Joi ricorda l’Heysel 25 anni dopo

Joi ricorda l’Heysel 25 anni dopo

Con uno speciale in seconda serata Joi ricorda la drammatica notte dell'Heysel, lo stadio in cui si giocò la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool: 39 morti e 600 feriti

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    Questa sera alle 23.30 Joi (canale pay del digitale terrestre Mediaset) ricorda la tragedia dello stadio Heysel, avvenuta il 29 maggio 1985, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus che costò la vita a 39 persone, tra cui 32 italiani, e provocò il ferimento di altre 600 persone giunte a Bruxelles per seguire una semplice partita di calcio. Alcool, violenza, fanatismo ma anche disorganizzazione, superficialità e assurda impreparazione le cause di una notte che il calcio non può dimenticare.

    A 25 anni di distanza da quel 29 maggio 1985 ci si domanda ancora come sia stato possibile che il fatiscente stadio Heysel di Bruxelles venisse scelto per ospitare la finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus di Cabrini e Scirea e il Liverpool, all’epoca nota più per la violenza dei suoi ‘hooligans’ che per le imprese sportive. Un velo di filo spinato e una recinzione di ferro (!) a separare i settori destinati alle tifoserie avversarie, un servizio d’ordine a cavallo insufficiente e impreparato, una struttura crollata alla pressione dei tifosi juventini che cercavano scampo dalle cariche degli inglesi. Una tragedia che chiede ancora giustizia per le 39 persone morte schiacciate dalla disperazione di chi cercava la salvezza e da quel muro di contenimento del settore Z tanto fragile da sbriciolarsi sotto il peso dei tifosi.

    In alto un filmato amatoriale di quella sera, realizzato con una Super8 dalla curva opposta a quelle degli scontri.

    In questi giorni, a ridosso del 25ennale, si addensano i ricordi di quella notte, di chi c’era e di chi ha assistito alla terribile telecronaca di Bruno Pizzul, inviato in Belgio: anche Joi ha deciso di non far passare sotto silenzio questo anniversario proponendo uno speciale in onda alle 23.30. Il punto di vista scelto non è propriamente quello della memoria, bensì quello della ‘Pazza fede ultrà’, attraverso la ‘ricerca’ di quel che si nasconde dietro la ‘fede sportiva’. Un viaggio che si articola in una serie di interviste, a giornalisti sportivi e scrittori esperti di calcio: da Alberto Brambilla (docente universitario e scrittore) a Giovanni Bruno (direttore dei progetti editoriali speciali di Sky), da Luigi Guelpa (giornalista sportivo, tra i pochi esperti del calcio praticato nei paesi islamici) a Giorgio Terruzzi (autore teatrale, scrittore e vicedirettore di Sport Mediaset), con l’aggiunta di Fabio Bastianello, regista e autore di Secondo tempo, un film ambientato tra gli ultrà.

    Lo speciale sarà seguito da una serie di corti e lungometraggi sul mondo degli ultrà: si parte con i cortometraggi Rodilla e Completition, seguiti dal film britannico Hooligans, di Lexi Alexander, con Elijah Wood, Charlie Hunnam e Claire Forlani (1991) e da Appuntamento a Liverpool di Marco Tullio Giordana, con Isabella Ferrari (1988). Noi vi lasciamo con la prima parte di una puntata de La Storia Siamo Noi dedicato a quella micidiale notte.

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