Isola dei Famosi 9, dov’è l’ironia? Savino in barca, Luxuria timona ma si rimpiange Simona

Isola dei Famosi 9, dov’è l’ironia? Savino in barca, Luxuria timona ma si rimpiange Simona

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    Si temeva il déjà vu e déjà vu è stato: alla faccia del nuovo inizio, l’Isola dei Famosi 9 è ripartita così come l’aveva lasciata Simona Ventura, con l’aggravante della sua assenza. Speravamo che la scarsa reattività mostrata da Nicola Savino all’inizio della puntata fosse dettata dallo stordimento dell’emozione. E invece non si è mai ripreso, portando l’Isola nelle secche della noia. A offrire qualche guizzo solo Vladimir Luxuria, sempre presente a se stessa che a fatica ha cercato di smuovere a distanza Savino, e la Regina dell’Isola, Cristiano Malgioglio. Savino non pervenuto, Simona è stata la vera protagonista della puntata: perfetta convitata di pietra.

    Tocca proprio a Simona Ventura inaugurare la nona edizione dell’Isola dei Famosi: con un videomessaggio compare sugli schermi di RaiDue per fare l’in bocca al lupo al ‘suo’ Savino e per raccomandarsi di trattare bene la sua creatura.

    Raccomandazione andata a vento, però: la sua assenza si percepisce ‘in ogni dove’. Dopo otto anni, certo, è difficile non pensare a lei, a quel che avrebbe detto e fatto, data anche una conduzione che andava via praticamente da sola con l’aiuto di espressioni ormai idiomatiche entrate a far parte del linguaggio dell’Isola e scandivano, con una propria liturgia, l’andamento della serata.

    Ci voleva un cambio di rotta, ma il reality si è incagliato subito su uno schema sempre identico a se stesso, che ha acuito l’effetto nostalgia per la Ventura. L’AD di Magnolia, Ilaria Dallatana, aveva annunciato che questa sarebbe stata una ‘nuova’ prima edizione: si sperava in un nuovo inizio e invece ci è sembrato di tornare proprio ai tempi della prima edizione, lontana ormai 8 anni. Volti già visti, elicotteri già visti, tuffi già visti, saluti ai figli già visti, scherzi già visti (con l’aggravante che alcuni sembrano ‘rubati’ al Grande Fratello), insomma tutto irrimediabilmente vecchio. Chissà perché ma siamo certi che la Ventura non avrebbe ripetuto il giochino del tuffo creando un’entrata in scena diversa per quelli che di fatto la prova l’avevano già superata.

    In tutto questo Nicola Savino ha lasciato il timone: il reality, seguendo la sua rotta già impostata da anni di esperienza, ha praticamente navigato in automatico. Nonostante i molti spunti a disposizione, Savino ha indossato le vesti del ‘vigile urbano’, limitandosi a lanciare collegamenti, a scalettare le nomination, senza approfittare del pur nutrito parterre che la Ventura avrebbe ‘massacrato’ e, così facendo, valorizzato. Il cinismo di Simona e la sua ironia, il suo modo di maltrattare e vessare i naufraghi rendeva tutto leggero. Per quanto anche l’anno scorso ci fose poco da ‘stare allegri’, tra cast inconsistente e meccanismi ormai logori. Con i ritorni ci si poteva aspettare un ‘trattamento diverso’. E alla faccia delle promesse della vigilia, la conduzione ingessata di Savino ha affondato la serata.

    Solo Vladimir Luxuria e Cristiano Malgioglio hanno regalato qualche sorriso e qualche momento da ‘Isola’. Ma la Luxuria da sola non può far tutto: solo in lei, però, si è ritrovato un po’ dello ‘spirito’ di Simona, che ha aleggiato su tutta la puntata, trovando materializzazione nella maglietta della Regina Malgioglio. Sono state loro le scialuppe di salvataggio della serata, insufficienti però per non dare la sensazione di una deriva. Tanto più che il trio di opinioniste (Nina Moric, Laura Barriales e Lucilla Agosti) ha finito per essere una zavorra.

    Le metafore nautiche si sono sprecate in questo nostro commento, e ne siamo consapevoli. In genere l’Isola gioca su questo e anche per questa ragione non sembrava sbagliata l’idea di rimandarla vista la recente tragedia del Giglio. Vuoi per questo, vuoi perché già i tempi non ‘sospetti’ la promozione dell’Isola giocava sul ‘ritorno degli eroi’, la parola ‘naufrago’ è scomparsa dal lessico della liturgia. I protagonisti sono, appunto, ‘eroi’ ed ‘eletti’. Suona poco casuale, ma tant’è: ognuno può trarne le proprie impressioni.

    In ogni caso, così com’è non sembra si possa andare lontani: i kick-off sono sempre ‘faticosi’ da portare a casa, ma sono anche quelli che creano curiosità nel pubblico. Ci auguriamo che Savino dimentichi di essere il conduttore e ritrovi lo spirito del disturbatore.

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