anche gli attimi immediatamente precedenti all’ultimo lancio fatto insieme: “Eravamo felici. Non potevamo darci più di così. Non lo so come vivrò, ma almeno non ho rimpianti. Io so che in quel momento lui era felice… Prima di saltare mi ha mandato un bacio, facendo la faccia buffa, hanno riso tutti. Poi si è lanciato. Non si è reso conto di niente, è morto col sorriso in faccia.

    Io ero accanto a lui. Se potessi scegliere un modo di morire, vorrei anch’io morire così: nel momento più felice della vita“. Una visione romantica e quasi ‘eroica’ per ricordare la morte del compagno, scomparso all’apice della vita, una condizione che spesso trasforma le persone (e i personaggi) in miti. Ma nelle parole di Kasia si percepisce anche la voglia, il bisogno, la necessità di dare un senso a un incidente ormai ‘archiviato’ come errore umano o meglio come una concatenazione di errori dovuti non solo a Taricone, ma anche a chi, come hanno evidenziato Le Iene (qui il servizio), gli ha permesso di saltare con una vela da esperto, riservata a chi ha più di mille lanci, mentre Pietro ne aveva alle spalle poco più di trecento.

    Ma ora è tempo di provare ad andare avanti: la Smutniak è ora nelle sale nel film La Passione di Carlo Mazzacurati (titolo più suggestivo non poteva esserci) girato prima della tragedia. Ed è di pochi giorni fa la notizia di un suo prossimo (non imminente) ritorno nella fiction tv con una serie Mediaset, I Mercanti di Fiori. Ma al di là del dolore, Kasia non può certo dimenticare quanti hanno ‘approfittato’ della morte di Pietro spacciandosi per suoi amici: “Molti si sono precipitati in televisione a raccontare com’era. Ma che ne sanno loro? Dei tempi del Grande Fratello era rimasto amico con Marina, e qualche volta avevamo visto Sergio. Loro sì che potevano parlare di Pietro. Ma gli altri?“.

    La risposta è lapalissiana e Taricone probabilmente avrebbe riservato loro qualche battuta al fulmicotone, ma ora Kasia dovrà superare tutto da sola, con e per la piccola Sophie. “Adesso devo pensare solo a lei“dice la Smutniak, che però non smette di pensare al quel cielo che l’aveva riavvicinata al suo compagno: “ Il cielo per me è quello che per Pietro erano i cavalli cielo Prima o poi, su ci ritorno. Il cielo fa parte di me“. In bocca al lupo…

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