Jon Stewart boicotta gli Oscar?

Jon Stewart boicotta gli Oscar?

il presentatore designato della cerimonia, Jon Stewart, avrebbe infatti detto alla produzione che se lo sciopero non sarà risolto entro il 24 febbraio, non ha alcuna intenzione di presentare la cerimonia

    jon stewart

    La già precaria cerimonia degli Oscar avrebbe trovato un altro intoppo sulla strada della preparazione: secondo i siti Gold Derby (blog affiliato del LA Times), Mediabistro.com e Jossip.com il presentatore designato della cerimonia, Jon Stewart, avrebbe infatti detto alla produzione che se lo sciopero non sarà risolto entro il 24 febbraio, non ha alcuna intenzione di presentare la cerimonia.

    La decisione non è stata presa molto bene dai commentatori/critici tv: Tom Shales del Washington Post ha scritto che Stewart presenta i suoi programmi “con un compiaciuto quanto inesistente umorismo”, segno del fatto che “è solo un’omba pallida e triste dei grandi presentatori del passato”. La preparazione della cerimonia, comunque, continua, con o senza deroga: “Ci sono un sacco di filmati girati in 80 anni di Oscar, ha detto Gil Cates, abbiamo avuto un sacco di gente sul palco”. Il produttore si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli, e anche se è vero che l’Academy non ha intenzione di chiedere una deroga (che gli verrebbe quasi sicuramente negata), non ha fatto mistero di sperare in un ripensamento quantomeno miracoloso: “Spero, anzi prego, che gli attori alla fine si presentino. Sto preparando le cose come se gli attori fossero qui”. Un ottimismo condiviso dalla ABC (il network ha già fatto sapere che la cerimonia si farà e verrà trasmessa), ma non la Laura Ziskin, produttrice della scorsa edizione e supporter della WGA: “Non mi aspetto molto, ha spiegato la Ziskin. Se l’Academy non avrà una deroga, e lo sciopero non fosse sistemato, si terrà una qualche cerimonia, ma non saranno i soliti Oscar: i Golden Globes, in questo senso, insegnano: una cerimonia di premiazione non offre molto senza cerimonia”. E siccome anche l’occhio vuole la sua parte, e una cerimonia senza spettacolo è vista da poche persone, bisogna anche considerare le perdite economiche: la mancata cerimonia dei Globes, sostituita da conferenza stampa vista da meno di 6 milioni di persone contro 20 milioni di telespettatori usuali, ha fatto perdere alla NBC dai 10 ai 20 milioni di dollari.

    wga strike

    Quanto alle trattative tra sceneggiatori e produttori (che riprendono oggi), Nikki Finke di Deadline Hollywood Daily (che già spargeva ottimismo ad inizio sciopero, quindi da prendere con le pinze) scrive(va) alle 4 di venerdì pomeriggio: “Mi è stato riferito che gli incontri informali sceneggiatori – produttori stanno andando tanto ‘in una direzione positiva’, tanto che è possibile che gli Academy Awards possano svolgersi normalmente. Quella di venerdì è stata una sessione particolarmente produttiva. ‘Sono ottimista. Secondo me quest’oggi siamo stati molto produttivi, collaborativi e rispettosi. Penso sia stato un gran bel giorno’, ha detto uno dei partecipanti.

    L’uomo di punta dei produttori, Peter Chernin, lascerà la città questa sera (‘Il sabato non è il suo giorno di lavoro’, ha ricordato un informatore…) ma il confronto continuerà anche in sua assenza. Posso dirvi che a partire da Martedì la News Corp/Fox No. 2 ha continuato a dire ai partecipanti che i produttori hanno deciso di permettere al sindacato degli sceneggiatori (si, anche l’uomo che tutti loro odiano — Dave Young, che era presente alla sessione odierna) di ‘annunciare una vittoria di facciata (salva la faccia, ndr)’ al fine di ottenere un accordo. Chernin ieri , al sicuro nella caffetteria degli studi Fox attorniato da alcuni del suo esecutivo — inclusi Tom Rothman, Peter Liguori, e Hutch Parker — rassicurava, ‘Non vi preoccupate. E’ fatta’. Da quel che so , siamo ancora lontani da una risoluzione, ma sembra che la cosa sia arrivata ad un punto tale che uno dei miei informatori pensa che tutto possa essere risolto in tempo utile perchè gli Oscar si svolgano normalmente. Certo, abbiamo già assistito ad alcune trattative andate male dopo alcuni giorni di iniziale ottimismo. Ora però, secondo le mie fonti, finalmente i produttori desiderano raggiungere un accordo tanto quanto gli sceneggiatori. Raggiungeranno un accordo soddisfacente per entrambe le parti?”.

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