Italia’s Got Talent, Sirya Luongo ha imbrogliato tutti: ecco la verità

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sirya luongo italia s got talent esibizione

Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi, i tre giudici di Italia’s Got Talent, non avranno preso per niente bene le ultimissime voci di corridoio, fondate questa volta, sul conto di Sirya Luongo, la ragazzina che ha fatto commuovere tutti per via della sua storia e del suo talento. Per chi non lo sapesse, questa artista di strada si è presentata al pubblico e al divertente trio con un sorprendente numero da ginnasta, lo stesso che ‘le farebbe guadagnare ogni giorno delle monetine per vivere, perché da quelle dipende la sua cena’. Discorsi del genere non potevano che far credere a Gerry, Maria e Rudy che la ragazza vivesse davvero in una condizione di disagio, e non solo loro tre, ma anche tutti noi, ci siamo cascati in pieno. Sulla pagina Facebook della ragazza, infatti, è emersa la verità dei fatti, che, con una lettera pubblicata qua e là nel web, la sorella di Sirya sta cercando di smentire con tutte le sue forze.

Dal web è emerso che non solo la ragazzina ha una bella famiglia, ma anche che è iscritta alla FGI (Federazione Ginnastica d’Italia) e che i suoi viaggi in giro per il mondo, pagati profumatamente, non corrispondono a giorni di sacrifici e sofferenze. Qualcuno di voi potrà dire che la bimba non ha mai parlato di tutto questo, e, in effetti, non avrebbe tutti i torti. Il punto è un altro: la ragazzina, davvero brava, non lo mettiamo in discussione, lo ha dato sicuramente a intendere.

Lo stesso Gerry Scotti, tra l’altro, ha detto la sua su Twitter, difendendo la bambina ma attaccando i genitori, rei di aver istruito la piccola a dovere e in modo vergognoso. Non sono stati ancora rilasciati comunicati-stampa o dichiarazioni ufficiali da parte della produzione, purtroppo. Dei chiarimenti, comunque, non mancheranno: la ragazzina è una tra i candidati alla vittoria ed è giusto che il pubblico sappia tutta la verità.

