JJ Abrams parla di Fringe, Undercovers e Lost

JJ Abrams parla di Fringe, Undercovers e Lost

    JJ Abrams a tutto tondo tra Fringe, Lost ed Undercovers in un’intervista fattagli dal sito Collider, dove parla delle sue tre serie con curiosità, retroscena, anticipazioni e qualche (piccolo) spoiler. Vi proponiamo le parti salienti dell’intervista, dividendole per comodità in tre parti (ossia una per ogni serie) così se magari siete interessati solo ad una delle tre non “perdete tempo” con le altre. Per i fan cinematografici, invece, è certo il sequel di Star Trek (uscirà il 29 giugno 2012), in fase di sviluppo quello di Cloverfield. Nella gallery, invece, le nuove foto di Lost dopo quelle già adocchiate qui e qua.

    FRINGE

    Poche le anticipazioni su Fringe, secondo JJ Abrams “Jeff Pinker e Joel Wyman che mandano avanti lo show mi ucciderebbero se rivelassi qualcosa, ma accadranno delle cose veramente fighe entro la fine della stagione“.

    Fine della stagione che non sarà un fine serie, quantomeno non per JJ: interpellato se la serie si concluderà con un cliffhanger, Abrams ha risposto che “la seconda stagione non concluderà la serie: gli ascolti sono frustranti, ma non ho rimpianti o lamentele per come si è comportata la Fox finora, ancora non sappiamo nulla ma spero che, a dispetto di tutto, continueremo a lavorare con loro“.

    Il nostro ha confermato che dirigerà il pilota di Undercovers, ma che tempo permettendo vorrebbe anche dirigere un episodio di Fringe (in cui potremmo – ma JJ non ce lo assicura – rivedere William Bell/Leonard Nimoy): “Non ho mai avuto la possibilità di dirigere Josh [Jackson], Anna [Torv] e John [Noble], ma mi piacerebbe molto farlo: dirigere Undercovers non diminuisce la mia voglia di dirigere un episodio di Fringe e non lo escluderei del tutto“.

    JJ Abrams ha parlato anche di Lost (vedi più sotto), e del fatto che già da tempo si sapesse quando lo show sarebbe finito (anche se fino alla terza stagione della serie della ABC non c’erano piani in tal senso), cosa che farebbe anche per Fringe, ma non ora: “Certi show sono così divertenti che vorresti non finissero mai, ma per show come Fringe, ad un certo punto vuoi sapere quanto ancora andranno in onda (per delineare gli storyline e gli sviluppi futuri; in realtà Pinkner pensa che Fringe potrebbe andare avanti per almeno sei stagioni, ndr)”, ha spiegato Abrams.

    Produttori e sceneggiatori sanno a grandi linee dove Fringe stia andando a parare, ma ci sono anche storie (come quella tra Walter e Peter e alcune cose con Olivia) che si sono interrotte prima del previsto o evolute senza che i produttori ci avessero pensato troppo prima.

    Prossimanente potremmo avere a che fare con il patrigno di Olivia (che potrebbe anche diventare un attimino più umana e vulnerabile per far sì che i telespettatori si affezionino a lei), “ma ci sono un sacco di cose da esplorare oltre questa stagione, e io sono ottimista: lo show ha trovato un suo ritmo, e sono molto contento di quanto stiamo e stanno facendo“.

    UNDERCOVERS

    La produzione di Undercovers comincerà oggi, la serie – lo ricordiamo – vede protagonista due ex spie diventate marito e moglie che vengono richiamate in servizio: nel cast Boris Kodjoe e Gugu Mbatha-Raw (i due protagonisti), assieme a Gerald McRaney (che sarà il loro capo), Ben Schwartz (un giovane agente CIA) e Jessica Parker Kennedy (la sorella della protagonista che lavora in una compagnia di catering).

