Jeff Lindsay vs Parents Television Council, è scontro su Dexter

Jeff Lindsay vs Parents Television Council, è scontro su Dexter

Jeff Lindsay vs Parents Television Council, è scontro su Dexter

    dexter

    Abbiamo già discusso delle critiche del Parents Television Council alla CBS per la sua messa in onda di Dexter, e dopo molto tacere, Jeff Lindsay, autore dei libri sui quali la crime series è basata, ha deciso di dire la sua, in maniera alquanto perentoria.

    “Ci sono idioti che vogliono dirci cosa vedere e cosa non vedere, e questo è inaccettabile. Immagino che quando c’è la luna piena, questi scemi si mettono ad ululare alla luna (ndr: libera traduzione di ‘I imagine that at the dark of the moon, they put on their brown shirts and go out goose-stepping’)”, ha detto Lindsay in un’intervista a USA Today. Ricordiamo che a causa dello sciopero degli sceneggiatori Dexter, originariamente trasmesso sulla Showtime, è stato ritrasmesso dalla CBS, in un orario neanche troppo “scomodo”, le 10 di sera.

    Sebbene la serie sia basata sul primo romanzo di Lyndsay, “La mano sinistra di Dio”, nella seconda stagione Dexter ha preso una direzione totalmente differente, ma la cosa non è dispiaciuta a Lindsay, visto che la “differenziazione” tra romanzi e sceneggiature gli permette di scrivere senza preoccuparsi di come il suo lavoro venga poi traslato sullo schermo. Il romanziere si è detto “impressionato” dal modo in cui recita Michael C. Hall, che in Dexter interpreta l’analista/serial killer: “Amo Michael, ha detto Lindsay, e quando l’ho visto leggere la sceneggiatura ho pensato ‘E’ lui, è perfetto’”. Se anche la storia ha preso una direzione differente, il produttore esecutivo della serie, John Goldwyn, ha detto che gli sceneggiatori hanno mantenuto intatto lo spirito di Lindsay: “Jeff ci ha dato un incredibile ‘sfondo’ per tutti i personaggi, in particolare per quello di Dexter: con il libro e con il personaggio, Lindsay ha stabilito le regole: intendo dire ad esempio che il ‘Codice di Harry’ è una cosa importante, l’idea che si può uccidere ‘per il bene’, di fare ‘cose cattive’ a persone ‘cattive’. E poi c’è anche il continuo chiedersi: ‘Sono buono? Sono cattivo? Posso avere sentimenti, non posso averli, devo credere a quello che sento?’, insomma, tutte cose che ci fanno avvicinare al personaggio ed entrare ‘in sintonia’ con lui”

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