Lun 30/01/2012 da MIK

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Nicole 31 gennaio 2012 00:15
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Avete mai pianto un solo giorno per qualcuno o qualcosa di non vostro?
Avete mai consolato la vostra mamma piangere perché non sapeva come andare avanti?
Non riesco a trovare né le forze né le parole per scrivere, ma qualcosa di più grande mi porta a farlo.
Dunque, mi rivolgo a voi, ad ogni singola persona che mi legge in questo momento.
Non sono qui per cambiare le idee a nessuno ma semplicemente se volete tutti la verità, la troverete SOLO in queste righe.
Comincio con il parlare dell’esibizione di Sirya (e non sYria come tutti erroneamente scrivono) del giorno 21/01/2012 ad “Italia’s got talent, analizzando ogni singola battuta da voi ascoltata nella puntata.
Dopo i saluti iniziali Maria chiede a Sirya: “Cosa ci fai vedere?” Sirya: “Vi faccio vedere la mia arte che faccio per strada”. Ora qualcuno mi dica, cosa c’è di non vero in questa frase?
Sirya si è esibita molte volte per le piazze con questo tipo di performance corporeo ma anche col fuoco e molto altro, per coloro che negano ciò confermo di avere foto che lo testimoniano.
La conversazione continua… Maria: “Ah!, vivi per strada?” Sirya: “Si…”.
Sirya si è presentata al programma non come ginnasta, ballerina, attrice o barbona ma in qualità di Artista di strada, ciò non vuol dire che lei non abbia un tetto, una famiglia o che viva sotto un ponte (come la maggior parte dei Blog, e persone hanno malinteso) ma che nella sua vita da ARTISTA DI STRADA si è ritrovata molte volte a dover trascorrere le sue giornate in una piazza o in una via danzando e condividendo il poco che aveva con il prossimo, senza mai chiedere nulla ma soltanto offrendo la sua arte.
Parlando con Sirya un giorno lei mi disse queste parole: “…Intanto non ho mai detto di non avere una casa, se come casa la gente intende il luogo materiale, bene sì quello ce l’ho, ma per me la casa è il mondo, il cielo è il mio tetto e la strada è il mio letto”.
Maria: “Ti senti diversa dalle altre bambine, meno fortunata? Sirya: “No, meno fortunata assolutamente no!” Sirya ha visto con i suoi occhi chi è nato nella sofferenza e che senza l’aiuto di chi guarda il male con indifferenza senza fare del bene probabilmente morirà senza aver avuto mai un poco di fortuna nella propria vita.
È difficile ragionare con i bambini “adulti” e credere alle loro parole, poichè si è abituati a bambini ai quali tutto è concesso, cresciuti nell’abbondanza e nella ricerca del superfluo ma credetemi, vi metto alla prova: affrontate una conversazione di anche pochi minuti con Sirya e rimarrete stupiti di quanto la sua mente possa arrivare lontano, nulla è programmato nelle sue parole, è tutto frutto del suo vissuto!
Finita l’esibizione Maria domanda a Sirya: “Senti, e se vinci?”… Sirya risponde: “Se in caso vinco, i soldi che prendo non voglio tenerli per me!, voglio aiutare anche le persone povere…”, forse si rimane sbalorditi da una frase del genere perché AIUTARE oramai non è più una cosa comune, in particolare nel mondo occidentale, ci preoccupiamo solo del nostro, corriamo tutti i giorni e cerchiamo di capire come avere sempre di più; qualcuno sente parlare attraverso i mezzi di comunicazione, di Povertà, ma nessuno se ne interessa, pochi fanno davvero qualcosa, appaiono tutti come problemi lontani ai quali ci si sente un pochino impotenti ed allora si preferisce non parlarne, tornare sul proprio cammino ignorante di tutti i giorni, e se qualcuno come una bimba di nove anni ci fa riflettere, allora la si accusa chiamandola “traditrice”, “ingannatrice”, “falsa”… parole forse troppo grandi queste, per giudicare ciò che non si conosce.
Con i piccoli risparmi Sirya con la sua famiglia ha già inviato qualcosa ai bambini poveri, anche poco, ma pur sempre tanto per chi non ha nulla.
Interviene Gerry: “E con la scuola come fai?”
Sirya: “No, vado a scuola!”
Maria: “E come vai a scuola?”
Sirya risponde con spontaneità: “A piedi!”, Sirya continuando a suscitare il sorriso, afferma di andare a scuola, come è giusto che sia.
Durante la sua esibizione mostra un telo con la scritta “That’s the way it is” il quale spiega successivamente, dicendo: “Allora… that’s the way it is, vuol dire: così stanno le cose, significa che…Io…vedo la domenica mattina un papà o una nonna (figure che ha sempre visto nelle piazze ma che nella vita di Sirya sono state svolte dalla sua mamma e dalla sua sorella) andarsi a prendere il gelato no? ed invece vedo me stessa, o anche un’altra persona povera che è lì a guardare e magari è più povera di me… (Sirya non sta dicendo di essere povera, ma fa’ un paragone tra chi a tutto e di più, e chi invece risparmi quella monetina del gelato per chi come dirà successivamente e “molto molto molto” più povero di lei, riferendosi ai bambini che ha visto stare male o morire poichè non avevano i soldi per comprare le medice per curarsi da malattie, come la malaria, in Viet Nam)…”
Continua Sirya: “Vorrei porgervi una domanda: quando voi avevate nove anni pensavate alle persone povere? e a chi soffre?” credo che ognuno di noi dovrebbe avere una Sirya dentro di sé e porgersi questa domanda!
Nessuno ha chiesto a Sirya dove avesse imparato alcune delle cose che sa fare, nessuno le ha chiesto se andava in una palestra o luoghi simili, ma come afferma lei nell’articolo di giornale uscito il giorno 24/01/2012 su “La Stampa” della provincia di Torino: “Mi alleno fino da quando avevo tre anni, poi a quattro e mezzo sono entrata in una squadra di ginnastica artistica”. Un pittore che si rispetti non può comprarsi un pennello? un musicista il suo strumento? ed un artista di strada, come lo è Sirya, non può condividere il suo cappello con una passione, per far crescere il suo talento da ginnasta, con il quale continuare a donare, se non altro, un sorriso?
Nessuno ha neanche, giustamente, chiesto a Sirya quale fosse la professione di sua mamma, o come fosse costituito il suo nucleo familiare?
E’ forse una avversità se la mamma di Sirya dopo tante fatiche sia riuscita a trovare, da poco più di un anno a questa parte, un posto di lavoro presso il comune di Pinerolo con il quale affrontare le spese di ogni giorno e migliorare la Nostra condizione di vita dopo tanti anni in strada?
Sì, avete letto bene ho scritto Nostra.

