Italia1: “Le serie tv ballano? Non è colpa nostra”

Italia1: “Le serie tv ballano? Non è colpa nostra”

Luca Tiraboschi declina ogni responsabilità per le frequenti cancellazioni o i repentini spostamenti delle serie tv americane programmate dalla sua Italia1

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    Italia1 e le serie tv

    Io ci provo a mandare in prime time alcune serie americane molto moderne, ma se non acchiappano il pubblico, come Terminator e Bionic Woman, le devo chiudere o spostare di orario, perché siamo pur sempre una rete commerciale“: così parlò Luca Tiraboschi, direttore di Italia1, a margine della conferenza stampa di presentazione del suo ‘rivoluzionario’ palinsesto verticale per la primavera 2009. In sostanza è colpa del pubblico se anche Gossip Girl è stata retrocessa in seconda serata.

    Per Tiraboschi non conta, giusto per fare un esempio, che Gossip Girl sia già stata trasmessa sul Mediaset Premium Gallery, erodendo di base una fetta di potenziale pubblico; né conta, come fa notare Aldo Grasso sul Corriere della Sera, che prodotti più raffinati abbiamo bisogno di qualche settimana di assestamento per poter catturare pubblico. Né influisce, secondo il direttore di rete, il continuo balletto di collocazione cui spesso sono sottoposti i titoli seriali prima di individuare uno slot ‘utile’ (non si sa a chi) per la programmazione.

    Certo, non tutte le serie tv americane sono sinonimo di ‘eccellenza’: alcune possono catturare l’attenzione del pubblico immediatamente, altre possono aver bisogno di più tempo, altre ancora possono essere semplicemente inguardabili, ma non è questo il punto. Alcune scelte di palinsesto restano davvero discutibili (e la memoria corre alla prima serie di Heroes nella prima serata della domenica) e non stupisce quindi che i risultati non siano soddisfacenti.

    Se si punta, come scelta editoriale, sulle serie tv americane poi bisogna avere anche il coraggio non diciamo tanto di difenderle, ma almeno di promuoverle adeguatamente e di sostenerle.

    Fermo restando un dato incontrovertibile, che il prodotto seriale americano ha sulle reti generaliste un successo ‘relativo’, come ha ben sintetizzato Aldo Romersa, responsabile coordinamento acquisti RTI su un numero della rivista Link di qualche tempo fa (Link, Focus Telefilm, 2007). “I telefilm si muovono mediamente in un range di ascolti che sta tra l’8% e il 14% di share, sempre più spesso eroso dal precedente passaggio effettuato sulle reti pay” scrive Romersa, dati quindi ben noti anche ai responsabili di palinsesto di Italia1.
    Delle due l’una: o si punta sul seriale americano in prima serata, con tutte le conseguenze del caso, oppure si decide a priori la formula di ripiego adottata ad esempio con Gossip Girl: film di cassetta in prime time (dopo Io, Robot, giovedì prossimo toccherà a Natale in India) e serie Usa in seconda.
    Noi, almeno, la pensiamo così.

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