John Wells parla di ER – Medici in prima linea

Recentemente ER ha sfondato il muro delle 300 puntate trasmesse, e per “festeggiare” l’evento Hollywood Reporter ha intervistato il produttore della serie, John Wells

da , il

    john wells

    Recentemente ER ha sfondato il muro delle 300 puntate trasmesse, e per “festeggiare” l’evento Hollywood Reporter ha intervistato il produttore della serie, John Wells.

    The Hollywood Reporter: E’ abbastanza notevole che una serie tv raggiunga i 300 episodi, in un era di cancellazioni e una competizione così grande.

    John Wells: E’ assolutamente vero. Credo che questo show sia stato benedetto, dall’avere George Clooney e un cat assolutamente spettacolare, al avere un audience che ci sorprende quando ci preferisce ad altri grandi show programmati contro di noi.

    THR: Perché pensa che una serie incentrata sul pronto soccorso abbia un così grande potere di intrattenere i telespettatori?

    Wells: Noi facciamo in modo che quello che narriamo non diverga troppo dalla realtà: a volte acceleriamo gli eventi per motivi di sceneggiatura, ma quello che avviene in ER è assolutamente fedele a quanto accade realmente in ospedale. Non abbiamo mai detto “Facciamolo altrimenti”, quando qualcosa non era supportato dalle nostre ricerche.

    THR: Che tipo di ricerche

    Wells: Abbiamo sempre almeno un dottore nella stanza degli sceneggiatori, e due sul set. Lavorano a tempo pieno quando siamo in produzione, e si fanno sentire se qualcosa non è plausibile.

    THR: Sembra comunque che la gente subisca un fascino senza fine dal mondo medico.

    Wells: La gente ha un’innata paura per la sua salute e per la morte. Forse non vengono mai toccati da un indagine di omicidio, ma la malattia e le emergenze mediche prima o poi toccano a tutti su questo pianeta. Con “ER” noi facciamo uno show che presenta professionisti al lavoro: hanno problemi personali e commettono errori, ma fanno tutto il possibile per prendersi cura di chi ha bisogno di loro.

    THR: Guardi mai gli episodi passati con il desiderio di poterli fare di nuovo?

    Wells: Beh sì, quando fai 300 episodi non tutti possoo diventare dei classici. Ma penso di aver mantenuto la nostra qualità sempre piuttosto alta, alcuni di loro sono eccellenti, gran parte di questi sono molto buoni, e alcuni non sono solamente buoni, mentre solo pochi ci hanno deluso, e non sono stati molto emozionanti.

    THR: Siete arrivati al successo a metà degli anni ’90, con ascolti stellari per i primi anni, ma poi lo show ha avuto alcuni cali di ascolti e difficoltà come cambi di cast e un budget non sempre massiccio.

    Wells: Beh, reperire i fondi è sempre stato un duro lavoro, ma siamo sempre stati in grado di far funzionare lo show. Quanto al cast, siamo sempre stati fortunati ad avere dei veri talenti, sia del cast originale, sia adesso. Per Julianna Margulies che ci lascia, c’è una Maura Tierney che entra, e questo spiega perché siamo ancora qui.

    THR: Sei stanco di fare questo show?

    Wells: Non ancora: amo la gente con cui lavoro, il racconto serializzato, i personaggi che cambiano e crescono. Continuo a divertirmi.

    THR: Questo ci porta all’inevitabile domanda del se e quando “ER” tornerà per una quindicesima stagione, visto che tu hai detto che potrebbe.

    Wells: Potremmo tornare. Lo sciopero degli sceneggiatori che ha interrotto la quattordicesima stagione avrà un peso nella decisione, e tutto quello che posso dire è che niente e scritto su pietra, e cose di questo genere.