Se ho deciso di scrivere questa lettera, é anche perché ho avuto molte domande da parte vostra, dal web, ma la cosa che mi ha toccata in maggior modo il cuore, e che mi ha spinta a scrivere è che qui è in discussione la vita di una bambina, non di una bambina qualsiasi, ma di colei che ho cresciuto con mia mamma e col mio amore, Sirya Luongo, mia Sorella.

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Paolo 31 gennaio 2012 11:04
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Qui si sta tentando di fare i furbi. La lingua italiana è chiara e la domanda vivi per strada ha un solo significato. Se si risponde sì il senso è uno solo. Tutte le risposte portavano a pensare quello che hanno pensato tutti. Che la ragazzina fosse una senza tetto che viveva delle proprie esibizioni in strada.

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Picarella rosario 31 gennaio 2012 19:23
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da parte mia avevo capito bene,che la ragazzina aveva un tetto,e le sue esibizioni di ginnasta erano per divertimento come una bambina,degli anni che porta, non so qualquno come a interpretato ,le sue parole,purtroppo ogni uno di noi,nella sua testa,ha le sue fantasie..

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Davide288 31 gennaio 2012 10:45
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Ecco perchè non lo vedo più perchè secondo voi è logico che arrivano prodigi ginnasti e si spaciano per talenti che lo sono già?
Mi ha deluso non danno spazio a chi ha un vero talento è lo coltiva per hobby non per lavoro

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Nicole 31 gennaio 2012 15:11
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Abbiamo ricevuto queste righe e vogliamo farle conoscere a tutti:

ALCUNE NOTIZIE OGGETTIVE SU SIRYA LUONGO, IL CASO DI DI ITALIA’S GOT TALENT :

Salve
Normalmente non partecipo a dibattiti web e simili su questioni riguardanti trasmissioni tipo Italia’s got talent , più che altro perchè non ho tempo e non mi interessa.
Però, nel caso specifico della bambina Sirya Luongo e di tutte le polemiche seguite, sento ora il dovere di intervenire, per amore della verità, visto che si è scritto di tutto: e di intervenire non con opinioni o quant’altro, ma con fatti e situazioni ben precisi.
Io conosco molto bene Sirya e la sua mamma e sua sorella Nicole.

Quindi, per garantire quanto andrò a dire, mi presento.
Mi chiamo Enrico Sabena, sono un professionista del settore musicale, scrivo e produco musiche per cinema, tv e pubblicità. Non ho nulla da nascondere, trovate info su di me sul web, su facebook, eccetera.
Ho conosciuto la mamma di Sirya Luongo (Marja Sabadini) nel 2009 mentre stavo componendo per la Warner Chappell le musiche del film “My Lai Four” , che raccontava la strage di My Lai durante la guerra del Vietnam.
La mamma di Sirya, Marja Sabadini, è metà italiana e metà vietnamita: il padre (nonno di Sirya) era un italiano valdostano, scappato in Francia, arruolatosi nella legione straniera e spedito in Vietnam a combattere i Francesi: dato per morto, si era invece neascosto nelle foreste e successivamente, con la guerra tra Usa e Vietnam, iniziò a lavorare come mercenario per gli Usa, facendo di fatto però il doppio gioco.
Si era messo insieme ad una guerrigliera vietnamita del nord e di qui era nata nel 1969, in piena guerra, Marja Sabadini, la mamma di Sirya Luongo. E anche altri figli. Nel 1975 erano tornati in Italia, in modo tragico, con la sorella maggiore di Marja Sabadini che in realtà non si imbarcò e rimase in Vietnam.

