Junior MasterChef Italia, prima puntata tra sfide: concorrenti bambini solo a metà

Junior MasterChef Italia, prima puntata tra sfide: concorrenti bambini solo a metà

Junior MasterChef Italia, la prima puntata del 13 marzo 2014 su SkyUno Hd

    Junior MasterChef Italia, sfornata la prima puntata del 13 marzo 2014. Ora i bambini fanno i cuochi, concorrenti in tivù. Lo fanno sorprendentemente bene, a giudicare dai dolci e dalla pasta che cucinano; tengono persino testa a Lidia Bastianich, mamma di Joe, che non vede l’ora di bacchettarli col mattarello ma – si sa – sono bambini, allora meglio interagire con i Peter Pan della situazione: Alessandro Borghese e Bruno Barbieri, quest’ultimo già coach di MasterChef, stavolta tra cuochi adulti e vaccinati.

    Ecco i 14 nomi, concorrenti ufficiali di Junior MasterChef, ‘eletti’ dalla scrematura di 40 concorrenti con genitori e parenti in studio tra gli spalti (l’idea della diretta avanza?); hanno dovuto superare quattro prove di preparazione avendo a disposizione un tempo medio di 1 ora e mezza; così hanno vinto il grembiule:

    Federico, Alissa, Francesca e Andrea, Matteo, Lucrezia e Alessandro (svelati in due momenti diversi, nel primo episodio). A questi si sono aggiunti Lavinia, Luca, Moise e Carlotta, formando la giovanissima ‘classe’ di cucina, insieme alle ultime new entry dell’episodio: Andrea, Fabio ed Emanuela!

    Questi bambini conservano da un lato operatività, fantasia e incanto, tratti comuni alla stragrande maggioranza di loro; dall’altro non rinunciano affatto ad un pizzico di…sale: ‘soffrono’, ahinoi, di evidenti ‘innesti’ provenienti direttamente dal mondo cinico degli adulti del cooking show.

    Non mancano infatti arroganze sparse qua e là, citazioni arriviste, frasi fatte in pieno stile manager da cucina (hai 9 anni!), adrenalina tipica di un gara di Formula Uno (dal punto di vista dell’autista). Veri professionisti nelle prove( quattro nella prima puntata: 4 gruppi da 10 tra pesce, pasta e dolci) e, qui, la nota dolente, risultati disattesi per alcuni di loro, come è normale che sia in una gara: bambini che vincono, bambini che perdono. E che ci restano male (citofonare Costanza, 10 anni e da Livorno).

    MasterChef ‘versione infanzia’ ha un grande problema; non riguarda né il format né gli autori (sempre più bravi nell’alternanza delle prove caratterizzate; anche l’idea di dividere i bambini in gruppo è avvincente), ma debutta in Italia dovendo fare i conti con precedenti in televisione aberranti circa i bambini in tivù:

    chi guarda la versione Junior non può dimenticare (proprio non può!) anni di Ti lascio una canzone o del ‘clone’ Io Canto, né di bambini ‘peccatori d’innocenza’ di Chi ha incastrato Peter Pan, né tanto meno Le Supermenti dell’adulta Paola Perego, indifferentemente tra Rai – servizio pubblico – e Canale5, tivù commerciale per Antonomasia.

    Anche i bambini vivono conflitti, dilemmi e situazioni complesse. Ma portare in tivù la sconfitta, che si cerca di edulcorare con la distribuzione di attestati di partecipazione, rischia di ingigantirli, di creare ‘nuovi talenti incompresi’ del nuovo millennio, in cerca del tutto e subito che troppo spesso è stato al centro di una certa televisione che MasterChef (e Magnolia) hanno quasi sempre evitato.

    Se c’è un male è a monte: la consapevolezza dei bambini ‘sottoposti’ ad una situazione che se da un lato è un gioco, nella cucina e nel divertimento tra enfants, dall’altro non può far a meno di guardare alla gara ed essere caratterizzato da eccessivo stress, di sicuro per chi arriva nella fase finale.

    ‘Eletti’ infatti i 14 concorrenti della MasterClass per ‘kids’; si tratta di maschietti e femminucce, tra questi: chi vuole fare carriera al più presto e chi, invece di essere arrivista a 9 anni, ci tiene a precisare che se è bravo in cucina, a scuola non lo è per nulla.

    Ah, che i bambini debbano fare i bambini (anche in tivù) non è un pre-concetto. La puntata l’abbiamo vista.

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