Ispettore Coliandro, i fans ancora in guerra con la Rai

Ispettore Coliandro, i fans ancora in guerra con la Rai

I fans dell'Ispettore Coliandro, i Coliandrizzati, continuano la loro battaglia contro la Rai per riportare in tv il loro beniamino

    Continua la protesta dei Coliandrizzati, gli accaniti fans de L’Ispettore Coliandro, serie tv ormai di culto che ha per protagonista Giampaolo Morelli, destinato a uscire dai piani di produzione fiction della Rai. Dopo le vibrate rimostranze nei confronti del direttore di RaiDue, Massimo Liofredi, all’annuncio del dimezzamento della serie (andata in onda questa primavera con sole due nuove puntate a fronte delle consuete quattro) i fans continuano la lotta indirizzando i loro strali verso Giorgio Buscaglia, responsabile della programmazione Cinema e Fiction di RaiDue. “Visto che Coliandro costa troppo perché Buscaglia non si dimette alleggerendo il bilancio aziendale del suo stipendio? La provocazione viaggia online.

    “La Rai fa fiction per vecchi”: con queste parole Giampaolo Morelli, interprete dell’ormai mitico Ispettore Coliandro, ha commentato tempo fa la decisione della Rai di sospendere la produzione della collection intitolata all’ispettore pasticcione, nato dalla penna di Carlo Lucarelli e portato sul piccolo schermo dai Manetti Bros. La quarta stagione, andata in onda lo scorso marzo su RaiDue, è stata prodotta in ‘versione ridotta’, praticamente dimezzata: questione di costi, dicono alla Rai, che ha quindi deciso – salvo miracoli dell’ultim’ora – di eliminarla dai piani di produzione fictional per le prossime stagioni.

    Il popolo del web non è stato a guardare: i fans riunitesi sotto la definizione di Coliandrizzati (a sottolineare la sana dipendenza dal poliziotto più imbranato della storia del crime) hanno prima intasato le mail della Rai con messaggi di protesta, poi sono passati all’invio massiccio di lettere contenenti coriandoli (accompagnati da un fin troppo esplicito messaggio recitante “Coriandolo ‘sta minkia! Rivogliamo Coliandro!“) e ora sono intenti a inondare di mail, con proposta di dimissione, la casella di Giorgio Buscaglia, responsabile della programmazione Cinema e Fiction di RaiDue.
    Con una puntata di Coliandro ci compriamo dodici puntate di Ncis” ha incautamente dichiarato Buscaglia alla presentazione del palinsesto estivo di RaiDue, scatenando ancor di più l’ira funesta dei fans di Coliandro.

    Da qui la proposta di dimissioni per aiutare il fragile bilancio Rai: qui però non è solo una questione di soldi, c’è una difficile gestione delle linee editoriali della rete e un problema di strategia a medio e lungo termine. Certo, produrre fiction domestica non seriale (Coliandro rientra nel formato collection, stile Montalbano, con 2/4 episodi a stagione) costa inevitabilmente di più che acquistare i titoli seriali made in Usa. Ma qui c’è in ballo anche l’identità della rete e la promozione di prodotto italiano, visto che Coliandro è ben venduto all’estero. Un po’ di Papi e Santi in meno per RaiUno e i soldi si trovano… semplice, no?

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