Isola dei Famosi, tutti pazzi per Luxuria. Durerà?

Isola dei Famosi, tutti pazzi per Luxuria. Durerà?

Terminato il reality, Vladimir Luxuria, vincitrice della sesta edizione dell'Isola dei Famosi, è al centro dei commenti politici degli utlmi giorni

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    Vladimir Luxuria commenta la vittoria all’Isola dei Famosi 6 e parla, ancora confusa, dei suoi progetti per il futuro. Di una cosa è però sicura, gli italiani sono senza dubbio migliori dei politici che li governano. La sua non sembra essere una semplice vittoria in un reality show, come dimostra la messe di dichiarazioni rilasciate dai suoi colleghi (forse ex) politici. Ma quanto durerà l’effetto Luxuria?

    Il post vittoria, come previsto, è forse peggiore dei 68 giorni trascorsi sulle spiagge solitarie dell’Honduras, a lottare contro il freddo, la fame, le intemperie e le strategie dei naufraghi. Appena si sono spente le luci dello studio dell’Isola dei Famosi 6 si sono accesi i registratori e i portatili dei giornalisti cui Luxuria, felice, non si è sottratta. E mentre Simona Ventura, Antonio Marano e Giorgio Gori stilavano il positivo bilancio della sesta edizione del reality e rimandavano alla settima (mai più di lunedì), Vladimir rispondeva alle domande di rito.
    In sintesi dedica la sua vittoria, assoltamente inattesa, al padre, uomo schivo e riservato che però ha sempre appoggiato le sue scelte di vita, pensa a trascorrere il Natale con la famiglia (“di certo il più bel Natale della mia vita“), rifiuta l’appellativo di trasgressiva (“È la gente che mi giudica trasgressiva“) e soprattutto non indende cavalcare l’onda del successo per presentarsi alle elezioni Europee del prossimo aprile.

    Già, la politica, l’altra faccia di questa edizione dell’Isola, che ha voluto Luxuria non solo per la sua significativa portata sociale, ma anche in veste di primo politico impegnato in un reality show. Dopo le critiche della vigilia, adesso tutti plaudono al suo successo, si complimentano e la inondano di telefonate. Non tutte disinteressate.
    Il primo che ha cercato di capitalizzare la popolarità tv di Vladimir è stato, neanche a dirlo, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, immediatamente disponibile a candidarla alle Europee. “Non posso accettare” risponde Luxuria “non intendo cavalcare questo consenso“. Del resto la sua espetineza politica sembra essere nata un po’ per caso, come ricostruisce per il Corriere della Sera: “Non avevo mai pensato di entrare in politica: mi è stata offerta questa opportunità da un partito nel quale, per di più, non avevo mai militato, ed ho accettato di impegnarmi per due legislature…poi, il “pubblico sovrano”, come direbbe Simona Ventura, ha deciso che l’avventura si fermasse ad una sola“. Né l’Isola è stata vissuta come un ribalta per diffondere messaggi politici: “Non sono partita con l’idea di fare dei comizi o portare avanti delle battaglie politiche, ho smplicemente espresso la mia opinione quando se ne è presentata l’occasione, ad esempio quando è stato usato il termine faggot, anziché gay o quando mi è stata fatta una domanda sulla tolleranza ed ho risposto che a me piace più parlare di ‘convivenza’. Proprio per questo l’Isola, pur con i suoi battibecchi e litigi, debba far riflettere chi snobba questi tipi di programmi“.

