Joss Whedon: “Vi spiego il successo di Buffy”

Joss Whedon: “Vi spiego il successo di Buffy”

Entertainment Weekly festeggia i suoi 20 anni di esistenza e nelle edicole americane è possibile reperire una doppia edizione speciale con i personaggi che hanno fatto la storia del cinema e della televisione degli ultimi 20 anni; tra questi c'è Buffy, la cacciatrice di vampiri interpretata da Sarah Michelle Gellar

    Entertainment Weekly festeggia i suoi 20 anni di esistenza e nelle edicole americane è possibile reperire una doppia edizione speciale con i personaggi che hanno fatto la storia del cinema e della televisione in questi 20 anni: alcuni sono discutibili (Harry Potter???, al secondo posto), altri no (Homer Simpson!!!, vincitore indiscusso), a noi – da fan delle serie tv – ha incuriosito la spiegazione di Joss Whedon a proposito del successo di Buffy – L’ammazzavampiri, interpretata dalla bella Sarah Michelle Gellar, pure lei inserita nella storia della tv, posizione numero 3.

    Prima che Twilight & co. facesse tornare di moda la vampiri-mania (per quanto mi riguarda l’unica vampiro-mania che conosco è quella per Dracula, ndr), dal 1997 al 2003 ci fu la serie di Joss Whedon a parlarci di vampiri ed altre creature non propriamente ‘buone’; Buffy vedeva protagonista Sarah Michelle Gellar nel ruolo della liceale Buffy Summers, che un giorno scopre di essere la “prescelta”, una ragazza dotata di poteri speciali e destinata a combattere contro i vampiri e tutte le creature del male che minacciano la Terra.

    Buffy ebbe un grande successo, ma quale fu la ricetta vincente? Secondo quanto rivelato da Joss Whedon ad EW, “una tazza di Sarah Connor dal primo film di Terminator, una tazza di Ripley da Alien, tre cucchiai della sorella più giovane del film La notte della cometa, un po’ del libro ‘La piccola principessa’ di Frances Hodgson ma anche di Jimmy Stewart.

    Mescolate per un po’ e poi aggiungete un po’ di Rosalind Russel dal film La signora del venerdì e di P.J. Soles in Halloween“.

    Ricette scherzose a parte, secondo Whedon la fortuna del suo Buffy è dovuta non tanto ai vampiri “ma al fatto – ha spiegato – che era incentrato sulla crescita, la parte di vita che va dai 15 ai 22, ma il tipo di 15-22 in cui tu sei sempre in guerra“. E se non vi dispiace, continueremo a preferire Buffy ai vampiri della Meyer…

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