Mentre lavoravo al film, un mio amico mi dice “ma lo sai che vicino a Torino c’è una signora che da bambina ha vissuto la guerra del Vietnam ? ”
Me l’ha portata in studio, e qui ho conosciuto Marja e le sue due figlie: Nicole, la più grande e Sirya, la piccolina. Due figlie con due cognomi diversi, nate da due uomini diversi, che sono subito scomparsi dalle loro vite.
Sia Marja che le figlie hanno partecipato alla realizzazione del mio lavoro per quel film sul Vietnam (potete vedere un filmato di 10 minuti sul mio canale di Youtube, dove racconto la genesi delle mie musiche per quel film : nella seconda parte del filmato trovate la stessa Marja Sabadini che racconta in prima persona l’esperienza del Vietnam. Il link: http://www.youtube.com/watch?v=-hgzP3_JQT0 )

La stessa Marja aveva già raccontato in sei pagine la storia della sua fuga dal Vietnam, ed era stata premiata (simbolicamente) al salone del libro di Torino 2009, nella rassegna Lingua Madre, nel premio del pubblico .
Potete trovare il racconto nel sito http://www.ilsognodimarja.it/ .
Qui troverete anche molte altre cose al riguardo, come dirò qui nelle righe più avanti.

In studio ho avuto quindi modo di conoscere la sua storia personale e quella delle sue figlie Nicole e Sirya.
Ho avuto modo di scoprire che lei, Marja, ha avuto un passato pieno di vicissitudini (per cui ancora oggi si porta dietro delle ferite con alcune persone della sua città, quelle persone che probabilmente hanno scritto anonimamente sui siti web riguardo a Sirya) . Però con il passare degli anni, Marja si era riconciliata con l’umanità ed aveva messo la testa a posto (tant’è che , quando l’ho conosciuta, Marja stava cercando un lavoro più stabile, e così ho avuto modo anche di leggere le lettere del Vescovo di Pinerolo e della Caritas, che garantivano sulla sua buona condotta e sulla sua necessità di trovare un lavoro).
Tutto verificabile, Vescovo compreso.

Ho scoperto che nei weekend e poi , soprattutto, durante l’estate, Marja e le due bambine giravano un po’ dappertutto a fare rappresentazioni per strada, per poter integrare un po’ e arrivare a fine mese. E inoltre Sirya era molto brava, partecipava durante l’anno alle gare regionali e nazionali.
D’estate, finita la scuola, stavano anche tutto il giorno per strada, a rappresentare, a conoscere la gente. Se andavano lontano, anche fuori Piemonte, non avevano poi i soldi per andare a dormire in un qualche alberghetto, e allora o dormivano in macchina o anche sulle spiagge, dentro dei teli, intanto d’estate fa caldo.
Marja mi diceva che le bambine erano felici e anche lei, che da bambina in Vietnam era cresciuta nella foresta, a stretto contatto con la natura, cosa che qui in occidente ormai si è persa.
Io sono rimasto colpito da come anche le bambine riuscivano a condividere con gli altri anche il poco che avevano.

Marja aveva un sogno: tornare in Vietnam a cercare la sorella, che da tanto tempo non vedeva. Non aveva più avuto notizie, le aveva promesso che l’avrebbe riportata in Italia ma non era riuscita a mantenere la promessa. Ora non sapeva nemmeno più dove lei vivesse, aveva perso i contatti da anni.
In qualche modo noi qui l’abbiamo aiutata e l’anno scorso , febbraio 2011 Marja tornò in Vietnam accompagnata dalla figlia Sirya. L’altra figlia, Nicole, invece nel frattempo era in Cina per gli scambi scolastici di intercultura (la Cina è molto ambita, ma Nicole è molto brava a scuola e se l’è guadagnato con il sudore sui libri) .
Marja e Sirya sono state in Vietnam dal febbraio 2011 al settembre 2011. Poco prima di partire, Marja aveva trovato lavoro presso il comune e si mise in aspettativa non pagata, confidando nella provvidenza e comunque nella sua capacità di adattarsi a qualunque lavoro spicciolo. Sirya, nei mesi vietnamiti, ha interrotto la frequenza della scuola qui in Italia, pur portandosi dietro libri e quant’altro in Vietnam, e Marja era contenta di farle fare un’esperienza di vita – il Vietnam vissuto non da turisti – , alla figlia che aveva otto anni. Una scuola di diversa tipologia, sicuramente unica e forse molto più profonda. (nota: Sirya, al ritorno in Italia nel settembre 2011 ha comunque sostenuto gli esami di verifica per l’ammissione all’anno successivo e li ha passati) . Nota ulteriore: Italia’s got talent le aveva già contattate nel gennaio 2011 ma Marja aveva detto di no, perchè era imminente la partenza per il Vietnam, dicendosi eventualmente disponibile poi al ritorno. E così è stato.
Tutte notizie verificabili, una per una.

