Juno, di Jason Reitman

La recensione di Juno, di Jason Reitman

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    Juno MacGuff, nome che suona falso come una moneta da tre centesimi ma che è verissimo, rimane incinta del suo fidanzato/migliore amico: dopo aver pensato di abortire, decide (dopo aver consultato la versione americana di Cerco e Trovo) di darlo in adozione ad una coppia che non riesce ad avere figli.

    Definito dalla critica Usa come la versione “femminile” di “Molto Incinta”, Juno è il degno erede di quel gioiellino che fu “Little Miss Sunshine”: diretto da Jason Reitman, già regista di “Thank You For Smoking”, il film vede alla sceneggiatura l’ex spogliarellista e blogger Diablo Cody, che si è vista assegnare addirittura l’Oscar. La pellicola, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (che ha vinto), è un film che dà modo allo spettatore di ridere e riflettere: ironico, leggero e profondo allo stesso tempo, con un pizzico di romanticismo ma non melenso, Juno tratta un tema (l’essere incinta, l’aborto) senza mai cadere nel “bacchettonismo”, nelle sdolcinatezze e nei luoghi comuni. Ottime le musiche e la fotografia (che segue l’alternarsi delle stagioni, passando dai colori caldi e accesi dell’autunno a quelli pallidi e glaciali dell’inverno) con attori degni di questo nome e una sceneggiatura che non annoia mai. Menzione speciale per Ellen Page, attrice canadese da tenere d’occhio dotata di una meravigliosa naturalezza ed espressività (già che ci siete, non perdetevi quel gioiellino di Hard Candy, bellissimo film diretto da David Slade).

    VOTO: 8 – Fosse uscito al cinema, invece di essere stato rimandato di due mesi, la sottoscritta sarebbe stata ben felice di spendere 7,50 euro di biglietto: una piacevole sorpresa (il film) e due conferme per Jason Reitman ed Ellen Page. Vedetevelo (quando esce; nel frattempo, godetevi il trailer).

    (Fotogallery: Movie about e Variety)