    JJ ha spiegato a Collider che Undercovers – di cui dirigerà il pilot – sarà una serie romantica/comedy-drama su una coppia di spie sposate, ha buoni presentimenti sulla fede ed è molto contento di lavorare per NBC. Non è chiaro come in un mondo di guerre e terrorismo si possa fare una serie ‘leggera’ sulle spie, ma così sarà, non ci saranno drammi intricati e complessi, “perché – ha rivelato JJ – al momento non vorrei mai guardare uno show che mi propone vero terrorismo. Non dico che non lo guarderei mai, ma al momento non mi concentrerei su quello“.

    Dopo Lost e Fringe (ma ricordiamo anche Alias, di cui Undercovers sembra un po’ il cugino…), Abrams non è spaventato dal fatto di lavorare in uno show più leggero, “per me è un sollievo – ha spiegato – saltare da un genere all’altro, quando lavori sembre sullo stesso genere è una boccata d’aria fresca che ti permette un altro tipo di approccio“.

    E come già successo per Lost e Fringe, dopo un periodo iniziale in cui JJ sarà presente giornalmente sul set, anche Undercovers verrà poi affidato ad un terzo (ossia Josh Reims, che ha già lavorato con JJ in Felicity) che farà le sue veci, “anche se per me – ha detto Abrams – è importante delineare il giusto tono, la giusta energia e le giuste dinamiche tra i vari personaggi“.

    LOST

    Chiudiamo con LA serie di JJ, vuole dirigere un episodio di Fringe e dirigerà sicuramente Undercovers…potrebbe dirigere anche il finale di Lost? La risposta la sapevamo già ed è no, “Jack Bender ha lavorato nello show come directing producer, è stato alle Hawaii per anni con tutto il resto del cast e gli spetta dirigere l’ultimo episodio, non sarebbe bello se io arrivassi e gli dicessi ‘Spostati, dirigo io’“, ha detto Abrams a Collider.

    JJ ha definito “seccante e ridicola” la polemica su Lost spostato da Obamaun’eventualità poi scongiurata – “amo la tv come chiunque altro – ha detto – ma sono consapevole che ci sono delle priorità“. Se però pensate che la frase l’abbia detta perché lui conosce già tutto scordatevelo, “hanno fatto delle cose strabilianti ed intricatissime – ha rivelato JJ – penso che abbiamo fatto un lavoro stupendo ma no, la serie non si è evoluta come abbiamo pensato sin dall’inizio, ci sono piccoli elementi qua e là, ma ad esempio all’inizio non sapevamo di preciso cosa ci fosse nella botola, sapevamo che ci sarebbero stati gli Altri ma non sapevamo cosa avrebbero fatto, Damon non aveva pensato ancora ai flash forwards. Quando abbiamo cominciato Lost non avremmo mai potuto predire tutto quello che abbiamo visto finora: quando comici a lavorare in uno show fai un atto di fede, non programmi tutto, hai alcune idee ma se se ne presentano di migliori continui con quelle ed è straordinario ed eccitante vedere quello che Damon e Carlton hanno fatto“.

    E tornando a dove abbiamo cominciato, parlando di date di scadenza: alla domanda se una fine stabilita anni prima abbia aiutato Lost anche in termini di sceneggiatura, JJ ha spiegato che “Damon e Carlton hanno molto insistito su questo, insistito per sapere la data di scadenza, perché se hai 10 stagioni lavori in modo differente da se ne hai solo sei: sono molto eccitato di vedere gli articoli che parlano di ‘The Final Season’, è una cosa che non si vede spesso, sapere quando uno show finirà ed avere un senso di inevitabilità“.

    E se JJ non sa applicare il successo di Lost ad altri show (“non ero sicuro che lo show avrebbe funzionato – ha detto Abrams – né saprei come replicare gli elementi che hanno reso Lost un successo ad un altro show“) di sicuro crede che per chi ha seguito lo show, “la final season sarà agrodolce: penso che sarà soddisfacente, ma anche la fine di un viaggio magico per il cast e per chiunque sia stato coinvolto nella produzione. L’idea di finire è triste – conclude JJ – ma meglio saperlo prima che ritrovarsi un giorno a pensare che forse si sarebbe potuto chiudere due stagioni prima: ma di sicuro, penso che saremo soddisfatti dal finale“.

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