    Come dicevamo, il consenso verso Luxuria è omai trasversale, come racconta La Stampa. I giudizi positivi della sinistra (tra le più avverse alla partecipazione della ‘compagna’) sono anche quelli più prevedibili: per Anna Paola Concia (Pd) “Luxuria ha vinto L’Isola dei famosi perché, con l’autenticità di uno straordinario animo umano, ha conquistato l’Italia“; per Fabrizio Marrazzo, Presidente dell’Arcigay di Roma, la sua “è una vittoria rivoluzionaria“; per Giovanni Russo Spena (Prc) “Vladimir ha dimostrato con intelligenza e sensibilità che si possono portare avanti delle battaglie anche in trasmissioni apparentemente banali“. Non si unisce al coro Pier Ferdinando Casini che afferma, lapidario, che “la vittoria di Luxuria certifica la morte della sinistra comunista in Italia“. Certo, come se la colpa fosse di Luxuria e non fossero bastati i risultati elettorali della scorsa primavera. Al segretario si unisce anche Ronconi che sentenzia: “Che un programma della tv pubblica erga a eroina nazionale un transgender come se questa condizione sia da esaltare è semplicemente scandaloso“. Qualche sorpresa arriva da alcune rivali storiche di Luxuria, da Alessandra Mussolini, che si è detta “davvero contenta per Vladimir Luxuria. Aveva cose da dire, l’ho tifato, umanamente lo trovo simpatico“, a Elisabetta Gardini, colei che dichiarò guerra a Luxuria per lo sconveniente utilizzo delle toilette femminili del parlamento e che ora afferma “Ben venga la vittoria di Wladimiro Guadagno, dimostra come da parte degli italiani non c’è nessuna discriminazione. Come non c’è mai stata da parte mia“. La Gardini, però, non manca di inserire una vena polemica e, a suo giudizio, amara: “Mi preoccupa che uno show come l’Isola sia diventato un programma di punta del servizio pubblico“. Ma su questo chiosa bene Luxuria: “Gli italiani sono avanti, più aperti e intelligenti dei politici con cui ho condiviso il Parlamento. Mi hanno giudicata per come mi sono comportata, non per la mia diversità“. E date alcune dichiarazioni non le si può certo dare torto. Come ricorda anche La Stampa, “Luxuria non ha vinto perché transgender, men che meno perché ex parlamentare. Ha vinto perché ha giocato da sola. E’ stata se stessa: colta, simpatica, sensibile.

    [...] Un trionfo ‘berlusconiano’, ottenuto per mancanza di avversari“.

    Con queste premesse, inutile dire che Vladimir consiglierebbe la cura Isola a molti politici italiani, soprattutto a quelli che si riempiono la bocca con la lotta contro la fame nel mondo: “In primis ci manderei Daniela Santanché. Dopo la sua conversione a “U” con la presa di distanza dalle ricchezze di Briatore, vorrei vedere come si troverebbe in un posto in cui non ci sono agi, né boutique. Mastella lo vederei bene sull’Isola dei Lavori Forzati: penso gli farebbe bene. Se non altro lo farebbe dimagrire. Per me è stata una delle esperienze più importanti, ho potuto scavare nei miei ricordi“.

    Insomma, Vladimir ne ha un po’ per tutti, così come tutti hanno qualcosa in serbo per lei. Entrata per molti trasgressiva, uscita per molti bacchettona, date le sue dichiarazioni su Belen e Rossano. Invitata dai giornalisti, cerca di chiarire per l’ennesima volta i motivi che l’hanno portata a parlare apertamente della loro ‘supposta’ relazione, che continua ad aleggiare, non chiarita, anche dopo la fine del reality: “Ho saputo di essere stata giudicata moralista e spia e ammetto che queste sono le accuse che mi hanno sorpreso di più. Non ho mai detto ‘che schifo, un tradimento’, ho solo esposto un fatto. In più ero stata accusata di tramare alle spalle, e, visto che la cosa iniziava a diventare un po’ pericolosa, ho preferito parlarne apertamente“.

    In ogni caso quanto durerà quest’amore per Luxuria, questa ‘rivoluzionaria’ apertura sociale e culturale dell’Italia conquistata da un trans? Speriamo che non sia una cometa, come invece prospetta La Stampa, con un’analisi senza dubbio lucida e amara: “Tutti contenti ed ecumenici, a partire dalla Ventura, convinta di aver contribuito a una svolta epocale. Può essere. O forse siamo soltanto di fronte alla ‘Sindrome Denny Mendez’, eletta Miss Italia ’96 a furor di stereotipi e buonismo, per dimostrare che l’Italia era così poco razzista da avere il ‘coraggio’ di eleggere una Miss di colore. La vittoria di Luxuria è poco probabilmente una rivoluzione e meno epicamente il solito vernissage italiano. Un tutto cambi perché nulla muti. Un alleggerirsi la coscienza, un dirsi (da soli) quanto si è tolleranti, protetti dal segreto dell’urna televisiva; rassicurati dalla consapevolezza che è reality e non reale“.
    Triste, ma probabilmente molto realistico. La lotta contro i pregiudizi è appena iniziata.

    (Foto: La Stampa)

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