L’esperienza del Vietnam ha toccato profondamente Sirya, Ha girato in lungo e in largo con la mamma, ha conosciuto tante persone, ha visto con i propri occhi la povertà, ha condiviso, ha pianto, ha ascoltato anche senza conoscere nulla della lingua, all’inizio.
Hanno girato città e villaggi, anche nella foresta, dormendo dappertutto e adattandosi in mille modi.
Sarebbe lungo da descrivere ora: nel sito di Marja, al link http://www.ilsognodimarja.it/blog.php?lan=it potete trovare il diario di bordo di quel viaggio, in ordine cronologico decrescente , con moltissime foto di Sirya e descrizioni delle cose belle e delle cose tristi , e comunque delle cose profonde che stavano passando.
Sono state anche un breve periodo in Cina, a trovare Nicole, ci sono andate in treno dal Vietnam perchè non avevano i soldi per l’aereo.

E infine Marja ha trovato la tomba della sorella, deceduta tre anni fa, in condizioni di povertà.

Nel settembre 2011 sono ritornate in Italia e anche Nicole nel frattempo è tornata dalla Cina.

Marja ha ripreso il suo lavoro solo adesso, dopo un anno di aspettativa, nel mese di gennaio 2012, subito dopo la puntata in tv.
Parte del suo stipendio lo manda in Vietnam ai bambini che ha conosciuto là e poi aiuta diverse famiglie indigenti qui in zona.
Lei stessa però spesso si trova a non riuscire ad arrivare alla fine del mese e allora spesso riceve lei stessa gli aiuti.
Aiuta e riceve aiuto.
Tutto verificabile.

Quindi, tornando alla puntata fatidica di Italia’s got talent, quando Sirya afferma di vivere per strada, bisogna contestualizzare e tenere conto di tutta questa realtà vissuta, in Italia e in Vietnam, soprattutto poi se sei una bambina di otto-nove anni e ti trovi a rispondere al volo a domande in tv , con il rischio che pure non mettano tutto quello che hai detto o hai da dire, ma che costruiscano in montaggio un qualcosa ad uso e consumo della puntata, magari estrapolando (in montaggio o comunque nel divenire rapido di domande superficiali) frasi e concetti da un ragionamento che invece dovrebbe essere più completo e compiuto.

Tutto però è opinabile e ciascuno può pensare quello che vuole.

Quello che invece contesto sono le frasi trovate su siti web, dove si accusa Sirya di “ricevere cachet per le sue prestazioni artistiche” , di “alloggiare in alberghi di lusso quando va all’estero” (forse chi ha scritto questo ha trovato sul sito le foto dell’unico albergo dove sono state ospiti, in Cina, per una notte: erano state notate per strada da una persona, che ha proposto loro di fare una rappresentazione all’interno di un hotel (con servizio fotografico stile modelle per abiti di bambini, ad uso cinese) , proponendo loro vitto e alloggio e pochi soldi, loro hanno accettato perchè ne avevano bisogno).
Queste frasi sono gratuitamente false: chiedo a chi le ha scritte di dimostrarle, se così fosse vorrei sapere queste cose pure io!

In conclusione, quando la piccola Sirya afferma in tv di voler condividere con gli altri, io ci credo poichè l’ho già sentita dire lo stesso e vista farlo concretamente in altre situazioni.

Tutto questo per amore della verità.

Grazie per l’attenzione

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Yara 31 gennaio 2012 20:11
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non ho creduto neanche per un attimo alla storia della bimba di strada… bravissima però, questo non lo si può negare! meglio lei con la sua bugia che il ragazzo che suonava la cornamusa col sedere…..

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Annina 3 febbraio 2012 17:49
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Mi hanno commosso molto di piu’ il papa’ con il bimbo, forse di nazionalita’ ceca, bravi commoventi e senza sotterfugi.

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